Buffoni



Il Consiglio regionale discute per ore.
In aula attori “consumati” recitano la loro parte.
Nel frattempo in sottofondo si tessono le trame per ricomporre una
maggioranza di centrodestra sempre più impresentabile.

Nelle settimane passate avevano sfoggiato tutta la loro signorilità.
“Accentratore, despota, manovratore, incapace, pericoloso”, questi erano
gli appellativi con i quali elegantemente la componente Udc rivolgeva al
presidente Iorio; “Farneticanti, offensivi, mossi da interessi personali,
bugiardi”, era la pariglia che Iorio rimandava agli stessi.

Martedì scorso l’ineffabile presidente del Consiglio, Fusco Perrella,
offriva un alta lezione di correttezza e democrazia: dopo una giornata di
inutili rinvii - tesi solo a non far discutere e votare la mozione di
sfiducia presentata dal centrosinistra – decideva, senza neppure consultare
i capigruppo, lo slittamento della sessione. Nell’occasione leggeva un
documento firmato da un gruppo inesistente in Regione (la Nuova DC) e senza
la firma, e quindi la condivisione, dell’Udc che, invece, appariva nel
documento.
Eppure la signora incassava un botto di solidarietà, per le “intemperanze”
avvenute in aula e causate dal consigliere Italo Di Sabato. Certo, la loro
logica non fa una grinza: “se siamo tutti attori della stessa sceneggiata,
perché qualcuno esce fuori dal copione?”. Una vera opposizione si fa in
modo forbito, è permesso qualche tono aspro, ma, poi, sorrisi, pacche sulle
spalle e strette di mano.
A margine della vicenda, ma solo a margine, da una parte colpisce il
precipitarsi del centrodestra a solidarizzare con la Fusco Perrella e
dall’altra colpisce il silenzio del centrosinistra (e soprattutto del
partito di appartenenza, rifondazione comunista) sugli attacchi assurdi e
pretestuosi rivolti al consigliere Di Sabato.

Ieri l’ennesimo atto. Visto che non potevano non discutere hanno lanciato
l’osso per l’intera giornata, poi, in tarda serata, il colpo di scena
inatteso e imprevedibile: si rinvia tutto a martedì prossimo!
Nel frattempo si aprono nuovamente i tavoli per ricomporre la tavolata.

L’agnello sacrificale dovrebbe essere il direttore generale della Asl
unica, Sergio Florio, il quale dovrebbe (si intende, per sua libera scelta)
lasciare il campo. È chiaro che dimettendosi dimostra apertamente che in un
incarico di così alta responsabilità altro non era che l’agente di Forza
Italia. È altrettanto chiaro che qualcosa in cambio già lo hanno
predisposto; perché il forzista (ma va!) Di Grezia non ancora accetta la
nomina a direttore della Asl della Zona di Campobasso? Semplice, perché
sapevano che se su Florio ci fossero stati problemi quale direttore
generale era meglio riservarsi la scappatoia per offrirgli una poltrona
alternativa.
Dovesse andare così, si ristabiliscono i ruoli: tu Forza Italia continui a
governare noi Udc continuiamo ad avere mano libera e controllo assoluto sui
terreni seminati dai nostri interessi.

Nella vicenda fa sorridere (ci capita, raramente, di essere buoni) il ruolo
del centrosinistra. Il minimo era presentare la sfiducia a Iorio e almeno
questo, solo questo, lo hanno fatto. Ma quanto a convinzione ed efficacia,
è meglio lasciar perdere. Per qualche “stratega” nemmeno questo andava
fatto, perché in tal modo si offriva una sponda all’Udc per tenere sotto
scacco Iorio e rendere efficaci i loro ricatti sul presidente. Insomma,
nulla di nuovo dei… sorrisi, pacche sulle spalle e strette di mano. È così
che si fa una efficace opposizione.

Ciò che questa ennesima crisi regionale evidenzia è una visione della
politica tutta chiusa nel palazzo, lasciata nelle mani dei professionisti.
Se questo è nella natura del centrodestra, diventa inaccettabile in uno
schieramento che della pratica della democrazia, del coinvolgimento, della
partecipazione, dovrebbe farne i tratti che la contraddistinguono. Così
come è preoccupante il silenzio tombale delle forze sindacali.

Ritorna, sempre più di attualità, la semplice riflessione: che senso
avrebbe battere Iorio (e Berlusconi) per sostituirli con sbiadite fotocopie
se non si cambiano radicalmente metodi, contenuti e scelte?



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