re: Ma perché la Chiesa ce l'ha così tanto con l'essere umano?



L'articolo di Carlo Olivieri verrà pubblicato sul nostro
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cordiali saluti
----- Original Message -----
Da : "Carlo Olivieri" <carlo.olivieri3 at tin.it>
A : <dirittiglobali at peacelink.it>
Oggetto : Ma perché la Chiesa ce l'ha così tanto con
l'essere  umano?
Data : Tue, 4 Dec 2007 14:10:10 +0100

> Ma perché la Chiesa ce l'ha così tanto con l'essere
umano?
> 
> 
> 
> Le recenti esternazioni del papa confermano, da un certo
> punto di vista,  questo risentimento nei confronti del
> genere umano che ha caratterizzato  gran parte della
> storia della Chiesa cattolica.
> 
> Sia nell'ultima enciclica papale "Spe salvi", che nelle
> affermazioni che  hanno caratterizzato l'incontro di
> Benedetto XVI con le ong di ispirazione  cattolica, si
> avverte l'eco di un antico rancore, che probabilmente ha 
> sempre ispirato la Chiesa nel suo negare all'essere umano
> il diritto e la  capacità di autodeterminazione.
> 
> 
> 
> In poche frasi il papa ha praticamente gettato alle
> ortiche gli ultimi tre  secoli di storia umana. Secoli in
> cui tutto, dalla politica alla scienza,  dalla cultura
> alla filosofia, ha contribuito invece ad un progresso
> della  civiltà umana senza precedenti nel resto della
sua
> storia antecedente.
> 
> Prima la filosofia e poi la politica, per esempio, hanno
> prodotto ideologie  progressiste che hanno contribuito,
> almeno in alcune zone del mondo, ad  avanzamenti
> inimmaginabili nel campo dei diritti umani e hanno
> contribuito,  inoltre, a dare quella forza morale
> necessaria per uscire dalle sciagure  prodotte dalle
> monarchie assolute prima e dal nazifascismo poi.
> 
> E che dire dei progressi provenienti dagli avanzamenti
> della scienza? La  storia è piena di esempi in cui ogni
> volta che uno studioso ha avuto il  coraggio di affrontare
> le chiusure e le condanne da parte delle istituzioni 
> ecclesiastiche, si è sempre registrato un avanzamento
> nelle scoperte che l'uomo  faceva su se stesso e
> sull'ambiente che lo circondava. Innumerevoli volte si 
è
> verificata questa concomitanza. Come mai?
> 
> 
> 
> Sembra proprio che nella Chiesa ci sia la profonda
> convinzione che l'essere  umano non sia in grado di
> camminare da solo. Anzi, ogni volta che prova a  farlo, si
> scagliano su di lui le ire della curia. Perché?
> 
> Il papa ha parlato della necessità di affermare "valori
> irrinunciabili"  contro un certo "relativismo morale" che
> dominerebbe istituzioni  internazionali come l'Onu, che
> dimenticherebbero "la dignità dell'uomo". Sta  di fatto
> che, nonostante l'Onu debba essere riformata in molti
> aspetti,  proprio grazie ad organizzazioni internazionali
> come questa oggi esiste una  Dichiarazione dei diritti
> umani, sulla cui base nessun sopruso ai danni  della
> "dignità dell'uomo" può più passare inosservato ed a
cui
> si guarda  come un obiettivo da raggiungere per tutti gli
> esseri umani.
> 
> 
> 
> Inoltre da quale pulpito, verrebbe da dire, viene la
> predica?
> 
> Sembra, infatti, alquanto difficile rintracciare questi
> "valori  irrinunciabili" invocati da tutti i papi,
> compreso Benedetto XVI, quando,  facendo un veloce
> resoconto storico, scopriamo che nell'arco di 1000 anni, 
> dal 782 al 1783 - anno in cui viene bruciata sul rogo
> l'ultima strega, in  Polonia - sono centinaia di migliaia
> le persone che vengono "cristianamente"  massacrate,
> violentate, arse vive. I "quemaderos" di Siviglia, tanto
> per  fare un esempio, erano quattro enormi forni circolari
> , ognuno dei quali  «ospitava» fino a 40 condannati,
> introdotti vivi: per «giustiziarli»  occorrevano dalle
20
> alle 30 ore di supplizio Questi forni funzionarono 
> ininterrottamente per oltre tre secoli e vennero chiusi da
> Napoleone nel  1808.
