Fw: Il popolo honduregno insorge contro il regime



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Sent: Sunday, April 03, 2011 6:21 AM
Subject: Il popolo honduregno insorge contro il regime

Honduras
Il popolo honduregno insorge
contro il regime
Violenta repressione in tutto il paese non ferma lo Sciopero Civico Nazionale

La violenta repressione scatenata ieri (30/3) dal regime oppressore di Porfirio Lobo non ha fermato la grande mobilitazione popolare che si è estesa in tutto il paese, all'interno di una giornata di lotta indetta dal Fronte nazionale di resistenza popolare (Fnrp). Si contano a decine i feriti e gli arresti in tutto il territorio nazionale.
L'Honduras si è risvegliato ieri semiparalizzato, con blocchi stradali in 
tutto il paese. Fin dalle prime ore della mattina sono iniziate ad arrivare 
notizie sulle varie mobilitazioni e proteste che stavano bloccando le 
principali vie di comunicazione locali e internazionali.
Nella capitale Tegucigalpa, la popolazione in resistenza si è appostata in 
vari punti della città, bloccando le principali arterie e i ponti veicolari.
Nel frattempo, centinaia di maestri e maestre che lottano contro la 
privatizzazione dell'istruzione e contro la brutale repressione scatenata 
contro lo loro protesta da ormai più due settimane, si sono riconcentrati di 
fronte all'edificio della Corte suprema di giustizia ed esigono il rilascio 
di venti colleghi accusati di manifestazione illecita e sedizione.
Di fronte a questa nuova prova di forza e alla capacità di mobilitazione 
della popolazione honduregna, il regime succedaneo del colpo di Stato ha 
nuovamente mostrato il suo vero volto, reprimendo per la seconda settimana 
consecutiva la popolazione in resistenza.
"Stanno reprimendo la popolazione in tutto il Paese, ma la gente sta 
resistendo a Progreso, San Pedro Sula, Santa Rosa de Copán, Olancho, Colón, 
qui nella capitale e in molte altre città. Sono stati sgomberati e sono 
tornati a occupare le strade. Continuano a lottare", ha detto la 
coordinatrice del Consiglio civico delle organizzazioni popolari e indigene 
dell'Honduras (Copinh), Bertha Cáceres.
"È peggio che durante i primi giorni del colpo di Stato, ma la gente ha 
imparato a difendersi e ha acquisito una maggiore capacità di risposta alla 
repressione. Stiamo difendendo i nostri diritti, la nostra territorialità e 
le nostre conquiste. Siamo convinti che questa mobilitazione permanente non 
si fermerà", ha affermato Cáceres.
La dirigente indigena ha anche condannato la politica ipocrita degli Stati 
Uniti che continua a finanziare i corpi repressivi dello Stato e mantiene le 
proprie truppe sul suolo honduregno.
STIBYS sotto assedio

Durante la brutale repressione ordinata dal regime honduregno, la sede del combattivo Sindacato dei lavoratori dell'industria delle bevande e simili (Stibys) è stata violentemente attaccata, con un saldo di vari feriti e fermati.
"Verso le 6.30 di mattina, le organizzazioni sindacali e popolari hanno 
occupato la strada antistante la sede dello Stibys. Alle 10.30, centinaia di 
membri dei corpi antisommossa della polizia e di militari ci hanno attaccato 
con bombe lacrimogene, con camion con cannoni d'acqua che sparavano liquido 
urticante.
Hanno iniziato a caricare e a colpire selvaggiamente le persone. Le hanno 
inseguite fin nei quartieri adiacenti la nostra sede. Le bombe lacrimogene 
venivano sparate direttamente contro le persone", ha denunciato il 
vicepresidente dello Stibys, Porfirio Ponce.
Molte persone hanno cercato di rifugiarsi nella sede dello Stibys, ma ciò 
non ha fermato la violenza criminale.
"Dalla strada hanno iniziato a tirare le bombe dentro il nostro recinto. La 
gente stava soffocando e fuori c'era la polizia pronta a reprimere. Molte 
persone sono state ricoverate e molte altre sono state colpite e arrestate. 
Nonostante ciò - ha continuato Ponce - la repressione non c'intimorisce e 
non ci fermerà.
Continueremo con la nostra lotta. Una lotta che è del popolo honduregno, in 
difesa dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, delle conquiste 
sociali, per l'educazione e la salute pubblica, contro le politiche 
neoliberiste.
Questo regime è nato viziato ed è la continuazione del golpe. In Honduras 
non esistono le istituzioni e i poteri di fatto che controllano la politica 
e l'economia del paese, vogliono arrivare fino alle ultime conseguenze.
Ma qui c'è un popolo che non tace. Sono due settimane che ci stanno 
reprimendo, giorno dopo giorno, ma continueremo per la nostra strada. Domani 
(oggi per chi legge) ci mobiliteremo nuovamente e lanciamo un appello alla 
solidarietà internazionale affinché denunci ciò che sta accadendo", ha 
concluso il vicepresidente dello Stibys.
Poco prima di concludere questo articolo, il dirigente nazionale del Fnrp, 
Wilfredo Paz, ha comunicato alla Lista Informativa che nel Bajo Aguán la 
polizia ha aperto il fuoco contro i manifestanti. Ci sarebbero almeno 13 
feriti e un morto. La polizia ha impedito che le persone si avvicinassero al 
corpo. Poche ore dopo, l'uomo ucciso è stato caricato su un automezzo della 
polizia e nessuno sa dove sia stato portato.
"La polizia ci ha sgomberato con violenza e ha iniziato a inseguirci 
sparando sui manifestanti. La gente si è raggruppata e ha cercato di 
occupare nuovamente la strada nella zona di Sonaguera, Colón. Ci sono decine 
di feriti in tutto il paese. La polizia ha sparato contro professori, 
contadini e membri della Resistenza".
L'esercito e la polizia hanno anche invaso l'Università Nazionale Autonoma 
dell'Honduras (Unah). Gli studenti hanno resistito e anche qui si contano 
vari feriti e fermati.
© (Testo Giorgio Trucchi  - Lista Informativa "Nicaragua y más" di 
Associazione  Italia-Nicaragua - www.itanica.org )










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