[Resistenza] Siamo comunisti. I terroristi sono loro!



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Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
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Newsletter del 12.10.2012
 
17 OTTOBRE 2012 - Giornata di solidarietà e lotta
presidio dalle 9.30 in Piazza XX settembre a Bologna - (nei pressi della Stazione)
 
Siamo comunisti. I terroristi sono loro!
C’è chi compra i voti dalla ‘ndrangheta in cambio di favori e appalti, c’è chi specula sulle vacanze dei bambini e sui fondi destinati ai ciechi, c’è chi per ragioni economiche licenzia migliaia di operai e c’è chi manda in rovina la scuola e la sanità pubblica per finanziare, oltre alle banche, opere dannose e inutili per favorire gli amici degli amici.
Li chiamano ministri, amministratori delegati, assessori, funzionari, direttori, grandi imprenditori, professori, vescovi e cardinali e cavalieri del lavoro. Sono mandanti ed esecutori dello sfascio del paese e della società, gente che per i profitti schiaccia, opprime, devasta e saccheggia la vita di milioni di persone.
Sono quelli che operano in nome della legalità dei ricchi.
Per i poveri vige un’altra legalità, quella che li costringe a stare a testa china e a obbedire, che punisce in modo esemplare chi si ribella, che perseguita chi si organizza.
In nome e per conto di questa legalità, le Autorità giudiziarie stanno perseguitando i comunisti, in violazione di leggi e norme che pretendono di difendere e di applicare.
 
Con un processo anticostituzionale che accusa i comunisti di essere terroristi, le lobbies di potere pensano di mettersi al riparo dalla marea di una mobilitazione che le travolgerà?
 
Accusando di terrorismo i promotori della trasformazione della società sperano di scampare alla catastrofe che hanno contribuito a produrre e hanno prodotto?
 
Sono circa 30 anni che le Autorità giudiziarie (indipendentemente dal colore del governo) cercano di istituire un processo per terrorismo (associazione sovversiva ed eversione) contro la nostra area politica, la Carovana del (n)PCI, senza mai riuscirvi nonostante le ripetute inchieste, l’uso spregiudicato di mezzi e risorse, infiltrazioni, pedinamenti, intercettazioni, perquisizioni, sequestri di materiale e, violando la legge che pretendono di difendere, l’istituzione di appositi “nuclei speciali” di indagine (come il “Gruppo bilaterale italo-francese su terrorismo e minacce gravi”).
A Bologna è in corso dal 2003 l’Ottavo procedimento giudiziario, un processo per "terrorismo" contro la carovana del (nuovo)PCI, contro 12 compagni che fanno (o facevano) parte del (nuovo)Partito comunista italiano, del Partito dei CARC e dell’Associazione Solidarietà Proletaria, accusati di associazione sovversiva con finalità di terrorismo (art. 270 bis c.p.) – leggi il comunicato,
L’Ottavo procedimento giudiziario è orchestrato dalle autorità politiche e dalle istituzioni militari e giudiziarie con l'obiettivo dichiarato  di ostacolare l'avanzata del movimento comunista cosciente e organizzato nel nostro Paese e in particolare colpire il (n)PCI e le organizzazioni che collaborano e sostengono la sua strategia per fare dell'Italia un nuovo paese socialista.
È un processo che mira a impedire l’attività di propaganda e organizzazione dei comunisti, a mettere fuori legge i partiti comunisti: per decreto (in Ungheria e in Polonia) o facendoli condannare dai suoi tribunali come “organizzazioni terroriste” (in Italia).
È il frutto di una serie di forzature, indizi che diventano prove, arbitri tanto spinti all’eccesso e con una posto in gioco tanto importante (abolire con una sentenza i diritti politici sanciti dalla Costituzione) che lo stesso Tribunale è in difficoltà a procedere oltre, cioè ad arrivare alla sentenza. Non sa che pesci pigliare, vista l’inconsistenza dell’inchiesta su cui si fonda il processo. Cerca di fiaccarci con viaggi a vuoto e i connessi costi di trasporto, giorni di lavoro persi, spese per gli avvocati.
Con la precedente udienza del 2 maggio il Tribunale di Bologna aveva deciso di tirare per le lunghe, ha rimandato di 5 mesi e ha deciso di non decidere (guarda l’intervista al Segretario nazionale del Partito dei CARC). Probabilmente preferiscono lasciar cadere il procedimento, dato che il Tribunale non può emettere una condanna priva di ogni riscontro tanto alla leggera (il processo era già stato archiviato nel 2008 – leggi il comunicato - e riaperto su espressa iniziativa del giudice Giovagnoli) ma nello stesso tempo non può chiuderlo con la formula che il fatto non sussiste senza perdere la faccia.
 
