Manifestazione nazionale immigrati 26/11/2006



CONFEDERAZIONE UNITARIA di BASE-RdB 

 

 

Manifestazione nazionale immigrati 26/11/2006
 
 
“ Badanti”, manovali, lavapiatti, braccianti. Lavorano di notte, le festività, si sporcano le mani, si spezzano la schiena, muoiono, per lavori, che nessuno vuole più fare. Li utilizziamo per risollevare le sorti della nostra economia, per sopperire ai nostri bisogni e consentirci una vita più comoda.
Non interessa se sono in regola o meno, ma, se occorre, li adoperiamo/sfruttiamo: la famiglia, l’artigiano, l’impresa.
I nostri diritti, non debbono essere i loro: chi ha diritti, poi, esige che siano rispettati.
Chiunque sia al Governo sa, ma paga più rassicurare il cittadino/elettore. E questo vale anche per una città come Roma, dove una repressione strisciante, e nascosta da un falso” buonismo”d’immagine ( complice una distratta sinistra “di lotta e  di governo”), colpisce l’immigrato più debole, dall’ambulante all’irregolare, spesso rinchiuso in mini CPT occasionali e subito rimpatriati.
Leggi, di fatto razziste, che differenziano la persona migrante dall’autoctono: sul lavoro, sulla casa, nei rapporti con la pubblica amministrazione, tutto conduce alla diversificazione dello straniero.
Oggi, il ministro Amato, accoglie nelle sue “note” sull’immigrazione i punti, che i “Giovani di Confindustria”hanno stilato pochi mesi fa, non ci meraviglia, ma qualsiasi legislazione repressiva e vincolata ai contratti di lavoro è destinata a fallire. Come sono destinate a fallire le quote-flussi e la loro ipocrita parvenza di legalità, la costruzione di nuove prigioni diversamente nominate, i blocchi repressivi marittimi e terrestri: nulla potrà fermare la spinta migratoria da paesi depredati, depauperati e colonizzati. La violenza della nostra “civiltà”, non ha termini di paragone con le esagitate manifestazioni d’intolleranza dovute a sporadici episodi d’illegalità.
Per questo, anche noi, saremo in piazza per:
 
l’eliminazione del perverso (e falso) meccanismo di incontro a distanza tra domanda e offerta di lavoro;
l’introduzione di un meccanismo di regolarizzazione ordinaria per tutte le persone straniere che lavorano in Italia al nero;
la modifica sostanziale della legislazione sull’immigrazione, ispirata a principi democratici e alla garanzia dei diritti di cittadinanza per tutti;
un cambiamento delle politiche migratorie e sull’immigrazione che privilegi gli interventi di inclusione sociale e le politiche di cittadinanza rispetto alle politiche di repressione dell’immigrazione;
la chiusura di tutti i CPT.
________________________________________
ABOLIZIONE DELLA BOSSI FINI, SENZA SE E SENZA MA
LIBERTA' E DIRITTI PER LE LAVORATRICI E LAVORATORI IMMIGRATI

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
26 NOVEMBRE 2006
Ore  15.00 - piazza della Repubblica

L'attuale Governo sta dimostrando con i fatti di non volere una reale
riforma della normativa sugli immigrati: le proposte in preparazione
non
vanno nella direzione indicata dalle lotte di questi anni; non solo non
è
prevista la regolarizzazione generalizzata degli immigrati, ma tutto
tace
anche sul diritto di asilo che era un punto riconosciuto nel programma
di
governo.

La stessa bozza di riforma del Ministro degli Interni Giuliano AMATO
conferma che manca nel Governo la volontà politica di cambiare
realmente le
linee principali e più odiose della Bossi - Fini e della Turco -
Napolitano,
anzi si aumentano gli strumenti di controllo e di selezione dei
lavoratori
immigrati.

