Incontro Ue-Russia: Amnesty International chiede di sollevare il tema dei diritti umani



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COMUNICATO STAMPA
CS30-2006

INCONTRO UE-RUSSIA: AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE DI SOLLEVARE IL TEMA DEI
DIRITTI UMANI

In vista dell'incontro tra il presidente della Commissione europea Barroso
e Vladimir Putin, in programma a Mosca, nel quale sara' definito un nuovo
partenariato strategico tra Unione europea (Ue) e Russia, Amnesty
International ha chiesto oggi che la questione del deterioramento della
situazione dei diritti umani in Russia venga presa in considerazione da
parte dell'Ue.

Dato il ruolo sempre crescente della Russia nel panorama internazionale,
attraverso la presidenza del G8 e quella futura del Comitato dei ministri
del Consiglio d'Europa, e' ancora piu' importante, secondo Amnesty
International, che la Russia compia passi avanti significativi sul piano
dei diritti umani.

In una lettera al presidente della Commissione, Amnesty International ha
sottolineato il ruolo importante dell'Ue in questa fase ma anche il
rischio che trasmetta un messaggio sbagliato se continuera' a non
sottoporre alla Russia le proprie preoccupazioni in tema di diritti umani.

'Le violazioni di lunga durata non solo continuano ma per certi aspetti
sono persino peggiorate, perche' alla Russia e' stato permesso di farlo' -
ha dichiarato Dick Oosting, direttore dell'Ufficio di Amnesty
International presso l'Ue. 'In un momento nel quale assume un ruolo di
primo piano nella comunita' internazionale, la Russia dev'essere chiamata
a rispondere del proprio comportamento e accettare controlli piu' stretti,
piuttosto che il contrario'.

Recentemente, le autorita' russe hanno adottato misure che mostrano la
mancanza di consapevolezza delle proprie responsabilita' in tema di
rispetto dei diritti umani. Sulla base delle nuove leggi, le
organizzazioni della societa' civile possono vedersi negata la
registrazione qualora offendano 'la pubblica decenza o i sentimenti etnici
e religiosi'. Alcuni loro aderenti rischiano attualmente il carcere. I
giornalisti continuano a subire intimidazioni e alcuni di loro sono stati
arrestati per aver scritto articolo critici nei confronti del Cremlino.

Vi sono inoltre crescenti preoccupazioni per quanto accade nel contesto
della cosiddetta 'guerra al terrore' nel Caucaso settentrionale, da cui
arrivano costanti denunce di 'sparizioni', torture e detenzioni
arbitrarie. L'impunita' sembra regnare sovrana, dato che ben pochi autori
di queste violazioni dei diritti umani sono stati identificati o
consegnati alla giustizia.

Tutt'altro che normalizzato, il conflitto in Cecenia non solo prosegue ma
si sta propagando violentemente in Inguscezia e in Cabardino-Balcaria,
dove si trovano migliaia di sfollati. Cio' nonostante, alcuni Stati membri
dell'Ue hanno espulso richiedenti asilo proprio verso la Russia.

Di fronte a questo grave quadro di violazioni dei diritti umani, Amnesty
International ritiene urgente che l'Ue eserciti pressioni sulla Russia in
un modo convincente e che produca credibili segnali di buona fede da parte
di Mosca.

FINE DEL COMUNICATO
Brussels/Roma, 16 marzo 2006

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