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Toledo e Garcia, ormai alla pari, si scambiano ogni tipo di accuse
- Subject: Toledo e Garcia, ormai alla pari, si scambiano ogni tipo di accuse
- From: "Nello Margiotta" <animarg at tin.it>
- Date: Thu, 31 May 2001 14:18:21 +0200
Corriere della Sera LIMA - Il Perù sta per scegliere il successore di Fujimori. Alla vigilia del voto, fissato per domenica, proibito pubblicare inchieste. Numeri chiusi nei cassetti, ma non sono numeri proprio segreti. Alan Garcia, tornato a Lima a fine gennaio dopo 10 anni di latitanza, continua a rimontare. L'ultima proiezione pubblica lo dava 9 punti dietro Alejandro Toledo. Erano 12 prima di un confronto Tv piuttosto vivace. Le voci di oggi parlano di un «pareggio tecnico». Meno di due lunghezze fra i due pretendenti. Rimonta, non solo per virtù di Garcia, sirena politica che incanta le piazze: parole rotonde e voce alla Julio Iglesias nelle canzoni che precedono i comizi. Gran parte del recupero dipende dal nervosismo di Toledo. Bisogna capirlo. Da due anni è in campagna elettorale. Prima, tutto solo contro il regime Fuji-Montesinos. E una volta che li ha messi in fuga si è scontrato con gli interessi della grande borghesia: passato il pericolo autoritario, gli si è sbriciolata alle spalle. E visti gli ultimi sondaggi segreti, Garcia comincia a credere al miracolo. Riscatena una campagna elettorale ormai in stanca. Batte il Sud indigeno, contea di Toledo, con la foga di tre piazze al giorno. Crede nel sorpasso. Impossibile dimostrare che il professore di Standford abbia le mani lunghe. Toledo non ha distribuito appalti, o comprato squadriglie di aerei militari mai arrivati in Perù, o costruito metropolitane rimaste buchi murati in mezzo alla città, come è successo a Garcia. Per stropicciare l'immagine del «cholo» (sangue indigeno) si scava nel privato, esasperandone difetti nascosti male. Pare sia un po' bugiardo. Bugie subito smentite. A proposito della figlia naturale che Toledo non vuol riconoscere. Del pomeriggio tumultuoso in un albergo a ore con ragazze filmate dal vecchio spione Montesinos (oggi nascosto in Venezuela). L'altra sera Toledo si allarga nel racconto dell'entusiasmo di un bagno di folla ad Espina, paesino sulle Ande, vicino a Cusco. Il giorno dopo Alan Garcia risponde alle domande di una giornalista bionda e bellina: Monica Delta. Impugna un video-testimone. «Sono appena tornato da Espina. Volevo capire come mai la gente riempisse sempre la piazza, non importa l'oratore. "Ieri avete fatto festa a Toledo - ho chiesto - adesso perché siete qui ad ascoltarmi?" "Perché Toledo non l'abbiamo mai visto", rispondono diecimila voci». Toledo ascolta da casa e si arrabbia. Telefona per ammorbidire lo smascheramento. Aggredisce Monica Delta evocando la leggenda di un antico amore con Garcia. Monica resta di ghiaccio. Toledo non molla; attacca Garcia: «Tiri in ballo piccole cose non vere, quando posso dimostrare quanti soldi hai sepolto nei quattro conti in banca francesi e gli appartamenti comprati a Parigi». Garcia ride: «Provalo. Fujimori e Montesinos non sono riusciti a dimostrarlo in 10 anni». Alfonso Salcedo aveva guidato la campagna di Toledo nel primo round elettorale: scuote la testa quando gli chiedo cosa pensa. «Deve stare calmo. Non cascare nelle trappole. Il Perù ha bisogno di lui e di Garcia. Parole serie, non litigi da cortile». Malgrado le scintille, nell'unico faccia faccia davanti alle telecamere, il profilo di due programmi più o meno uguali e la serietà generosa con la quale annunciavano i doni delle rispettive presidenze, avevano fatto volare le speranze economiche. Borsa alle stelle, banche d'affari straniere che riaprono il dialogo. Insomma, ossigeno per un Paese ridotto male. Da due anni l'economia è congelata dalle follie di Fujimori e dal vuoto di potere. L'appello di Alvaro Vargas Llosa a votare scheda bianca trova risposta nei mugugni del voto femminile. I cattivi pensieri continuano ad aggrapparsi a storie marginali. Le mogli dei due candidati, per esempio. Eliane, sposa e stratega di Toledo, è nata a Parigi, da genitori belgo-polacchi. Si è laureata in Israele e ha accesso alla professione di antropologa negli Stati Uniti. La moglie di Garcia ha sangue argentino e ascendenze francesi. Figlie e figli cresciuti a Parigi. «Queste le donne destinate a rappresentarci nel mondo?», è il malumore di peruviane schiacciate da una vita disperata. Le emozioni condizionano i voti e se fossero davvero due punti scarsi la posta in palio, le emozioni potrebbero pesare. Maurizio Chierici
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