Nicaragua: Elezioni Costa Atlantica di G.Trucchi



Elezioni Costa Atlantica NICARAGUA


di Giorgio Trucchi


Nella giornata di ieri, domenica 3 marzo, si sono svolte le Elezioni
Regionali della Costa Atlantica del Nicaragua per nominare le due Assemblee
Regionali dell¹Atlantico Nord (RAAN) e Sud (RAAS), previste dalla Legge di
Autonomia.

In ognuna delle due Assemblee verranno eletti 45 membri.
I partiti che hanno partecipato sono il PLC (Partido Liberal
Constitucionalista) il Frente Sandinista, il PRN (Partido Resistencia
Nicaraguense ­ ex Contras), YATAMA (Movimento di origine Miskito), PAMUC
(solo nella zona della RAAN).
I primi risultati vedono, come grande vincitore, l¹astensionismo. Si calcola
che circa il 65-70% delle persone con diritto di voto non si siano recate
alle urne.
Questo risultato contrasta con l¹enorme afflusso alle urne delle passate
elezioni presidenziali (circa il 92%) e con quelle Regionali del 1998 quando
ci fu un¹astensionismo del 43%.
Vari sono i motivi tra cui l¹abbandono a cui è relegata la zona della Costa
Atlantica che viene presa in considerazione solo quando, a Managua, si entra
in periodo elettorale ed un¹estrema disorganizzazione di queste elezioni da
parte del CSE (Consejo Supremo Electoral). Proprio il CSE, reduce dalle
lotte interne delle ultime elezioni del novembre scorso tra i 3 Magistrati
di affiliazione sandinista ed i 4, tra cui il Presidente Roberto Rivas,
liberali, si è presentato ancor più diviso a queste elezioni. Pochissima
presenza di osservatori nazionali ed internazionali e per la maggior parte,
non riconosciuti dal CSE; seggi e materiale elettorale consegnato all¹ultimo
momento; registri elettorali scomparsi e non depurati dagli iscritti morti o
trasferitosi dal 1998 ad oggi e soprattutto, una Campagna Elettorale quasi
inesistente e priva di contenuti che potessero convincere, la gente di
queste zone del paese, di partecipare al voto di Assemblee quasi mai
ascoltate e prese in considerazione dal Governo centrale.
A rendere le cose ancora più confuse hanno contribuito le due risoluzioni
emesse dal CSE sul famoso voto APL (Actas de Promesas de Ley): una da parte
dei 3 Magistrati sandinisti ed una
Da parte dei 4 liberali.
Gli APL, in pratica, sono i famosi voti, usati in modo indiscriminato dai
liberali durante le elezioni presidenziali, attraverso i quali, un cittadino
che non è iscritto nel Registro Elettorale, può votare ugualmente con la
presenza di due testimoni iscritti che affermino che, la persona, vive in
quella Circoscrizione Elettorale. Nel novembre scorso, il PLC, aveva usato
questo modo e molti dicono che ciò ha contribuito a raggiungere
l¹inspiegabile percentuale del 92% dei partecipanti al voto, per portare
moltissima gente liberale od a pagamento a votare nelle zone d¹influenza
sandinista per poter ottenere il maggior numero possibile di seggi in
Parlamento.
In pratica, questo voto con APL, è garantito dall¹orrenda Legge Elettorale
(che ricordiamo è stata partorita dall¹accordo/patto tra FSLN e PLC e che,
tra l¹altro, ha permesso anche la presenza di Alemàn in Parlamento come ex
Presidente della Repubblica) in base ai suoi articoli 41 e 116.
La rottura tra i Magistrati del CSE è avvenuta sull¹applicazione di questi
articoli. I sandinisti hanno invitato, i Presidenti di seggio, ad applicarli
in modo letterale e restrittivo e cioè permettendo il voto solo a chi
dimostrava, attraverso la sua Cedula (Carta d¹Identità), di essere davvero
residente in quella Circoscrizione mentre, i liberali, invitavano ad
applicarla in modo generalizzato ed ampio facendo leva sul solo fatto dei
due testimoni. Fin troppo chiare sono state le esigenze di partito dei due
bandi di Magistrati.
Il risultato è stato quello di una confusione terribile e di un¹applicazione
arbitraria in base al partito di appartenenza del Presidente di seggio. C¹è
da segnalare che, anche gli altri partiti che partecipavano al voto, si sono
schierati con le posizioni del FSLN.
I primi risultati, che però riguardano la zona urbana, vedono il FSLN in
testa nella RAAN, seguito da PLC e Yatama. Nella RAAS, il PLC, sta vincendo
nettamente sul FSLN.
Il problema che si presenta ora è se, i 3 Magistrati sandinisti,
accetteranno di formare il quorum necessario per proclamare gli eletti.
Il Presidente Rivas, che negli ultimi giorni aveva fatto valere tutto il suo
peso (anche non in senso eufemistico dato che peserà almeno 130-140 chili),
ha già dichiarato che nessuno può impedirgli di leggere i risultati finali e
che, in caso gli altri magistrati non volessero formare il quorum, sta già
studiando con degli avvocati la forma per proclamare gli eletti, anche a
costo di ricorrere alla CSJ (Corte Suprema de Justicia).

