[Disarmo] R: Fwd: L'industria bellica detta legge



Armaioli e panettieri

 

Che noia questo dibattito: guerra sì, guerra no - Bush è cattivo, Saddam è carogna - L'America ci difende dalla barbarie - la civiltà contro l'inciviltà - i morti americani contro i morti iracheni o afgani.

A che serve elencare le malefatte dell'uno e dell'altro in un battibeccare paragonabile a quello tra moglie e marito quando si rinfacciano a vicenda d'aver per prima iniziato ad alzare la voce.

Sputi di parole che non sopporto più!

Per me tutti e due sono cattivi e carogne e tutti e due sono buoni e saggi, così come io stesso sono cattivo e carogna e buono e saggio. E i morti sono donne e uomini a cui una bomba ha troncato la vita, la speranza e l'affanno, la gioia e il dolore, gli affetti e le avversioni.

Allora mi sono costruito un modello per interpretare a modo mio le terribili vicende di morte avvenute in questi anni. L'ho chiamato il modello "degli armaioli e dei panettieri".

Se si riuscisse a far diventare i panettieri, che pure sono tanti in tutto il mondo, una lobby così potente da sconfiggere quella degli armaioli, questa spingerebbe i governi a lanciare non bombe ma pagnotte.

Le cose cambierebbero un bel pò!

Pensate, se in Afghanistan invece di lanciare bombe avessimo effettuato un massiccio bombardamento a tappeto di pagnotte fumanti, avremmo risparmiato e ci saremmo fatti venti milioni di amici e non venti milioni di acerrimi nemici.

Mi domando che potrebbe succedere se, per ventura, i Capi della Cina si convincessero - a torto, sicuramente, ma cambia poco visto che non c'è alcun tribunale cui appellarsi - che il Berlusca è una carogna e quindi decidessero di lanciare delle bombe sull'Italia?

Le bombe, non pioverebbero certo in testa al Berlusca, ce le vedremmo arrivare sulle nostre! E io, se mi vedo arrivare una bomba in testa, maledico chi l'ha lanciata, chiunque esso sia. Se invece mi vedo arrivare un bel timballo di riso, benedico chi l'ha lanciato, chiunque esso sia.

Morale: mobilitiamo tutti quelli che possono fare business, grandi e piccoli, con la pace.

 

Ragusa 10 ottobre 2002

Ciccio Schembari

 

Articolo pubblicato sul n. 64/2010 "Rivoluzione" della rivista ondine www.operaincerta.it

 

 

Da: disarmo-request at peacelink.it [mailto:disarmo-request at peacelink.it] Per conto di Elio Pagani (via disarmo Mailing List)
Inviato: venerdì 16 giugno 2017 18:22
A: disarmo at peacelink.it
Oggetto: [Disarmo] Fwd: L'industria bellica detta legge

 

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: "Olga - WeMove.EU" <info at wemove.eu>
Data: 16 giu 2017 14:30
Oggetto: L'industria bellica detta legge
A: "Elio Pagani" <eliopaxnowar at gmail.com>
Cc:

Ciao Elio,

la settimana scorsa la Commissione Ue ha proposto destinare circa 1,5 miliardi di euro all’anno dal budget Ue alla Ricerca e lo sviluppo al settore bellico e delle tecnologie militari [1]. Questo denaro non sarà quindi destinato ad altri settori come lo sviluppo sostenibile e la tutela dell’ambiente [2] Questa manovra è lo specchio delle intenzioni della lobby europea dell’industria bellica [3]. La guerra di solito non è un buon affare, se non per l’industria bellica. 

Tra sei giorni i governi degli Stati membri si incontreranno per discutere i vari aspetti del piano. La decisione finale rimane ai ministri. La buona notizia è che la proposta è allo stadio iniziale e abbiamo la possibilità di bloccarla sul nascere!

Vogliamo contattare il Presidente del Consiglio Ue e l’Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, protagonisti dell’imminente summit e dobbiamo essere sicuri che capiscano che i cittadini europei si aspettano che la proposta della Commissione venga rifiutata. Con il tuo aiuto siamo già in 65mila europei: un movimento forte e unito. Ma dobbiamo arrivare a 100mila firme per essere sicuri di lasciare un segno.

Ci puoi aiutare invitando i tuoi amici e la tua famiglia a firmare la petizione?

L’industria bellica è particolare, perché trae profitto dal conflitto e dalla guerra. Almeno cinque paesi Ue hanno venduto armi e munizioni a quattro paesi coinvolti nel conflitto in Siria dal 2012 [4]. La proposta della Commissione mira a potenziare le capacità di questi Stati di esportare armi sofisticate, finanziate con il denaro di chi paga le tasse. L’Ue non dovrebbe trattare in maniera privilegiata questo tipo di industria.

Eppure la Commissione si sta muovendo in questo senso. I finanziamenti al settore bellico dovrebbero provenire dai “risparmi” del budget Ue - risparmi che potrebbero invece essere investiti per sostenere programmi poco finanziati come quelli legati alla tutela dei diritti umani [5]. Potenziare la militarizzazione a scapito dei diritti umani e della risoluzione di conflitti: questa non è l’Europa di pace che vogliamo costruire.

Molti pacifisti in Europa e decine di organizzazioni si sono mobilitate la scorsa settimana. Ma hanno bisogno di noi, di migliaia di noi, per essere sicuri di essere ascoltati.  E qui entriamo in gioco noi e la nostra comunità: possiamo costruire insieme un movimento di pace in Europa e far sì che questi attivisti possano far sentire la loro voce.

Abbiamo solo 6 giorni prima che i nostri capi di Stato si ritrovino a Bruxelles per questo summit: non perdiamo questa opportunità!

Invita i tuoi amici e la tua famiglia a firmare la nostra petizione: possiamo arrivare al traguardo di 100mila firme!

Il modo migliore per moltiplicare l’impatto della nostra azione è inoltrare questa e-mail ai tuoi contatti. I tuoi amici si fidano di te e questa è la migliore garanzia per essere sicuri che si impegnino ad agire! Dobbiamo essere in migliaia e basta davvero solo un clic: ti va di inviare questa e-mail ai tuoi amici?

Sperando in un futuro di pace,

Olga (Bologna), Virginia (Madrid), Oliver (Berlino) e tutta la squadra di WeMove

[1] Nel 2016 l’Ue ha deciso di stanziare 90 milioni di euro all’industria bellica per il periodo che va dal 2017 al 2019. La nuova proposta della Commissione Ue prevede di destinare ulteriori 500 milioni di euro ogni anno a partire dal 2020. la cifra potrebbe raggiungere e superare i 1,5 miliardi quando il denaro per le compagnie che producono armi venisse fatto rientrare come “Ricerca e Tecnologia”. https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/defending-europe-factsheet_en_1.pdf

https://euobserver.com/institutional/138174

[2] https://euobserver.com/institutional/138174

[3] L’Associazione Europea delle Industrie per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza (ASD) http://www.euractiv.com/section/global-europe/opinion/how-the-arms-industry-is-staging-a-european-coup/

[4] http://www.balkaninsight.com/en/article/eu-we-re-tracking-balkan-arms-flow-to-syria-08-04-2016

[5] http://new.enaat.org/wp-content/uploads/2017/06/PR.07.06.17_ECDefenceResearch-ENG.pdf

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