Cile: elezioni non hanno prodotto cambiamento



ELEZIONI IN CILE: SECONDO LA CCIE DI SANTIAGO "NON CAMBIA NULLA"
Ma preoccupa l'ascesa dell'UDI

(News ITALIA PRESS) Nello scorso fine settimana si sono svolte in Cile le
elezioni di rinnovo del Parlamento nazionale che hanno visto una sostanziale
tenuta della coalizione di centro-sinistra del Presidente Ricardo Lagos, che
pur perdendo sette seggi alla Camera ed uno al Senato si è riconfermata come
prima coalizione nel paese. Dal centro-destra canta comunque vittoria l'UDI
(Union Democrata Independente), partito di ispirazione pinocchettista
guidato dal Sindaco Lavin (ex ministro di una delle ultime giunte militari
di Augusto Pinochet), che diventa primo partito del paese.
Il Cile è andato al voto in un momento di grandi difficoltà economiche ( il
prezzo del rame ha infatti raggiunto i suoi minimi storici), con una
disoccupazione che soffre di un alto tasso di crescita (i disoccupati totali
superano ormai il 10%), e una serie di ripetute crisi di settore che tendono
periodicamente a colpire i vari comparti dell'industria (il Cile continua
crescere  del 3,5% ogni anno che pur essendo il tasso più alto di tutto il
sud America è comunque metà del valore di crescita degli anni novanta): sono
molti gli osservatori internazionali che valutano in questo contesto come
assolutamente preoccupante la forte ripresa registrata dall'UDI. Di parere
diverso è la Camera di Commercio Italiana di Santiago, che dichiara che "sei
milioni di cileni hanno confermato le stesse tendenze elettorali che si
sviluppano fin dall'88, quando venne votato il referendum che segnò la fine
del regime di Pinochet".
Dalla Camera rendono inoltre noto che "non si prevedono grandi cambiamenti
in Cile, un paese economicamente stabile, anche se la sua economia soffre,
sia pure in grado minore rispetto ai suoi vicini, i problemi del mondo
globalizzato".
All'indomani degli scrutini elettorali sono ancora molti i problemi aperti
che il Cile si troverà presto ad affrontare a partire dall'entrata in vigore
in tempi strettissimi dell'ALCA, il trattato di libero commercio delle
Americhe.


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