Le attuali proposte sono solo "ritocchi" alla Bossi-Fini e servono al
massimo a snellire gli obblighi delle imprese, non rispondono ai
bisogni e
ai diritti negati degli immigrati, e sono peggiorative per chi rimane
senza
permesso:

1. si vuole mantenere il legame tra permesso di soggiorno e contratto
di
lavoro
2. si vuole mantenere l'attuale sistema dei flussi di immigrazione che
diventano triennali
3. si "privatizza" l'ingresso e la permanenza nel paese tramite la
figura
dello "sponsor" (associazioni private, imprenditoriali, patronati,
sindacati
chiamati a garantire e controllare gli immigrati)
4. si vogliono creare liste di collocamento presso le ambasciate e
consolati
italiani, già incapaci di sostenere le attuali pratiche di loro
competenza
5. si creano campi di internamento per immigrati ritenuti "pericolosi"
senza
processo (Centri per l'Esecuzione dell'Espulsione - C.E.E.)
6. non si aboliscono i CPT ma gli si cambia solo il nome in Centri di
Accoglienza

L'unica nota "positiva" che troviamo nella proposta AMATO si limita al
prolungamento della validità dei permessi di soggiorno e al raddoppio
della
validità del permesso per attesa occupazione; anche la proposta di
legge
sulla cittadinanza, riduce gli anni d'attesa da dieci a cinque, ma lega
l'acquisizione della cittadinanza al reddito e subordina il
riconoscimento
per i figli all'anzianità di soggiorno dei genitori.
Per dire che questo non ci può bastare, che bisogna rispettare e
accogliere
le proposte avanzate in tutti questi anni di lotte dagli immigrati, per
rilanciare una nuova campagna di rivendicazione dei diritti negati è
necessaria una nuova mobilitazione nazionale per

- la libertà di circolazione e la regolarizzazione permanente per tutti
i
migranti presenti in Italia
- la chiusura definitiva dei CPT, senza la creazione di nuovi lager
- l'abrogazione della legge Bossi-Fini, senza che si torni alla
precedente
Turco - Napolitano
- la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il
contratto di
lavoro
- una legge in materia d'asilo politico che tuteli realmente i
richiedenti e
i rifugiati
- una cittadinanza di residenza e il diritto di voto per tutti i
migranti
- il rilascio e il rinnovo immediati di tutti i permessi e delle carte
di
soggiorno
- fermare tutte le espulsioni e gli accordi di riammissione
- una nuova normativa che garantisca  pieni ed effettivi
ricongiungimenti
familiari

Per adesioni ed informazioni: comitatoimmigrati at libero.it

ASSO. BANGLADESH IN ITALIA,
WEST BENGAL-INDIA,PAKISTAN,
ASSOCIAZIONE LATINOAMERICANA EL CONDOR DI ROMA,
UMANGAT,
SRILANKESI IN ITALIA,
ASSOCIAZIONE DHUUMCATU,
ASSOCIAZIONE LATINOAMERICANA DI CREMONA,
COMUNITA' BURKINA FASO CAMPANIA,
COMUNITA' PAKISTANA CAMPANIA,
COMUNITA' BANGLADESCH CAMPANIA,
UNIONE  IVORIANA REGIONE CAMPANIA,
MOVIMENTO DEI RICHIEDENTI ASILO CAMPANIA,
COMITATO IMMIGRATI FIRENZE,
ASSOCIAZIONE "THÉM ROMANO" MONDO ZINGARO IN ITALIA,

FEDERAZIONE NAZIONALE RdB - CUB
RED LINK,
ASSOCIAZIONE SOLIDARIETA' PROLETARIA,



retebolivariana <retebolivariana at yahoo.it> ha scritto:
Giro questo messaggio dell'amico e compagno Gianfranco PALA, per sostenere la lettura e la diffusione della rivista marxista la CONTRADDIZIONE.
 
E' necessario sostenere questa rivista perché è rimasto uno dei più intelligenti ed approfonditi laboratori di analisi e critica  della politica e dell’economia, da un punto di vista di classe.
 
Per quanto riguarda in nostro intervento internazionalista, la CONTRADDIZIONE pubblica importanti riflessioni sull’attuale fase trasnazionale di produzione capitalistica e di imperialismo in Americalatina.
 
Vi invito a sostenere la CONTRADDIZIONE perché è indispensabile mantenere vitale questa rivista, in quanto si stanno smarrendo gli strumenti teorici del marxismo e della lotta di classe.
 
A ragione Gianfranco, quando sostiene che siamo di fronte ad una frammentazione dell'organizzazione politica e alla declinazione della elaborazione del pensiero, verso esposizioni non più marxiste e di classe.
 
Al contrario, assistiamo a rappresentazioni smarrite e fragili, ed a movimenti sociali sedotti da populismo, identitarismo e comunitarismo.
 
