[Economia] SUL PIANETA INDEBITATO




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Così nel 2002, la Casa Bianca preparò i piani d’invasione dell’Iraq per il “giorno dopo” la deposizione di Saddam Hussein e, sapendo che sarebbe stata chiamata a regolare il debito iracheno, ne rilevava, attraverso un gruppo di lavoro segreto, la detestabilità, al fine di bloccarne i pagamenti, col pretesto che gli iracheni non potevano essere chiamati a pagare un debito, acquisito dal regime deposto.
Nessuno però a Washington vuole oggi sentir pronunciare le parole “debito detestabile” o “debito odioso”.
In verità, ogni regime politico che non si apre a questa giurisprudenza, dimostra di essere MAFIOSO, perché la logica vuole che anche ogni tassa “una tantum” (come ad esempio fu l’ICI, poi divenuta IMU), scaturita dalla statale “economia di deficit”, non possa che essere dichiarata DETESTABILE. Quindi NON DA PAGARE.
Riassumendo a grandi linee l’esposizione dell’emerito giudice e costituzionalista argentino Salvador M. Lozada il significato di “debito detestabile” o “debito odioso” (dal film documentario “Diario del saccheggio” di Fernando Ezequiel Solanas) si può dire che le tre principali caratteristiche che il debito deve possedere per essere dichiarato “detestabile” e quindi insussistente sono: 1°) Il governo deve aver conseguito prestiti senza che i cittadini ne fossero consapevoli e senza aver chiesto un assenso esplicito (in Svizzera, ad esempio, è obbligatorio il referendum per approvare spese oltre un certo importo); 2°) I prestiti devono essere stati utilizzati per attività che non hanno dato benefici alla comunità nazionale/locale; 3°) I creditori devono essere al corrente di questa situazione e non manifestare alcun interesse verso i cittadini dello stato “indebitato”. Per esempio, in Islanda i banchieri responsabili del crack furono arrestati e messi in prigione, noi italiani li abbiamo invece eletti presidenti del consiglio con la benedizione della chiesa cattolica e dei partiti di destra, di centro e sinistra!