commento di Roberto Bugliani da QUito



Ecco una commento di Roberto Bugliani,volontario del
CRIC a Quito, sul congresso Conaie.
saluti latinoamericani
cristiano morsolin 


Passaggio di consegne al vertice della Conaie

Mercoledi' 17 ottobre, nella sede della Conaie di
Quito, c'è stato il passaggio di consegne tra il
Presidente uscente, Antonio Vargas, e il nuovo
presidente eletto, Leonidas Iza. Quindi il Consejo de
Gobierno eletto il 13 ottobre al Primo Congresso delle
Nazionalità e Popoli Indigeni dell'Ecuador è
subentrato nella direzione della Conaie al precedente
Consejo eletto per il periodo 1999-20001. Fanno parte
del nuovo Consejo de Gobierno, che durerà in carica
per il triennio successivo, Leonidas Iza, di
nazionalità Kichwa del Cotopaxi, Tito Poanchir di
nazionalità Shuar, vicepresidente; Salvador Quishpe,
di nazionalità Kichwa Saraguro, dirigente del
rafforzamento e della poliitca delle nazionalità e
popoli;
Manuel Mazaquiza, nazionalità Kichwa Salasaca,
dirigente dei rapporti internazionali; Margarita
Aranda, nazionalità Shiwiar, dirigente per i problemi
della donna e della famiglia: Blas Chimbo, nazionalità
Kichwa del Napo (Amazzonia), dirigente di educazione,
scienza e ricerca; Celia Tepa'n, Kichwa cañnaris
dell'Azuay, dirigente della salute e alimentazione.
José Yungan, Kichwa degli emigranti di Guayaquil,
dirigente della gioventù e dello sport. Come
Presidente uscente Antonio Vargas ha rivolto il suo
saluto al nuovo Consiglio di governo, augurando che il
loro lavoro sia fruttuoso per tutto il popolo indigeno
e sia svolto perseguendo l'unità di tutte le
componenti della Conaie. Ma ha anche avvertito che il
lavoro non sarà facile e il loro compito sarà duro
perché il modello neoliberista che persegue l'Ecuador
impoverisce sempre più non solo il popolo indigeno ma
anche gli altri settori popolari del paese.
Leonidas Iza nel suo discorso inaugurale ha detto che
assumere la presidenza della Conaie è una grande
responsabilità e che la politica della Confederazione
non riguarderà solo il settore indigeno ma tutta la
società ecuadoriana. Come Presidente si batterà per la
costituzione di uno Stato plurinazionale e lavorerà in
modo collettivo con gli altri membri del Consiglio. Il
suo programma avrà due assi centrali: l'asse politico
nazionale e quello dello sviluppo integrale del popolo
indigeno, per dimostrare al paese che la Conaie è
capace di fare proposte ma anche di sollevarsi quando
ciò' si renda necessario. Il popolo ecuadoriano deve
lottare unito per affrontare gli aspetti negativi
della attuale politica governativa come le
privatizzazioni, in particolare al momento attuale
quella dell'impresa dell'energia elettrica e del
sistema sanitario nazionale. La Conaie chiede al
governo di dialogare con sincerità e non solo per
guadagnare tempo, e intende rivolgersi alla società
civile perché solo con questa alleanza si potrà
affrontare il progetto neoliberista del governo. Anche
la corruzione rientra nel programma di lotta della
Conaie, perché i banchieri che hanno provocato il
fallimento delle principali banche ecuadoriane
continuano a essere liberi e la giustizie viene
amministrata a piacere. Abbiamo resistito 500 anni, ha
concluso Iza il suo discorso, e continueremo a
resistere.
Roberto Bugliani, Quito
FONTE:www.carta.org



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