Trenta denari



Trenta denari

"Purtroppo siamo in presenza di un qualcosa di chiuso, dominato da apparati
che gestiscono potere ma non si assumono responsabilità, né esprimono più
idee e progetti comuni". Questa frase lucida,  coraggiosa e condivisibile
era parte dell'odierno editoriale scritto dal direttore de le Libertà Pino
Saluppo. Sono più che convinto che Pino Saluppo ha scritto parole così
gravi dopo aver letto l'articolo di tale Emanuele Bracone pubblicato nelle
pagine che le Libertà dedicano a Termoli. Sono altrettanto convinto che
solo il coerente rispetto della libertà di informazione che caratterizza
Saluppo e il suo giornale ha impedito al direttore di stroncare il pezzo
scritto da Bracone.

Questo signore, che usa toni e linguaggi nient'affatto signorili, si è
assunto il compito di difendere le ragioni di chi ha scelto di costruire le
turbogas in Molise e su questa strada calpesta tutto e tutti. Accusa il
comitato contro le turbogas di voler "trasformare le democrazie costituite
e delegate in repubbliche delle banane", ma Saluppo, perché non lo informa
che l'iter che ha portato alla costruzione della centrale di Termoli parte
da una semplice determina dirigenziale con la quale due burocrati si
assumono la responsabilità di condizionare una parte decisiva dello
sviluppo del Molise e la salute dei molisani? Saluppo, perché non gli dice
che il Consiglio regionale (appunto, la democrazia costituita e delegata)
ha approvato all'unanimità un ordine del giorno con il quale si revoca la
costruzione di ogni centrale in Molise? Saluppo, perché non gli invia le
decine di mozioni e ordini del giorno che da anni danno scadenze
"ultimative" sull'approvazione del Piano energetico regionale, un Piano che
tutt'ora non è stato approvato e che, in assenza di regole, permette ai
poteri forti di fare il proprio comodo?

Saluppo, che da sempre è un osservatore severo e attento, avrà senz'altro
trovato già il modo per spiegare a Bracone che i comitati - quelli che
Bracone gratuitamente definisce populisti - non stanno chiedendo la luna
nel pozzo, ma la semplice sospensione cautelativa della costruzione della
centrale; non fosse altro che le rassicurazioni dell'esponente del Cnr Ivo
Allegrini sono contraddette da esponenti del Cnr, da prestigiose Università
(Padova e Vicenza) e da rappresentanti delle Asl. Tutte figure che oltre ad
essere competenti appartengono a strutture pubbliche, gente abituata a
salvaguardare il bene collettivo e non gli interessi privati. Perché il
solo Bracone non è sfiorato dall'ombra di un dubbio? Perché si erge a
difensore di Allegrini come se parlasse dell'unico depositario della verità
assoluta, del sindaco Di Giandomenico e, soprattutto, degli affari di
Energia Spa? Perché è terrorizzato dalla eventualità che il sindaco di
Termoli, la più alta autorità sanitaria del Comune, possa, per cautela
verso i suoi cittadini, chiedere una pausa di riflessione, studi più
approfonditi e confronti tra diverse posizioni?

Ciò che stupisce è come mai Saluppo, che è conosciuto e apprezzato come un
polemista intransigente che mai perde il rispetto per le persone, abbia
consentito al Bracone di insultare le figure più rappresentative dei
comitati, persone degne che si battono per la loro terra e per i loro
corregionali. Stupisce che abbia consentito che con cinismo si ironizzasse
sui tumori e le leucemie che distruggono, in percentuali preoccupanti, la
vita di tanta gente?

Certo, a questo punto verrebbe da chiedersi come mai le Libertà sceglie di
dedicare un'intera pagina (chissà quanto costa?) per offendere l'attività
dei comitati veicolando le posizioni della potentissima Energia Spa? Perché
ha nascosto l'imponente manifestazione del 17 gennaio scorso, perché tace
sulle tre giornate di mobilitazione indette per difendere il Molise? Perché
questo livore, questa rabbia, questa difesa con i paraocchi?

Siamo in periodo pasquale, sarebbe troppo facile ricordare che c'è stato
chi per trenta denariŠ

Giancarlo Mammarella



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