La presidente del Consiglio
nazionale elettorale (Cne), Tibisay Lucena, ha annunciato
che il tasso di partecipazione al voto di domenica è stato
del 41,53%. "Si tratta del voto più importante che la
rivoluzione abbia mai avuto in 18 anni di storia", il
commento del presidente. Julio Borges, presidente del
Parlamento: "Si va verso uno scontro violento". Il premier
Gentiloni: "Non riconosciamo assemblea Maduro". La
condanna degli Usa: "Forti e veloci azioni"
Il fatto quotidiano,
31.07.2017
Resta altissima la tensione in Venezuela il
giorno dopo le elezioni dell’Assemblea Costituente volute
dal presidente Nicolàs Maduro. Sono
almeno 15 le vittime delle violenze esplose nel Paese, ha
riferito il leader dell’opposizione Henrique
Capriles, mentre il procuratore di Stato parla
di otto morti confermati. “Scene di tumulti” sono state
riportate da diverse città. Almeno sette guardie nazionali
sono state ferite in un attacco nella capitale Caracas. Il
quotidiano El Nacional riporta la notizia della
morte avvenuta a San Cristobal, capita dello Stato di
Tachira, di una ragazzina di 15 anniche era
rimasta ferita domenica da uno sparo di arma da fuoco al
torace. Il quotidiano ha identificato la vittima come Daniela
de Jesus Salomon Machado. Secondo il fidanzato,
la ragazza non stava partecipando ad alcuna protesta, ma è
passata accanto ad un corteo dell’opposizione, proprio
mentre un gruppo di chavisti ha iniziato a sparare contro i
manifestanti.
La presidente del Consiglio
nazionale elettorale (Cne), Tibisay Lucena,
ha annunciato che il tasso di partecipazione al voto di
domenica è stato del 41,53%. In una
conferenza stampa nella sede centrale del Cne a Caracas,
Lucena ha detto che poco più di 8 milioni di venezuelani si
sono recati alle urne. “Si tratta del voto più importante
che la rivoluzione abbia mai avuto in 18 anni di storia”, il
commento di Maduro. In un discorso in Plaza Bolivar, nella
capitale, dopo i risultati, il presidente venezuelano ha
detto che la Costituente è nata con “grande
legittimazione” popolare e ha salutato i membri
dell’organismo che nelle prossime ore prenderanno il
“comando” del Venezuela con pieni poteri.
“Abbiamo la Costituente,
arrivata dalla mano del Paese. I venezuelani questa domenica
hanno dato una lezione di coraggio e valore”, ha affermato
Maduro, anticipando che se l’opposizione seguirà nella sua
“pazzia”, con le sue proteste contro il governo, alcuni dei
suoi dirigenti “finiranno in una cella ed altri in un
manicomio”, ha detto Maduro annunciando nuove misure contro
il Parlamento, la Procura, i leader dell’opposizione e i
media privati. Il leader chavista, in un discorso
televisivo, ha ribadito che la Anc prenderà il potere nelle
prossime ore e “revocherà l’immunità parlamentare a coloro a
cui era stata tolta”, agirà “contro la borghesia
parassita” per trovare una soluzione alla crisi
economica. Maduro ha criticato inoltro la copertura concesso
al voto dai media privati venezuelani accusandoli “di
censurare le elezioni” e ha chiesto un’indagine contro il
canale Televen per “apologia di reato”. “Siamo in
una guerra di comunicazione contro le menzogne della
televisione, attenzione”, ha avvertito. Ma le elezioni per
l’Assemblea Costituente sono “uno schiaffo al popolo
e alla sua sovranità“, che serve solo a
soddisfare le “ambizioni dittatoriali” di un “piccolo
gruppo” che vuole perpetuare “il potere assoluto in mano ad
una minoranza ha detto oggi la Procuratrice Generale del
Venezuela, Luisa Ortega Diaz, in una breve conferenza stampa
in cui ha chiamato i cittadini a “disconoscere l’origine, il
processo e il presunto risultato di questa Costituente
immorale”.
Il presidente del Parlamento, Julio
Borges, ha avvertito che si sta andando verso
“uno scenario molto probabile di scontro violento” a
Caracas, perché l’opposizione non intende cedere le sede del
potere legislativo all’Assemblea Costituente, di cui non
riconosce la legittimità. “Dobbiamo fare valere un fatto
fondamentale, che è che questo Parlamento, eletto da oltre
14 milioni di venezuelani, è l’unica autorità eletta e
legittima nel paese. Ci tocca difendere la legge e la
Costituzione”, ha detto Borges in un’intervista radiofonica.
La coalizione di opposizione
(Mud) controlla 112 seggi nel Parlamento,
contro i 52 del chavismo, dalle elezioni politiche di
dicembre del 2015, ma il legislativo non possiede nessun
potere reale da quando, nel gennaio del 2016, il Tribunale
Supremo di Giustizia (Tsg) lo ha dichiarato fuori
legge. Il decreto con il quale Maduro ha convocato
l’Assemblea Costituente prevede che questo organismo lavori
nella sede del Parlamento, e il numero due del chavismo, Diosdado
Cabello, ha già annunciato che intende occupare
la sede legislativa “per riportare i ritratti di Chavez” che
l’opposizione ha tolto un anno e mezzo fa.
Borges ha sottolineato che la
situazione è particolarmente pericolosa perché i chavisti
“festeggiano ma in realtà hanno paura: sanno che hanno perso
l’appoggio popolare, il consenso internazionale e la
legittimità”. “L’unica cosa che è rimasta al governo è la forza
bruta, e non vi è nulla di più debole, e dunque
di più pericoloso, che un governo al quale è rimasta solo la
forza bruta”, ha concluso il dirigente oppositore.
“In Venezuela c’è una
situazione al limite della guerra civile e di un
regime dittatoriale. Una realtà che non riconosceremo: non
riconosceremo l’assemblea costituente voluta da Maduro” dice
il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in
un’intervista al Tg5. “Ricordiamo che ci sono 130mila
italo venezuelani in condizioni molto precarie.
Ci muoviamo dunque sul piano diplomatico e su quello della
difesa dei nostri connazionali”, aggiunge.
Gli Stati Uniti condannano
duramente il voto, prospettando “forti e veloci azioni”
contro il governo. In una nota la portavoce del Dipartimento
di Stato americano, Heather Nauert, afferma
che gli Usa si dichiarano “a fianco del popolo del Venezuela
e dei loro rappresentanti costituzionali, nella loro volontà
di ripristinare una democrazia piena e prospera”. Quindi,
aggiunge la portavoce a nome degli Stati Uniti,
“continueremo ad assumere azioni veloci e forti contro gli
architetti dell’autoritarismo in Venezuela”. “Le fasulle
elezioni di Maduro sono un altro passo verso la dittatura –
aveva detto in nottata l’ambasciatore americano all’Onu, Nikki
Haley – non accetteremo un governo illegale.
Il popolo venezuelano e la democrazia prevarranno”.
Il governo cileno ha definito
“illegittime” le elezioni, svoltesi “senza le minime
garanzie per un voto universale e democratico” e violando “i
requisiti stabiliti dalla stessa Costituzione del paese”. In
un breve comunicato, il governo di Michelle Bachelet –
pur senza annunciare che non riconoscerà i risultati delle
elezioni, come hanno invece fatto Messico, Colombia, Perù e
Argentina – ha sottolineato che la Costituente convocata da
Nicolas Maduro “solo servirà per approfondire ancora di più
la divisione nella società venezuelana”.