In concomitanza con le elezioni della Costa Atlantica, il Presidente del
Parlamento, Arnoldo Alemàn, ha organizzato una Marcia in appoggio alla sua
persona!!! Anche questo rientra nel piano di scontro interno al PLC e tra
Potere Esecutivo e quello Legislativo.
Nel suo discorso, accorato e violento, Alemàn, ha raccontato, come nuovo
Messia, una favola che, ha detto, gli è stata raccontata da un sacerdote. In
questa favola, un uomo, dopo essere morto, giunge da San Pietro e gli chiede
di che cosa è pieno l¹inferno. San Pietro gli mostra l¹inferno che è pieno
di assassini, ladri, violentatori e prostitute e gli dice che, però, è pieno
anche di altri peccatori che sono peggiori di quelli già elencati. L¹uomo,
allora, chiede a San Pietro che cosa ci può essere di peggiore di un
assassini, di un ladro, di un violentatore e di una prostituta e San Pietro,
gli risponde che, i peggiori, sono gli INGRATI perché, di fronte
all¹ingratitudine, qualsiasi peccato è virtù!!!
Dopo la favola, Alemàn, ha cominciato a sparare ai quattro venti ingiurie
contro gli INGRATI ed i TRADITORI del PLC (Partido Liberal) che, in questo
momento di riorganizzazione del partito, vogliono fargli danno.
Fin troppo chiaro il riferimento ad alcuni membri del Governo, come Pedro
Solorzano (Ministro dei Trasporti ed Infrastrutture) e Tuto Navarro
(Ministro dell¹Agricoltura) che, nei mesi passati, avevano chiaramente
boicottato la sua elezione alla Presidenza del Parlamento.
A questi, chiaramente, si aggiungono i 4 deputati liberali che hanno formato
la bancata ³Azul y Blanco² ed altri esponenti del Governo che stanno
appoggiando l¹operato del Governo Bolaños in tema di lotta alla corruzione e
non accettano più le imposizioni di Alemàn.
Leggendo tra le righe c¹è chi dice che, il messaggio, è un segnale anche per
lo stesso Presidente della Repubblica.
La lotta, all¹interno del PLC, è sempre più aperta e domani, ci sarà il voto
per la Legge di Destituzione dei Funzionari Pubblici. Come già spiegato,
Alemàn, vuole avere il controllo in Parlamento per poter destituire, solo
con la maggioranza semplice, qualsiasi funzionario pubblico anche se, per
eleggerlo, la Costituzione prevede la maggioranza qualificata del 60% dei
deputati. Ci sarà scontro e per la prima volta, verrà seriamente messo a
prova il potere di Alemàn. Il voto sandinista (38 deputati), più quello
degli Azul y Blanco (5 deputati), più quelli di Camino Cristiano (4
deputati), arriverebbe a 47 deputati e cioè, un numero sufficiente per
bloccare questa assurda leggeŠ.e sarebbe la prima vittoria di BolañosŠ.