Re: Affrontare la poligamia islamica.



Seguendo la logica di Bertok dobbiamo consentire a chi dichiara di professarsi mussulmano l'applicazione della sharia con tanto di amputazione delle mani per i ladri, la lapidazione per le adultere. Potremmo dedicare una piazza con selciato fatto di sanpietrini per una perfetta esecuzione, naturalmente con divieto di partecipazione a chi non è islamico! Credo che la civilissima Inghilterra assolve chi uccide la moglie per ragioni di onore nel pieno rispetto della cultura di origine. Nasce il problema se ad offendere l'islamico è un cittadino cristiano o ateo! Qui si potrebbe applicare metà sanzione islamica e metà italiana: attenzione perché se hai adocchiato una bella algerina potresti beccarti 100 frustate con lo sconto del 50%: ne restano sempre 50!!! 

--- Ven 18/12/09, Davide Bertok <davide.bertok at tiscali.it> ha scritto:

Da: Davide Bertok <davide.bertok at tiscali.it>
Oggetto: Re: Affrontare la poligamia islamica.
A: dirittiglobali at peacelink.it
Data: Venerdì 18 dicembre 2009, 15:05

Caro Arrigo, mi sembra chiaro che siamo veramente su due posizioni
diverse ma le rispondo lo stesso.
Non ho detto che a me debba andare bene, deve andar bene alle donne
coinvolte in questa situazione, semmai!
Sulla minigonna pensavo di rendere chiaro un esempio culturale e basta
ma vedo che c'è ancora chi si fa scrupoli sulle mode. Comunque sia...
Il problema di fondo è che lei ha la "presunzione" di parlare di "pari
dignità", un pò come il Papa che decide lui per le famiglie che non
bisogna usare il preservativo ma lei ci ha parlato con queste donne
bigame? Pensa che la vedano veramente come un problema di "pari dignità"
o forse sono contente di avere un marito e basta?
Magari alcune le risponderanno invece che dal loro punto di vista c'è
pari dignità. Ma appunto siamo sempre in un discorso di ambito culturale.
Semmai come dicevo sarebbe giusto far emergere i casi di sfruttamento e
di sottomissione dove le donne in Italia possano affrancarsi da questi
uomini. Ma è un discorso a prescindere dalla situazione giuridica
(sposati o non sposati).
Sulle espulsioni, a me non va che gli stranieri siano trattati come
cittadini di serie B, se ritieni questo sia un problema non lo affronti,
ma lo allontani semplicemente dai tuoi occhi.
Se quindi non vuoi essere perbenista allora piuttosto devi mettere la
famiglia in condizione di regolarizzare la sua posizione di fronte allo
stato italiano: solo una donna potrà risultare sposata con quel marito.
Se non ottemperassero allora subirebbero la pena solo chi non è
d'accordo, a quel punto può succedere benissimo che solo il marito
finisca in carcere in quanto "sfruttatore" di quella situazione.
Spero di essermi spiegato un pò meglio.

