Ancora opposizione alla Tav senza a"nonviolenza". Ci sono altre strade possibili !



Due righe frettotolose su scontri in Val di Susa che saranno oscurati dalla strage norvegese, credo pero' davvero che i metodi dell' opposizione alla Tav vadano rivisti.
 
E' un momento storico dove e' necessario il conflitto e la nonviolenza.
 
Di questo sono assolutamente convinto e in questo contesto difficilissimo dovremmo almeno tentare di parlarne.
Buon week-end.
 
Questa la cronaca di Repubblica, sara' difficile per prima cosa ricostruire cosa e' successo veramente. Ma una domanda la faccio ugualmente subito:

Quando si proclamano "assedi" e poi, come consuetudine, si tenta di entrare nei cantieri controllati dalle Forze dell' Ordine, e' evidente che ci saranno scontri e campagne mediatiche contro i violenti, allora...

DAVVERO NON SI RIESCE A IMMAGINARE E PROPORRE STRATEGIE DIVERSE ?

Sembra sia proprio cosi', dopo il 3 luglio non ho letto nessuna autocritica dai NoTav e ricordo solo la critica del Movimento Nonviolento, il gruppo fondato da Aldo Capitini, mentre singole persone amiche della nonviolenza che hanno partecipato alla giornata del 3/7 hanno criticato solo la polizia.
Io credo che la strategia debba cambiare, la protesta e' in un vicolo cieco, nonostante sia un' opera che costa una cifra spropositata, inutile e dannosa e, in questo momento, con buone possibilita' di iniziare i lavori ma non essere mai conclusa.
marco

Torino / Cronaca

No Tav, tensione al cantiere roghi e sassi contro la polizia
Assedio al cantiere della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione: 500 manifestanti hanno tenuto sotto scacco per quattro ore le forze dell'ordine. Lanciati nel cantiere anche decine di fuochi d'artificio

TORINO - Torna la tensione a Chiomonte intorno al cantiere della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.

Circa 500 manifestanti che si oppongono alla costruzione della ferrovia si sono radunati in tarda serata intorno al cantiere e, in più punti, dopo aver accatastato fascine di legno, rami e altri manufatti, hanno appiccato incendi. Hanno cominciato anche una fitta sassaiola contro le forze dell'ordine, puntando contro poliziotti, carabinieri, finanzieri, alpini e guardie forestali, potenti raggi laser.

Un gruppo di manifestanti completamente coperti con protezioni per l'autodifesa - ha riferito la Questura di Torino - ha anche cominciato a tagliare una parte della recinzione del cantiere. La polizia ha risposto con getti d'acqua degli idranti e, poi, con il lancio di alcuni lacrimogeni. I manifestanti, che si erano raggruppati nella zona della Val Clarea, nei pressi del viadotto dell'autostrada A32 Torino-Bardonecchia, si sono dispersi nei boschi. Sempre secondo la Polizia, alcuni di coloro che hanno appiccati gli incendi indossavano maschere antigas. Il denso fumo causato dai roghi ha indotto le forze dell'ordine a chiudere l'autostrada per ragioni di sicurezza.

Altri manifestanti si sono raggruppati nella zona della centrale elettrica di Chiomonte. Alcune decine di loro si sono 'aggrappati' alla rete di recinzione del cantiere. Hanno cominciato a battere con bastoni di legno contro il cancello costruito per proteggere il cantiere. Una cinquantina si sono staccati dal gruppo più numeroso e, muniti di torce elettriche, hanno cominciato a risalire la montagna seguendo alcuni sentieri nei boschi.

Tensione - secondo la ricostruzione della Polizia - anche in altri punti della vasta zona intorno al cantiere, come l'area archeologica, dove - ha riferito la Questura di Torino - un gruppo di manifestanti ha lanciato bulloni, probabilmente con fionde, contro le forze dell'ordine che si erano disposte a protezione del sito archeologico.
Bulloni e pietre - sempre secondo quanto riferito dalla Questura di Toirno - sono state lanciate dai manifestanti contro le forze dell'ordine dalla riva opposta a quella dove sono schierati Polizia e Carabinieri, all'altezza del ponte tibetano sul fiume Dora. In tutto l'assedio è durato circa quattro ore.

Fonte www.repubblica.it
(22 luglio 2011)