La Maddalena. Il candidato sindaco Salvatore Sanna ( centro sinistra )



unione   prov  sassari del  11\1\2005


La Maddalena. Il candidato sindaco Sanna  	
«Base Usa? La salute non è barattabile»
 
	

Salvatore Sanna, 60 anni, ex dipendente regionale ora in pensione, una passione
per la storia maddalenina (ha scritto due libri sul periodo napoleonico
nell'isola e uno sui bombardamenti della seconda guerra mondiale), i partiti
del centrosinistra non hanno avuto alcun dubbio: è lui l'uomo giusto per
riconquistare il Comune dopo l'esperienza non proprio felice di Rosanna
Giudice. Lui ha accettato con entusiasmo, consapevole che non si tratterà
di una passeggiata. E ha accettato di parlare dei temi più scottanti che
interessano la città. Che coalizione guiderà? «Una coalizione che vuole
ripetere il risultato delle ultime elezioni regionali, più il Psd'Az che
qui ci permette di andare oltre il limite di "Sardegna Insieme". Ma quel
che conta è il fatto che gran parte della società maddalenina ha aderito
a questo progetto». Come potrà essere affrontata la convivenza con la base
militare americana? «Personalmente sono per un approccio istituzionale.
Non ci interessano le azioni antimilitariste, perché non siamo antiamericani,
noi siamo innanzitutto maddalenini». Il possibile incidente nucleare ed
l'esigenza di sicurezza. «La situazione dovrà essere gestita con rigore,
senza allarmismi, ma con richieste stringenti e sempre più pressanti sulla
sicurezza dell'ambiente. La città ha bisogno di garanzie assolute su questo
versante. Ma la salute non può essere barattabile». Negli ultimi tempi La
Maddalena non ha fatto passi avanti sui grandi problemi, fra cui anche il
futuro dell'Arsenale, la riconversione. Qual è il suo punto di vista? «Ora
c'è assoluto bisogno di serenità, di una guida amministrativa efficace e
che produca risultati. Il giudizio sugli ultimi due anni e mezzo trascorsi
sono particolarmente negativi e non possono non essere tali perché proprio
dal contesto nazionale e regionale la Maddalena è uscita molto provata.
Grande sarà la fatica, ma necessaria, per ricucire a tutti i livelli il
ruolo del comune. L'esempio dell'Arsenale è assolutamente emblematico. L'area
dell'Arsenale è oggetto di trattative tra l'Agenzia Industrie Difesa e una
grande impresa internazionale francese, pare. Ecco, mi auguro che si chiudano
e che ci siano i presupposti per una ricaduta occupazionale nell'isola.
Chiarisco. Del porto di Olbia per i megayacht si sa tutto, troppo. C'è un
dibattito continuo, invece, per le operazioni che interessano il nostro
Arsenale non si sa quasi nulla. Dopo due anni e mezzo di inefficienza si
dovrà recuperare in quel tavolo un ruolo di presenza, non a livello di informazione,
ma a livello di decisione perché l'Arsenale è un pezzo del nostro cuore».
I rapporti con l'Ente Parco? «Oggi il Parco è guidato da un presidente che
interpreta il proprio ruolo in maniera particolare. Forse andrebbero rivisti
i ruoli. Il Parco non può sovrapporsi al Comune che sul territorio ha diritto
di programmare e di amministrare sulla base delle decisioni di chi è stato
eletto dal popolo. Il nostro è un Parco singolare in quanto ricade interamente
nel territorio di un solo Comune, di conseguenza, è inevitabile che a stabilire
regole e programmi debba essere il Comune. Non voglio fare polemiche, solo
cercare di fare chiarezza. Quella che a me sembra sia venuta meno negli
ultimi anni». 

Francesco Nardini