da Bologna, un'adesione motivata alla Perugia-Assisi



Sperando di non fare cosa sgradita, vi invio il testo
dell'adesione del tavolo Contro la Guerra di Bologna
alla Marcia Perugia-Assisi

il documento, partito da una sollecitazione del gruppo
di Bologna dei Corpi Civili di Pace, ha -mi pare- il
pregio di affrontare e definire alcuni punti cruciali
che nella piattaforma lanciata dalla Tavola della Pace
restano elusi, o richiamati in termini generici e di
vaghi "auspici" per il futuro...

Gualtiero Via
Rete di Lilliput, nodo di Bologna

segue testo




Contro la guerra, per la Pace: la marcia continua.
Documento del Tavolo contro la guerra della Città di
Bologna

Partecipiamo alla Perugia-Assisi


Sono sotto gli occhi di tutti le difficoltà degli
Stati Uniti d'America in Iraq, nel "gestire" una
situazione che loro stessi hanno creato:
- rifiutando di dare ascolto a chi in tutto il mondo
(movimenti, governi, autorità religiose), aveva detto
NO alla guerra, e prospettato altri strumenti di
composizione del conflitto
- mentendo deliberatamente sulla presunta minaccia
costituita dall'Iraq.

Ma perché non avvenga che altre "crisi" vengano create
ad arte, perché non si ripeta che conflitti locali
vengano sfruttati per giustificare aggressioni
militari su larga scala e politiche neoimperiali, è
ancora necessario l'intervento consapevole,
democratico, dei popoli, della società civile, degli
stessi governi che si definiscono democratici e non
hanno ripudiato il diritto internazionale. Una domanda
è allora più che mai attuale: quali compiti deve porsi
oggi l'Europa? 

Nel progetto di Trattato costituzionale europeo che è
all'esame dei governi in questi mesi si parla di
"difesa comune": lo si fa unicamente come "difesa
degli interessi dell'Unione". Ma chi stabilisce questi
"interessi"? Qui emerge l'enorme limite di un testo
elaborato al chiuso e senza mandato democratico, per
via burocratica e non costituente. In effetti, dal
testo di trattato emerge un'idea di sicurezza parziale
ed escludente, la "sicurezza" della fortezza europa,
chiusa ed armata. Noi diciamo: non è questo che ci
darà "sicurezza"! E la storia, recente e passata,
dovrebbe aver chiarito a tutti che la sicurezza o è
comune -e nell'epoca della "globalizzazione",
planetaria- o non è. Non è un concetto difficile da
capire, ma difficile è la sua attuazione, quando
richiederebbe:
- cessazione dello sfruttamento neocoloniale di tanta
parte del mondo da parte di imprese e governi del Nord
ricco;
- limitazione rigida di commercio e produzione
bellica, ed embargo a chi viola i diritti umani o
compie guerre d'aggressione (la maggior parte dei
conflitti sono combattuti con le armi prodotte nel
Nord ricco);
- politiche attive di cooperazione;
e molto altro ancora. Da quest'orecchio i governi
ancora non ci sentono, o fanno finta: dobbiamo dunque
insistere, ed essere più determinati di loro.

Il Tavolo Contro la guerra della città di Bologna
ritiene allora che la marcia Perugia-Assisi sia una
grande occasione per tornare a farsi vedere, a farsi
sentire, a dire dei NO e dei SI' chiari e forti.
Perchè la sicurezza -quella vera, fondata sulla
giustizia e sulla libertà per tutti i popoli- è troppo
importante per lasciarla decidere ai pochi "soliti
noti", siano essi ministri europei (come è per il
Trattato) o strateghi (ma leggi: ptrolieri)
statunitensi. 

Portiamo con noi allora, in tanti, le nostre bandiere
della pace marciando da Perugia ad Assisi: facciamolo
ripetendo chiaro e forte uno per uno, tutti, i nostri
SI' alla pace e NO alla guerra. Perché non si
disperda, non si banalizzi il grande patrimonio
dell'esperienza di partecipazione e di lotta
dell'ultimo anno, che è stato sì unitario ma anche
chiaro e coerente negli obiettivi.

- SI' al ripristino della legalità internazionale in
Medio Oriente
- NO alla permanenza di truppe di occupazione
unilaterali, comprese quelle Italiane in Iraq e in
Afghanistan, ancelle degli USA e prive di mandato
dell'ONU
- NO all'invio di truppe dell'ONU in Iraq subordinate
alla perdurante presenza di quelle USA
- SI' all'invio di forze ONU di interposizione in
Palestina e Israele
- NO al terrorismo, no al coinvolgimento dei civili
nelle rappresaglie, siano essi compiuti da gruppi
estremisti che da eserciti regolari
- SI' ad una Europa neutrale e costruttrice di pace 
- SI' al richiamo alla pace nel Trattato
costituzionale europeo -come nella Costituzione
Italiana, all'art.11
- NO ad un esercito europeo che sia mero strumento di
potenza in aggiunta alla struttura NATO e senza una
politica di pace Europea
- SI' ai Corpi Civili di Pace, per intervenire nelle
crisi con persone motivate alla pace e non alla guerra
(come già fanno volontari di tutto il mondo, da anni,
nell'ex Jugoslavia, in Palestina, in Africa, ovunque
ci siano guerre e sofferenze)
- SI', in Italia, ad una "Finanziaria di Pace", che
tagli le spese militari (come la nuova portaerei) e
incrementi quelle sociali


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