Tutto ciò incide sul decadimento culturale “a sinistra”, e sulle forme di organizzazione politica che non posseggono più gli strumenti, anche teorici, per interpretare ed affrontare le trasformazioni del mercato del lavoro e la crisi e le guerre del capitale trasnazionale.
 
Vi invito ad abbonarvi a:
la CONTRADDIZIONE
costo annuale Euro 25,00,
c/c postale numero 40377004,
intestato ad Associazione marxista Contraddizione, 00141 Roma.
 
Saluti comunisti.
 
Roberto
------------------------------------------------
cari compagni,
 
vi mando intanto personalmente questa circolare per preavvertirvi di alcune vicissitudini oggettive che ci inducono a perseguire alcune necessarie vie di cambiamento della pubblicazione della Contraddizione. Indicazioni più esaurienti usciranno sul prossimo numero 117; a molti di voi arriverà anche una seconda circolare, con simili considerazioni, inviata dalla redazione della rivista. Vi anticipo qui alcune osservazioni meno dettagliate.
Una constatazione preliminare va fatta. Da almeno vent’anni a questa parte, e soprattutto nell’ultimo decennio, le condizioni politiche, interne e internazionali, sono notevolmente peggiorate. Molte realtà di quella che era lotta di classe, pur in parte resistendo, sono venute a mancare sfilacciandosi e disseminandosi in molteplici parti del pianeta e in diverse forme sempre più spesso non immediatamente di classe, ma a carattere popolare (se non populista) o peggio ancora nazionalistico, etnico o religioso. Si assiste oggi a uno sbandamento dovuto al diffuso decadimento sociale e culturale connesso all’incalzante perdita di memoria storica. La base sociale di riferimento della critica marxista si è venuta via via affievolendo. Il marxismo, anche come teoria, incontra sempre maggiori difficoltà a radicarsi e a estendere i suoi spazi.
 
Senonché, un elemento dirimente è rappresentato dalla “censura di mercato”. Infatti le librerie – e per quanto concerne la Contraddizione in particolare le Feltrinelli – tendono a eliminare il reparto “riviste”: soprattutto quelle politiche di sinistra, a basso prezzo e a bassa tiratura. Dal punto di vista strettamente commerciale tale decisione libraria è inoppugnabile. (Per fare un esempio, per le librerie stesse non ha senso sostenere le spese di tenuta amministrativa di sole 2-3 copie di una rivista con fatturati di 10-15 €, corrispondenti a loro “entrate” dovute a provvigioni di 4-6 €; occorrono per esse tirature, prezzi e guadagni molto superiori). Ma, contraddittoriamente, è chiaro che il nostro intento è politico e non commerciale.
In tali condizioni non è più pensabile tenere le nostre copie nelle librerie. Per loro stessa dinamica, queste ultime tendono a un’inarrestabile logica di concentrazione monopolistica della distribuzione, che favorisce necessariamente i grandi monopoli anche nella produzione della comunicazione. Si sa bene come tutto ciò porti sempre più a forme di svilimento, mistificazione, appiattimento e normalizzazione della comunicazione stessa in generale, in tutte le sue forme e manifestazioni.
Noi auspichiamo che tutti coloro che finora hanno acquistato la Contraddizione in libreria, e anche qualche loro conoscente in più, desiderino continuare a leggerla. In queste circostanze, dunque, essi si vedranno necessariamente obbligati a trasformare il loro acquisto in abbonamento come unica forma praticabile, nella sicura mancanza della disponibilità del supporto cartaceo in libreria. Rivolgo intanto personalmente a tutti voi questo appello di collaborazione per contenuti e finanziamento.
 
Seguendo questa strada, finché altri ostacoli non verranno frapposti, possiamo tentare di sopravvivere anche amministrativamente (autofinanziandoci), altrimenti ogni sforzo potrebbe risultare inutile e insostenibile. Perciò è anche indispensabile che tutti gli abbonamenti per il 2007, vecchi e nuovi, giungano immediatamente. Non avendo alcun sostegno “partitico”o statale dobbiamo poter definire in tempo bilancio annuale e tiratura. E dobbiamo anche prestabilire organicamente il piano di collaborazioni redazionali; queste, si sa, richiedono tempo e impegno costante per documentazione, studio, analisi, elaborazione, affinché non siano casuali o erratiche.
Riserviamo per le comunicazioni di abbonati e lettori il nostro indirizzo organizzativo specifico contraddizioneposta at tiscali.it; in prospettiva esso diventerà anche il riferimento centrale per ogni comunicazione dei lettori in rete (l’altro redazionale, contraddizione at tiscali.it, rimane per tutte i contatti già avviati). Ricordiamo che il numero di c/c postale è sempre 40377004. L’indirizzo reale è c.p. 11/188 - Montesacro (00141) Roma  e che l’indirizzo di rete è  www.contraddizione.it.
 