Chi sono i veri Terroristi?
I lavoratori e le masse popolari lo vivono ogni giorno sulla loro pelle.  Sono il Governo Monti con la disoccupazione e la miseria e padroni e manager e loro complici  autori delle stragi sul lavoro (Tyssen,..), delle migliaia di morti di lavoratori e cittadini e dei disastri ambientali (Ilva, ecc.),  delle migliaia di morti per miseria, droga, alcool, degrado, malasanità, disoccupazione, strozzinaggio di Equitalia e delle organizzazioni criminali, guerre imperialiste. Sono i responsabili  delle morti per le stragi di Stato, della strategia della tensione (stragi di Piazza Fontana, Bologna, Brescia, Genova 2001): tutti questi terroristi non solo non stanno in galera ma continuano a perpetuare i loro crimini sedendo nei posti  di comando delle istituzioni e nei consigli di amministrazione di aziende, banche, Enti.
La crisi aggrava la guerra di sterminio della borghesia imperialista contro le masse popolari in ogni angolo del mondo: è una guerra che provoca ogni anno decine di milioni di morti per fame, miseria, sfruttamento, guerre, malattie professionali, depressione, alcool e droga, inquinamento ambientale, incidenti sul lavoro, incidenti stradali, eventi naturali catastrofici prevedibili e contenibili quali terremoti, alluvioni, uragani, tsunami, ecc. Nessuna guerra nella storia dell’umanità ha mai fatto tante vittime quanto ne miete ogni anno questa guerra di sterminio, causata unicamente dal permanere del sistema capitalista e della dominazione borghese.

Proseguiamo la lotta per porre fine al processo per 270bis contro la carovana del (nuovo)PCI! No alla messa fuori legge del comunismo!
 
Il 17 ottobre a Bologna c’è la terza udienza del processo iniziato l’8 febbraio di quest’anno. Gli imputati del processo di Bologna hanno deciso di non andare in aula, non coprire più neanche con loro presenza questa meschina messinscena (è da 9 mesi che la Corte d'Assise  prende per i fondelli noi e gli avvocati) e portare la loro forte denuncia dei veri terroristi, andando in uno dei luogo simbolo dei crimini e dell'impunità della Repubblica Pontificia: la Stazione di Bologna, per rendere omaggio alle vittime, agli invalidi di quella strage, come simbolo delle altre decine di migliaia di vittime del regime borghese che si assommano alle decine di milioni che ogni anno compongono la guerra di sterminio non dichiarata del sistema imperialista mondiale.
 
Rispondiamo alla repressione delle Autorità contro il movimento di resistenza delle masse popolari con l’estensione, il rafforzamento e la moltiplicazione della solidarietà di classe: facciamo ricadere sui loro piedi il macigno che hanno sollevato!
L’Ottavo procedimento giudiziario per 270 bis e quello per “Caccia allo sbirro sono i principali, ma i processi e i procedimenti a carico della nostra area e dei nostri compagni sono decine e decine. In 30 anni le procure di mezza Italia hanno provato a spazzarci via a colpi di inchieste, processi, sequestri di materiale, arresti. Non ci sono riuscite. Al contrario ci siamo rafforzati, siamo cresciuti, abbiamo affinato una linea di attacco (non solo di difesa) contro chi promuove la repressione.
E’ da questa esperienza diretta che nasce la convinzione per cui ogni volta che esprimiamo solidarietà a chi è colpito dalla repressione è un sostegno politico a beneficio del dibattito, del confronto, dell’unità di azione nella lotta per trasformare il presente e costruire il futuro.
 
La solidarietà è un’arma!
Costruiamo un fronte comune di lotta alla repressione e di solidarietà con i compagni colpiti!
Rafforziamo la vigilanza democratica: smascheriamo e denunciamo agli abusi delle forze dell’ordine!
Solidarietà ai compagni che il 12 febbraio 2013 saranno processati sempre a Bologna con l’accusa di aver collaborato alla costruzione del sito “Caccia allo Sbirro” promosso dal (nuovo)PCI!
 
Invia e promuovi l’invio di mail e fax di protesta al PM Antonio Gustapane presso la Procura della Repubblica di Bologna, Piazza Trento e Trieste, 3 - 40137, tel. 051.201111, fax 051.201948 o 051.201 883 – e-mail: procura.bologna at giustizia.it - Corte di Assise di Bologna Via Farini 1, 40124; telefoni: 051.201269 / 270 / 139; fax: 051.332352; e-mail: roberta.castellari at giustizia.it; e-mail: tribunale.bologna at giustizia.it
 
Resistenza n. 10/2012
 
Volantino per il corteo NO TAV NO CMC di Ravenna 13.10.12 [leggi in allegato]

Solidarietà al Collettivo comunista Piemontese [apri il link]

 
 

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RISPONDENDO A QUESTO MESSAGGIO con la richiesta di CANCELLAZIONE

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