crisi economica in Argentina, nessun paese presta denaro



fonte (Rai news 24)
Buenos Aires, 11 luglio
Il ministro dell'economia argentino Domingo Cavallo ha sostenuto oggi a
Buenos Aires che "nessun è più disposto a prestare denaro al nostro paese,
per cui da ora in poi dobbiamo operare a livello statale e provinciale con
deficit zero".

Azzerare il deficit a partire da luglio
"La politica del 'deficit zero' - ha precisato - sarà applicata a partire da
questo mese a tutti i livelli, e se qualche provincia dovesse ritenerlo
necessario, potrà emettere buoni di credito".

La drammatica situazione delle finanze argentine è stata sottolineata ieri
dal crollo della borsa (-6,13%), da un collocamento di titoli a tre mesi con
un tasso del 14,01% (cinque più del passato) e dalla letterale esplosione
dell'indice JP Morgan sul 'rischio paese' che oggi a aperto a 1.317, 100
punti in più della chiusura di ieri.

150 miliardi di dollari di debiti più gli interessi
Nonostante le 'stangate' e le 'stangatine' operate da quando è giunta al
potere a fine 1999 l'Alleanza di centro-sinistra, l'Argentina per onorare il
debito estero di quasi 150 miliardi di dollari ed i relativi interessi ha
bisogno di raccogliere nel mercato internazionale 15.000 milioni di dollari
l'anno.

Però di fronte al fatto che, come titola oggi a tutta pagina 'La prensa',
"Non c'è più credito" per il governo argentino, Cavallo ha annunciato
drastiche misure di risparmio e concesso 48 ore ai ministeri e alle province
per indicare i settori dove saranno operati tagli per 4.500 milioni di
dollari (10.000 miliardi di lire). Forte apprensione esiste per importanti
ristrutturazioni che potrebbero essere realizzate nell'Anses e nel Pami
(organismi che si occupano delle pensioni e dell'assistenza agli anziani).

Stipendi onorati fino a 700 pesos
La mancanza di liquidità delle casse statali e provinciali, infine, è
sottolineata dalla decisione della potente provincia di Buenos Aires, la più
importante del paese, di onorare gli stipendi solo fino all'ammontare di 700
pesos (1,5 milioni di lire), saldando la differenza in buoni del tesoro.
Nello

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