> 
> 
> 
> Altrettanto difficile risulta rintracciare la "dignità
> dell'uomo", sempre  per fare qualche esempio, nella bolla
> papale con cui, nel 1555, venne  ordinato il confino degli
> ebrei nei ghetti, confino che trovava la 
> "giustificazione" diretta nella teologia cattolica: "E'
> assurdo e  sconveniente in massimo grado che gli ebrei,
> che per loro colpa sono stati  condannati da Dio alla
> schiavitù eterna, possano, con la scusa di essere 
> protetti dall'amore cristiano e tollerati nella loro
> coabitazione in mezzo a  noi, mostrare tale gratitudine
> verso i cristiani".
> 
> Roba vecchia, direbbe qualcuno. Non proprio. La Chiesa
> cattolica, fino al  XIX secolo, ha perpetrato abitualmente
> il crimine del rapimento dei bambini  ebrei, che venivano
> sottratti ai genitori per indottrinarli coattivamente al 
> culto della religione cattolica.
> 
> Nel 1946 il Vaticano inviò un documento al nunzio
> apostolico in Francia,  Angelo Roncalli, futuro papa
> Giovanni XXIII, a cui ordinava di "trattenere"  i bambini
> ebrei nascosti in istituti cattolici durante l'olocausto:
> «I  bambini che sono stati battezzati non possono essere
> affidati a istituzioni  che non assicurerebbero loro
> un'educazione cristiana». La ferma intenzione  del Papa
di
> non riconsegnare i figli ai loro genitori è
> inequivocabile: «Se  i bambini sono stati affidati dai
> genitori ed essi li rivogliono, possono  essere loro
> restituiti, purché non siano stati battezzati. Si fa
> presente  che questa decisione della Congregazione del
> Sant'Uffizio è stata approvata  dal Santo Padre».
> 
> Un leader religioso o un capo di governo che facesse una
> cosa simile oggi  sarebbe messo in prigione.
> 
> 
> 
> È difficile poi rintracciare la "dignità dell'uomo"
nei
> campi di sterminio  allestiti, negli anni 1942-43, dai
> cattolici ustascia in Croazia, agli  ordini del dittatore
> Ante Pavelic, un cattolico praticante accreditato e 
> ricevuto regolarmente da Pio XII. In questi campi vennero
> soppressi serbi  cristiano-ortodossi ed anche un cospicuo
> numero di ebrei.
> 
> 
> 
> Infine non si vede traccia della "Spe salvi" - la speranza
> che salva - negli  innumerevoli crimini nei confronti di
> minorenni ad opera di preti finora  sempre coperti
> dall'omertà ecclesiastica o nelle denuncie nei confronti
> del  clero cattolico per un loro coinvolgimento nei
> massacri in Rwanda nel 1994:  due anni dopo quei massacri
> - ma probabilmente ancora oggi - molti cattolici  a Kigali
> , per la complicità a loro avviso dimostrata di una
parte
> dei  sacerdoti, non mettono più piede nelle chiese della
> città. Quasi non v'è  chiesa nel Rwanda in cui
fuggitivi e
> profughi - donne, bambini, vecchi - non  siano stati
> brutalmente picchiati e massacrati. Vi sono testimonianze
> in  base alle quali i religiosi hanno rivelato i
> nascondigli dei Tutsi,  lasciandoli in balìa delle
milizie
> Hutu armate di machete.
> 
> 
> 
> Indubbiamente vi sono stati  - e ci sono ancora -
> numerosissimi esempi di  preti e suore che hanno dedicato
> la loro vita all'evoluzione e alla difesa  dei diritti
> umani, ma quasi sempre non sono stati appoggiati dai
> vertici  ecclesiastici, se non addirittura ostacolati
> nella loro opera. Forse la loro  colpa è ancora una
volta
> la fede nelle possibilità di autoliberazione dell'essere
> umano?
> 
> 
> 
> A quanto pare la Chiesa cattolica dovrà prima o poi, se
> vuole continuare ad  esistere, prendere una decisione
> estremamente importante: riconciliarsi con  l'essere
> umano.
> 
> Una decisione che non riguarda solo la Chiesa, ovviamente,
> ma anche le  istituzioni rappresentanti ufficiali di tutte
> le religioni in nome delle  quali milioni di donne, uomini
> , vecchi e bambini sono stati vittime dei  genocidi, delle
> torture, degli assassini, del razzismo, dell'intolleranza,
> della superstizione, dell'oscurantismo, della
> prevaricazione dei diritti.
> 
> 
> 
> Roma, 4 dicembre 2007
> 
> 
> 
> Carlo Olivieri
> 
> medico umanista
> http://posizioni-umaniste.blogspot.com/ 
> 
> --
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