legambiente liguria comunicato: condannato emilio riva ( ILVA SIDERURGICA ) a genova



Legambiente liguria plaude alla sentenza che ha condannato Emilio Riva, suo figlio claudio e arturo fabio riva a un anno e 4 mesi  SENZA CONDIZIONALE - per i reati a loro ascritti - inquinamento.
Ancora una volta i cittadini e le associazioni hanno portato in tribunale e fatto condannare il recidivo emilio riva.
Sappiamo tutti come un grande gruppo economico come quello presieduto dalla famiglia riva ha avuto da anni facile gioco in tutti i territori in cui opera anche a causa dell'ignavia delle amministrazioni - in particolare quelle liguri (a parte una breve toccata e FUGA del comune di Genova ) che non hanno mai tutelato in maniera efficace la popolazione e non si sono costitutite in giudizio nonostante i continui infortuni, sforamenti, condanne dei tribunali.
Ma i cittadini di cornigliano e le associazioni ambientaliste confermano il loro impegno per la vivibilità nel quartiere e in tutta la città e siamo gia' pronti a difendere le nostre ragioni sul territorio e nei tribunali anche per le altre numerose vertenze che a Genova e in Liguria ci vedono protagonisti.
 
legambiente liguria
 
 
 
 
in sintesi i punti salienti del dispositivo della sentenza.
 
"Visti gli articoli 533 e 535 del Codice di Procedura Penale", il Tribunale di Genova ha riconosciuto Emilio Riva, Claudio Riva e Arturo Fabio Riva "... responsabili dei reati a loro ascritti"       (alcuni dei reati contestati erano limitati al periodo 1 aprile 2001 - 7 febbraio 2002, altri al periodo 30 maggio 2001 - 30 luglio 2005) "... e, ritenuta la continuazione fra i reati, li condanna alla pena di anni uno e mesi quattro di arresto ciascuno, oltre al pagamento delle spese processuali." 
La condanna è stata inflitta senza condizionale, in considerazione del fatto che si tratta di soggetti recidivi con recenti condanne pregresse già passate in giudicato; Emilio Riva il 29 settembre 2005 venne definitivamente condannato in Cassazione, ossia al terzo livello di giudizio, a sette mesi di reclusione poi convertiti in pena pecuniaria di 8000 Euro, per emissioni fuori Legge di polveri e gas riversati su alcuni quartieri di Taranto, e successivamente in data 8 marzo 2006, sempre in Cassazione, venne definitivamente condannato a un anno e sei mesi di reclusione, per frode processuale e per tentata violenza privata nei confronti di numerosi dipendenti di Taranto chiusi in un "reparto-lager".
Putroppo, per la recente Legge 241/2006 ("indulto"), le pene inflitte sono interamente condonate.
Sul piano legale però questa sentenza è comunque pesante, in quanto la fedina penale dell'imprenditore viene comunque sporcata per la terza volta e inoltre, se a seguito di eventuale suo ricorso la terza condanna venisse riconfermata, in futuro dovrà stare molto più attento a "rigare diritto" altrimenti potrebbe rischiare più gravi conseguenze, ad es. il ritiro immediato delle licenze d'esercizio dei suoi impianti in Italia ove nuovamente non rispettasse le Leggi.
Nell'attuale processo di Genova, Emilio Riva e i suoi due figli sono stati anche condannati in solido a risarcire LEGAMBIENTE con 7000 Euro, l'ASSOCIAZIONE PER CORNIGLIANO e la FEDERAZIONE DEI VERDI con 5000 Euro ciascuno, da liquidarsi in sede civile (questi tre soggetti si erano costituiti parte civile per danni nel processo contro i Riva tramite i propri legali rappresentanti, ad es. Stefano Sarti per Legambiente in qualità di Presidente Regionale, Cristina Pozzi, Presidente dell'Associazione per Cornigliano).