ASSEMBLEA NAZIONALE SU AMERICA LATINA!



Invitiamo tutte le associazioni, i comitati, i media alternativi, i collettivi, i centri sociali e tutte le persone solidali con le lotte dei popoli latinoamericani  a partecipare a questa assemblea nazionale sull'America Latina, che si terrà i prossimi 25 e 26 novembre a Firenze, ed il cui appello va di seguito.
 
Associazione nazionale Nuova Colombia
 
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APPELLO PER UN’ASSEMBLEA NAZIONALE DI SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALISTA CON LA RESISTENZA DEI POPOLI LATINOAMERICANI
 
Da alcuni anni decine e decine di comitati, associazioni, centri sociali, media alternativi ed organizzazioni di diverso tipo e carattere sono protagonisti, dalle Alpi al Mediterraneo, di un percorso politico che ha visto crescere l’attenzione e l’impegno nei confronti dei processi di liberazione nazionale e sociale che si danno con forza in America Latina.
In tutta Italia si sono moltiplicate le iniziative e campagne di contro-informazione, denuncia e solidarietà verso quella che sempre più dimostra di essere, insieme alla regione mediorientale, l’area del mondo in cui le lotte antimperialiste ed anticapitaliste hanno assunto più forza e spinta progettuale.
In diverse regioni si sono articolati percorsi unitari e coordinati nel tentativo di convergere su un terreno, quello dell’internazionalismo e della solidarietà tra i popoli, stimolando il dibattito ed il confronto sulle diverse esperienze che si stanno traducendo, nel continente latinoamericano, in oggettivi passaggi di rottura con il modello politico ed economico imperante su scala planetaria.
 
Pertanto, il comitato promotore di questo progetto di assemblea, considerando che:
 
1.      Nell’attuale fase storico-politica mondiale, caratterizzata da una tendenza unipolare ed unilaterale rappresentata dagli Stati Uniti (unitamente ad altri paesi capitalisti), l’imperialismo ha intensificato gli sforzi per gestire la crisi strutturale attraverso guerre d’aggressione ed interventi militari neo-coloniali, sferrati in diverso modo con il pretesto della lotta al “terrorismo” ed al “narcotraffico”, o presentati come “interventi umanitari” e/o “emergenziali”. Partendo dagli attacchi alla ex-Jugoslavia ed al Corno d’Africa, passando per l’invasione dell’Afganistan e dell’Iraq fino ad arrivare al Plan Colombia made in USA, l’imperialismo aggredisce e tenta di assoggettare senza tregua paesi e popoli delle più diverse latitudini e longitudini, permanentemente alla ricerca di maggiori egemonia e dominio che gli consentano di assumere il controllo di “nuovi” mercati, sfruttare milioni e milioni di lavoratori e saccheggiare le ingentissime risorse e materie prime presenti nelle suddette regioni.
 
2.      Di fronte all’escalation guerrafondaia del complesso militare-industriale imperialista e del capitale finanziario transnazionale, che ambiscono a consolidare il cosiddetto “nuovo ordine mondiale”, e rispondendo all’incapacità strutturale del sistema capitalistico di risolvere i problemi cronici di miseria, povertà, disuguaglianza, sfruttamento ed ecatombe ecologica, i popoli del mondo si sollevano contro lo stato di cose presente dimostrando, senza possibilità di equivoci o tentennamenti, che la storia e la lotta di classe non sono finite, e che un altro mondo è non solo possibile, ma necessario. Ne sono una prova evidente l’eroica lotta del popolo palestinese e le contundenti e tenaci resistenze irachena e libanese, le mobilitazioni ed i movimenti contro la guerra ed il modello economico neo-liberale e tutte le lotte di resistenza e liberazione che scuotono assetti di potere solo apparentemente consolidati e mettono in discussione le più svariate forme di dominio, vecchie e “nuove”.
 
3.      Nell’ambito di questo processo di ripresa e/o consolidamento della battaglia antimperialista ed anticapitalista mondiale, l’America Latina rappresenta uno scenario strategico e di fondamentale importanza, tanto per gli interessi geo-politici, economici e militari difesi e perseguiti dagli USA e dai suoi alleati, quanto per le prospettive a breve e medio termine di articolazione di un blocco di potere alternativo ed antimperialista. Dal Rio Bravo alla Patagonia, infatti, si stanno estendendo a macchia d’olio e con un’accelerazione straordinaria i processi di resistenza e trasformazione. Ovunque, dal Centroamerica al Cono Sud, si moltiplicano e s’intensificano cortei e marce, occupazioni di fabbriche e latifondi, blocchi stradali e picchetti, movimenti rivendicativi e scontri con le forze repressive, sabotaggi e campagne di solidarietà. A seconda dei paesi, dei contesti, delle fasi di accumulazione di forze nel campo popolare e delle necessità dettate dai livelli di repressione e terrorismo di Stato, si combinano le più diverse forme di lotta, da quella democratica ed elettorale a quella clandestina ed armata. Il tutto, con un salto qualitativo rispetto al passato remoto o prossimo che è quello del bolivarianismo, un movimento trasversale ed ampissimo in cui si riconoscono i lavoratori, i contadini, gli studenti, gli intellettuali, i disoccupati, gli sfollati, le donne, gli indigeni, gli afro-americani ed i militari patriottici, e che ha nell’antimperialismo, nella lotta per la giustizia sociale e nel progetto di un’unità continentale dei popoli i suoi tre pilastri, storici sì ma più attuali che mai.
 