Saluti e buone feste,
Davide

Il 18/12/2009 0.22, Arrigo Colombo ha scritto:
> Caro Bertok, vedo che non ci siamo.
> Anche se a lei va bene la questione etica resta. Così come resta per il
> mafioso a cui va bene l'estorsione.
> Se la minigonna sia eticamente scorretta o no, è pure una questione
> etica, e come tale vale per tutti i popoli; così come "non uccidere"
> vale per tutti.Ogni vincolo etico.
> Nella poligamia è in gioco la pari dignità e diritto di donna e uomo,
> che è un vincolo etico universale. In Italia, e in Occidente, è anche un
> vincolo giuridico, di legge. Che vincola i cittadini e vincola ancor più
> gl'immigrati che di questa nazione sono ospiti; almeno fino a che non
> diventeranno cittadini.
> Parlavo di espulsione per un riguardo verso una famiglia poligamica
> formata, i figli ecc., e le eviterei anche la pena per il reato. Non ti
> va neanche questo?
> Un saluto da Arrigo Colombo
>
>
>
> ----- Original Message ----- From: "Davide Bertok"
> <davide.bertok at tiscali.it>
> To: <dirittiglobali at peacelink.it>
> Sent: Thursday, December 17, 2009 12:56 AM
> Subject: Re: Affrontare la poligamia islamica.
>
>
> Come ho già detto...capirei se la donna manifestasse problemi di
> sottomissione o comunque qualche tipo di obbligo ad accettare la
> situazione (che non vuol dire necessariamente schiava, ma solo una delle
> concubine), ma se a lei va bene così e crede che sia più giusto così
> allora non è più una questione di etica o di pari dignità (come dici tu)
> ma solamente culturale...
> Alcuni popoli potrebbero dire che è "eticamente" scorretto che le donne
> vadano in giro in minigonna mostrando le loro gambe, che il marito non
> provveda a mantenere anche la moglie che in fondo è quella che si occupa
> della casa e dei figli o che la donna corra tanto dietro alla moda di
> una linea perfetta.
> No caro Arrigo, qui siamo di fronte solo a un problema culturale, ma
> capisco che qualcuno la può vedere in maniera diversa. Siamo qui apposta
> per confrontarsi.
> Però i giudizi a volte possono far danni, ricordatelo.
> Riguardo all'espulsione...non capisco se è proprio un problema di legge
> allora perchè discriminare lo straniero rispetto agli italiani? O
> sistema la sua situazione in maniera non "bigama" oppure dovrebbe andare
> in prigione come qualsiasi altro.
> Ma comunque il matrimonio davanti allo stato italiano è niente di più
> che un contratto tra persone: ci sono cerimonie di matrimonio che per lo
> stato non hanno valore legale, per cui se i due vanno a vivere insieme
> sarebbero solo una coppia di fatto.
> Allo stesso modo basterebbe che lo stato italiano non riconoscesse lo
> status di matrimonio tra più persone che uno si porta dall'estero,
> sarebbero solo più persone sotto lo stesso tetto ma senza i diritti
> civili di una coppia sposata (tipo agevolazioni da enti pubblici o come
> tasse ecc.).
> Faccio notare che se un uomo di cittadinanza italiana vuole andare a
> vivere con due donne italiane e avere una relazione con entrambe, la
> legge non glielo impedisce.
> Il punto semmai allora è un altro: cercare di scoprire quelle situazioni
> in cui la donna è veramente schiava e sottomessa e non vorrebbe vivere
> quella situazione con il marito (e questo potrebbe valere
> tranquillamente anche per una famiglia non bigama) cercando di farla
> emancipare e farle avere una vita normale da sola in Italia
> ricominciando da zero.
>
> Ciao,
> Davide
>
>
> Il 17/12/2009 0.35, Arrigo Colombo ha scritto:
>> Caro Davide, ho risposto a Lodoli.
>> Che cos'è l'etica? Sono i vincoli che astringono insuperabilmente la
>> coscienza umana. "Non uccidere", ad esempio. Vincoli universalmente
>> umani, come la pari dignità di donna e uomo; che la poligamia infrange.
>> Il moralismo non c'entra. Se poi alla donna va bene essere schiava, ciò
>> non muta il vincolo che l'astringe a rispettare la sua dignità di
>> persona, né quello che astringe il maschio allo stesso rispetto. O no?
>> L'espulsione può diventare necessaria, dicevo, in caso di famiglia
>> poligamica consolidata, con figli ecc.. Che il poligamo che non accetta
>> la costituzione e legge del paese ospite, ritorni al suo paese, dove può
>> vivere la sua poligamia.
>> Un saluto fraterno da Arrigo Colombo
>>
>>
>> ----- Original Message ----- From: "Davide Bertok"
>> <davide.bertok at tiscali.it>
>> To: <dirittiglobali at peacelink.it>
>> Sent: Thursday, December 10, 2009 10:55 PM
>> Subject: Re: Affrontare la poligamia islamica.
>>
>>
>> Appoggio l'intervento di Giuseppe e rispondo ad Arrigo: la Costituzione
>> è una cosa, come si interviene è un'altra cosa.
>> Arrigo tu mi parli di etica, ma che cos'è l'etica? Nelle tue parole vedo
>> solo un moralismo che si distacca da tutto il resto. Chi siamo noi per
>> giudicare quando persino delle nostre usanze possono risultare "strane"
>> ad altri?
>> Mi sta bene che si tuteli la donna, se il matrimonio è stato imposto, ma
>> se alla donna va bene questa situazione e ci crede in quel caso
>> possiamo fare più male che bene.
>> Le espulsioni sono una politica di destra perchè tutti siamo esseri
>> umani e abbiamo diritto a poter circolare in questo pianeta.
>> E se qualcuno commette un reato non vedo il problema di farlo punire
>> come un cittadino italiano.
>>
>> Ciao,
>> Davide
>>
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