Nonostante tutte le difficoltà, la Contraddizione - bimestrale di marxismo, per vent’anni non ha mai mancato di uscire dignitosamente e regolarmente ogni due mesi; cosa pressoché unica per una rivista marxista basata per principio sull’assoluta autonomia scientifica e politica. Ma ormai, date le difficoltà oggettive, dal prossimo anno 2007 la rivista cartacea deve provare a diventare trimestrale (la cadenza sarà marzo-aprile, giugno-luglio, settembre-ottobre, dicembre-gennaio), proseguendo la numerazione esistente col no.118 (il no.117 sarà l’ultimo bimestrale e l’ultimo numero reperibile in libreria).
La stampa su carta della rivista come trimestrale sarà perciò una possibilità tutta da verificare alla fine del prossimo anno. Intanto, con la nuova cadenza “stagionale” cercheremo di fornire più o meno la stessa mole di analisi annuali, ma a ritmi meno frequenti. A conti fatti, non essendoci più la vendita diretta della copie in libreria, ma soltanto sporadicamente in forma militante, assume significato effettivo soltanto il costo dell’abbonamento annuale per il trimestrale (arrotondato a 25 €, invece che 24 €).
Ovviamente, soprattutto nelle presenti difficili circostanze, versamenti superiori di sostegno sono oltremodo graditi, così come sollecitiamo una campagna di nuovi abbonamenti più vasta possibile. I versamenti possono essere fatti su un bollettino di c/c postale al numero 40377004 sopra ricordato, intestato a Associazione marxista Contraddizione - Roma Montesacro, Il prezzo di copertina, per i motivi suddetti, rimane praticamente simbolico, ed è fissato a 7 €.    
 
Una prospettiva certa di passaggio consiste nel migliorare da sùbito la cartella già esistente in rete. Pensiamo di cominciare a inserire anche alcuni spazi aggiuntivi, per articoli senza scadenze temporali o note di attualità che semmai possono rifluire poi nel previsto numero trimestrale, testi stranieri, originali o tradotti in italiano (o semmai riassunti). Le pagine già esistenti (“testi”, “temi”, “altri scritti” dei collaboratori, “quiproquo”, “segnalibro”, ecc.) sono tutte da arricchire e definire meglio; così come i collegamenti (i cosiddetti links) da verificare e riordinare, privilegiandone alcuni e con indicazioni maggiormente dettagliate del loro carattere. Una classificazione tematica analitica (con parole chiave) di articoli e note, anche già pubblicati, è auspicabile. Ma pure per fare tutto ciò sono importanti i vostri suggerimenti.
Nel corso dell’anno prossimo si tratta comunque di considerare attentamente le potenzialità e le condizioni operative per attrezzare organicamente la “rete virtuale”. La sua dimensione mondiale offre la potenzialità di far riferimento al marxismo. Dico “potenzialità” poiché c’è il rischio reale, anche secondo l’opinione del suo “inventore” britannico, che si finisca annegati sotto la  mole delle notizie in una finzione “democratica” della rete stessa. Pertanto occorre riuscire a muoversi con coscienza politica. Altrimenti la comunicazione e le informazioni presenti in rete possono trasformarsi in un eccesso di sovraproduzione materiale ingestibile.
Di fronte alla ricordata crisi sociale e culturale, occorre quindi considerare la più circoscritta capacità quantitativa e qualitativa (per ora anche di classe e generazionale) di utilizzare la “rete mondiale”. I fruitori comunisti della “carta stampata” hanno oggi caratteristiche ed esigenze diverse. Ci è sembrato perciò di poter constatare che la forma cartacea di una rivista, soprattutto se marxista, non è ancora facilmente sostituibile con quella virtuale. Quest’ultima può infatti diventare senza sforzo la rappresentazione di un altro strumento della prevaricazione ideologica del sistema di potere esistente.
 
Un saluto a tutti quanti e a presto  
gianfranco pala


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