4.      Nel contesto latinoamericano assumono oggi più che mai una particolare rilevanza, sul piano della chiarezza e della consistenza politiche e del ruolo giocato contro l’imperialismo, alcuni processi in particolare: quello bolivariano in Venezuela del Presidente Chávez, che vede l’avanzata significativa di diversi piani di sviluppo alternativo e di affermazione di diritti essenziali, quali la salute, l’educazione ed il diritto alla casa, tra gli altri, con una forte spinta dal basso e con una chiara volontà maggioritaria del popolo di approfondire verso il socialismo il processo iniziato nel 1999. Il processo di resistenza antifascista del popolo colombiano e delle sue organizzazioni contro la dittatura del narco-paramilitare Uribe Vélez, principale pedina contro-rivoluzionaria di Washington nella regione, in un paese in cui si moltiplicano le mobilitazioni sociali ed il movimento guerrigliero si rafforza giorno dopo giorno, nonostante il Plan Colombia ed il Plan Patriota, in vista di una soluzione politica del conflitto sociale ed armato o di uno sbocco insurrezionale. L’incessante battaglia di Cuba contro le aggressioni degli Stati Uniti, contro il criminale blocco economico, commerciale e finanziario imposto da questi, per la dignità e la difesa delle conquiste della Rivoluzione. Inoltre, vanno sottolineate le importanti misure assunte dal governo di Evo Morales, indirizzate a ripristinare la sovranità nazionale e popolare sulle materie prime e risorse energetiche boliviane e sulla terra, la permanente mobilitazione dei più diversi settori sociali in Argentina, Ecuador e Messico, le lotte degli studenti in Cile contro i tagli all’educazione e delle comunità Mapuches per il recupero dei loro territori ancestrali, la battaglia dei Sem Terra in Brasile contro il continuismo neo-liberista del governo Lula e per una riforma agraria integrale, la tenacia del resistente popolo portoricano contro l’inaccettabile occupazione yankee, ecc.
 
5.      Nell’incessante sforzo di creare spazi permanenti di confronto e coordinamento delle lotte, i popoli dell’America Latina e Caraibica hanno fatto nell’ultimo lustro notevoli passi in avanti. Dalle tribune del Congresso Bolivariano dei Popoli è stato lanciato, dal Presidente Chávez, un appello unitario per la costruzione di un’Alternativa Bolivariana delle Americhe, contrapposta all’ALCA. Dal I congresso della Coordinadora Continental Bolivariana, svoltosi a Caracas nell’agosto 2005, è stato lanciato il grido di battaglia per l’unificazione delle lotte per la seconda e definitiva indipendenza. Sottolineiamo l’importanza strategica di questi ambiti, indispensabili a coordinare e moltiplicare su scala continentale i processi di trasformazione.
 
6.      Un elemento fondamentale è il diritto all’autodeterminazione dei popoli, e quindi la legittimità di ognuna e di tutte le forme di lotta che essi adottano per raggiungere gli irrinunciabili obiettivi di uguaglianza, giustizia, sovranità ed indipendenza nazionale.
 
 
Lancia la proposta di un’assemblea nazionale di sostegno alla resistenza dei popoli latinoamericani e caraibici.
 
L’assemblea si terrà al Centro Popolare Autogestito di Firenze sabato 25 e domenica 26 novembre 2006, per discutere ed analizzare i processi progressivi e rivoluzionari bolivariani e pensare forme più coordinate d’intervento per articolare con un più ampio respiro iniziative contro-informative e di solidarietà, mobilitazioni comuni e campagne in sostegno alla lotta antimperialista ed anticapitalista dei popoli latinoamericani.
 
L’assemblea si strutturerà in due giorni, con un momento iniziale d’approfondimento che vedrà l’intervento qualificato di quattro compagni latinoamericani. A questo seguirà una presentazione da parte del comitato promotore, per poi lasciare spazio agli interventi dei partecipanti.
 
Non appena sarà ultimato il programma definitivo della due giorni, vi verrà tempestivamente comunicato.
 
Per info:
 
 
055-6580479
339-3947763
 

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