[Disarmo] Quotidiano "comunista" pro Governo? E gli operai? E Confindustria? E la UE? E i Neo-cons nostrani?




Il Manifesto e Repubblica, appelli e contrappelli a dare la linea al Governo Conte.
Sinistra e destra liberiste unite nella lotta, tra principi teologici e guerra di civiltà.


Il Manifesto in difesa del Governo colpito da "Agguati e libertà liberiste". Senza un minimo di analisi materialista, un cenno di denuncia delle pressioni padronali interne e diktat dei bulldozer e strozzini europei: per educare le masse meglio teologia e filosofia spicce. Altrimenti i milioni tra operai cassintegrati e licenziati e partite iva alla disperazione, e quei dieci milioni comandati a lavorare nei "comparti strategici", rischierebbero di individuare il comune nemico principale, sia mai.
Pressioni e diktat santificati per voce dell'ultra-destro liberista (e pure Neo-Cons, of course) La Repubblica, mettendo Conte in guardia dallo "statalismo, populismo e interventismo, per il liberismo, per la libertà del mercato": ovvero pressioni da destra liberista per mandare i lavoratori al macello. Senza mancare di paventare la "Sindrome cinese": “Purtroppo oggi il modello cinese più che un riferimento sanitario sembra essere diventato una scelta politica. Ma noi siamo uomini liberi, italiani, occidentali.” Guerra di Civiltà e Jihad pari sono per Repubblica, Gedi, Elkann e Neo-Cons. Con uno sguardo alla peggior destra interna ed euroatlantica.
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/17707-alessandro-volpi-agguati-e-liberta-liberiste-contro-gli-opposti-centrismi.html

Il Manifesto:
"Secondo il Quotidiano comunistabla (Smettetelala con gli agguati al Presidente Conte e al Governo! https://ilmanifesto.it/appello-basta-con-gli-agguati/ : “Il governo Conte non è il migliore dei governi possibili” e fino a qui ce ne eravamo accorti, ma… “sempre che da qualche parte possa esistere un governo perfetto”), i limiti del Governo Conte derivano esclusivamente dal principio teologico per cui le cose mondane non possono imitare la perfezione divina, o forse da quello filosofico, per cui quando le forme ideali vengono calate nel mondo, si fanno spurie e imperfette. Altrimenti, fuori da questi limiti ontologici, forse Conte la perfezione la poteva raggiungere. Insomma una generica difesa di un governo di centro. Ma forse è un po’ poco per un quotidiano comunista. Ci saremmo aspettati di vedere nominata Confindustria e le sue pressioni sul governo, e i cedimenti del governo (di cui diremo dopo). Ci saremmo aspettati due parole sul fatto che Conte nelle sue conferenze stampa chiede sacrifici a tutti, ringrazia giustamente medici e infermieri, ma non nomina mai gli operai. Ci saremmo aspettati una critica al fatto che le misure messe in atto in termini economici e sociali siano totalmente inadatte e di conseguenza, una riflessione, anche minima, sulla disfatta finale nella contrattazione con i paesi del nord in sede europea. Insomma una denuncia della continuità con il governo della crisi puramente regressivo che ha caratterizzato tutti i governi degli ultimi dieci anni. Ci saremmo aspettati, ma forse no, perché sono anni che ci siamo abituati, qualcosa di più della chiamata in causa dei limiti ontologici delle cose umane, forse un po’ di analisi materialista, da un quotidiano comunistabla."

La Repubblica:
"Ma se i comunistibla ormai sono moderati centristi, sembrerà logico a questo punto che il quotidiano della sinistra liberal sia diventato – in questo caso, va detto, anche a causa di un cambio di proprietà e di direzione – il giornale del centrodestra liberista. E infatti il controappello di Repubblica, sotto forma di lettera aperta a Mattarella, arruola lo scrittore (sul piano letterario di grande valore) Mario Vargas LLosa, voce nota della destra liberal-conservatrice, per denunciare la resurrezione – cito – dello “statalismo, l’interventismo e il populismo con un impeto che fa pensare a un cambio di modello lontano dalla democrazia liberale e dall’economia di mercato.” Contro lo statalismo, il populismo e l’interventismo, per il liberismo, per la libertà del mercato: cos’è se non destra liberista? Che in questa fase si fa particolarmente inquietante, nella misura in cui va a sostenere le pressioni per mandare i lavoratori al macello.
Ma cosa sarebbe la destra liberista senza un po’ di scontro di civiltà in pieno stile yankee e un po’ di suprematismo politico-morale occidentale? E arriva pure quello: “Purtroppo oggi il modello cinese più che un riferimento sanitario sembra essere diventato una scelta politica. Ma noi siamo uomini liberi, italiani, occidentali.” Questo mix di antistatalismo, liberismo economico, rivendicazione della libertà individuale da far west, e posizionamento geopolitico anticinese mette d’accordo una bella platea di intellettuali di riferimento, dalla destra c.d. nazional-populista (che non ha niente di autenticamente populista) al centrodestra liberal-conservatore".
Una gran bella ammucchiata.

Sintesi dall'articolo di A. Volpi.

Jure

articolo completo:
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/17707-alessandro-volpi-agguati-e-liberta-liberiste-contro-gli-opposti-centrismi.html

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