[Disarmo] Fwd: Il Pentagono usa l’intelligenza artificiale di Google per i suoi droni



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Da: "Elio Pagani" <eliopaxnowar at gmail.com>
Data: 7 mar 2018 22:42
Oggetto: Il Pentagono usa l’intelligenza artificiale di Google per i suoi droni
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Il Pentagono usa l’intelligenza artificiale di Google per i suoi droni

La Difesa americana ha chiesto un aiuto per analizzare i video raccolti. Ma dentro l’azienda tech c’è chi protesta

Graffito apparso a Sana’a, in Yemen, in segno di  protesta alle operazioni americane
Graffito apparso a Sana’a, in Yemen, in segno di protesta alle operazioni americane

CAROLA FREDIANI07/03/2018

Google sta aiutando il dipartimento della Difesa americano nello sviluppo di un progetto d’intelligenza artificiale per analizzare il materiale video raccolto da droni militari. La collaborazione è stata svelata dalla testata Gizmodo, che ha avuto accesso al “dibattito” scaturito su una mailing list interna al colosso tech, poiché alcuni dipendenti si sarebbero lamentati della decisione e delle sue implicazioni etiche. 

Il progetto per analizzare i video  

La collaborazione di Google col Pentagono, di cui ci sono pochi dettagli, sarebbe collegata al progetto Maven, lanciato lo scorso aprile dalla Difesa americana, che ha l’obiettivo di migliorare e velocizzare l’analisi della gran quantità di ore di video girate dai militari. In particolare si concentra sulla capacità di estrarre oggetti d’interesse dal girato attraverso la computer vision, un’area di ricerca che produce algoritmi per l’acquisizione e la comprensione di immagini. In tal modo, «persone e computer lavoreranno in modo simbiotico per incrementare la capacità dei sistemi d’arma di distinguere oggetti», commentava mesi fa il colonnello Drew Cukor, a capo della squadra di «guerriglia algoritmica» (Algorithmic Warfare Cross-Function Team).  

Erano 38 le classi di oggetti che il dipartimento voleva tracciare - tra cui veicoli e individui - da impiegare «specialmente nella lotta contro l’Isis», specificava il comunicato della Difesa. Dunque è un tipo di tecnologia che può essere utilizzata per potenziare la sorveglianza e il monitoraggio di possibili target negli attacchi coi droni, oltre che nella ricognizione.  

Lo strumento per l’intelligenza artificiale «per tutti»  

Ma cosa significa che Google sta collaborando con il Pentagono? Qui la faccenda si fa un po’ più complessa, perché in realtà il Pentagono utilizzerebbe una piattaforma (un framework) open source per il machine learning rilasciata dal gigante californiano. Si tratta di TensorFlow, che è stato anche definito come «la nuova eccitante cassetta degli attrezzi per costruire reti neurali». Insomma, uno strumento per creare e addestrare una rete neurale artificiale. O, detta ancora più semplicemente, un sistema per sviluppare algoritmi d’intelligenza artificiale, rilasciato pubblicamente da Google nel 2015. 

Qualcuno dunque si è chiesto se quello del Pentagono non fosse “solo” un accesso tramite API cioè tramite gli strumenti con cui i programmatori interagiscono con altre piattaforme. Tuttavia, secondo la testata The Verge, Google starebbe aiutando in modo attivo il Pentagono a configurare il suo software nell’ambito del progetto Maven di cui si diceva. 

«Si tratta di un programma pilota con il Dipartimento della Difesa - ha commentato una nota di Google rilasciata ai media, tra cui La Stampa - per fornire TensorFlow API che possano assistere nel riconoscimento di oggetti in dati non classificati. La tecnologia contrassegna immagini per un controllo umano ed è solo per utilizzi non offensivi. Naturalmente, l’uso militare del machine learning solleva preoccupazioni valide. Stiamo discutendo questo tema importante internamente e con altri mentre continuiamo a elaborare politiche e salvaguardie sullo sviluppo e l’uso delle nostre tecnologie di machine learning». 

Nel 2017 il dipartimento della Difesa americano ha speso 7,4 miliardi di dollari in aree di ricerca legate al cloud, ai big data e soprattutto all’intelligenza artificiale, secondo un rapporto della società di analisi Govini dello scorso dicembre. È un 32 per cento d’incremento rispetto al 2012, in uno scenario in cui l’intelligenza artificiale costituirebbe un “pilastro tecnologico” della strategia del Pentagono. 

L’uso dei droni militari 

«Crescita allarmante» di droni  

Negli ultimi anni gli Usa hanno massicciamente impiegato droni militari per attacchi aerei in Pakistan, Afghanistan, Yemen e Somalia, suscitando le proteste delle organizzazioni umanitarie. «Abbiamo assistito a una crescita allarmante dell’uso di droni armati da parte degli Stati inclusi Stati Uniti e Gran Bretagna, e tuttavia le circostanze in cui sono impiegati rimangono segrete», ha dichiarato lo scorso ottobre Amnesty International. «Sappiamo che il loro utilizzo ha creato una situazione in cui il mondo intero può essere trattato come un campo di battaglia e in cui virtualmente chiunque può essere considerato danno collaterale». 

Secondo il Bureau of Investigative Journalism, un’organizzazione giornalistica indipendente che monitora l’uso di questi droni e il numero delle loro vittime, l’amministrazione Trump avrebbe fatto impennare gli attacchi in Yemen e Somalia nel 2017.  

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