invito da Boccia e Zuffa



Ricominciare a riflettere dopo la sconfitta dei referendum

lunedì 17 ottobre 2005.
Maria Luisa Boccia e Grazia Zuffa
Nell'incontro del 21 maggio che abbiamo intitolato "Non solo referendum",
molte hanno concordato sull'esigenza di costruire un percorso dopo il voto.
A tutte noi il confronto elettorale, e la semplificazione dei temi che ha
imposto, stava stretta. Già in quell'occasione si è avvertito il divario
tra il dibattito nella scena politico-mediatica e la riflessione che
richiedono questioni quali: la ricerca scientifica e le tecnologie, il
conflitto simbolico sul venire al mondo e le figure genitoriali, la
funzione della legge e la distinzione tra etica e diritto.
La secca sconfitta nel referendum aggiunge nuovi motivi di approfondimento
e discussione tra noi. Molte e diverse possono esserne state le ragioni. Vi
sono quelle attinenti al merito delle tecnologie che, pure estranee
all'esperienza della gran parte di donne e uomini, hanno però
un'inquietante impatto sull'immaginario. Tra queste, alcune ci coinvolgono
più da vicino : la difficoltà di nominare il desiderio femminile di
maternità; cosa ne è dei corpi, cosa ne è della relazione tra uomo e donna.
Ve ne sono altre attinenti alla politica. Nonostante il nostro discorso
avesse alle spalle un lavoro di riflessione, nonostante l'impegno di molte
a farlo vivere nella campagna elettorale, dobbiamo prendere atto che troppo
poco questo ha segnato quel dibattito, né è riuscito ad influire sul voto.
Ha prevalso la contrapposizione tra Vita e Scienza, tra la laicità e
l'etica dei valori. Dopo il voto la sconfitta è stata invece nostra: ed è
tornato il ritornello sul silenzio delle donne, delle femministe
innanzitutto.
C'è, e non da oggi, un'evidente strumentalità e approssimazione nel come si
dà conto delle idee e pratiche femministe. Ma la difficoltà più seria è la
mancanza di una sfera pubblica in grado di accogliere e far circolare un
discorso e un agire politico altro da quello costruito sull'intreccio
sempre più stretto ed autoreferenziale tra il sistema politico ed i media.
A distanza di oltre un decennio dall'emergere della crisi della politica, e
di fronte al suo acuirsi, dovremmo non solo riprenderne l'analisi, ma
cercare nuove forme di comunicazione tra noi e una diversa incisività. In
questi mesi alcuni dei nodi allora emersi si sono ripresentati. Primo tra
tutti quello di un rilancio, con modalità inedite, della sovrapposizione di
religione, morale, legge.
Dalla fecondazione, ai Pacs, alla pillola RU486 e all'ultima offensiva
sull'aborto
E' sempre più compromessa la laicità dello Stato dalla scelta di alcune
istituzioni della Chiesa di assumere un ruolo politico diretto, andando ben
oltre il piano del richiamo ai valori morali fino a pronunciarsi sulla
validità e legittimità costituzionale delle norme. Ma non c'è solo
l'iniziativa della Chiesa. La novità più consistente è sul versante della
politica, sempre meno in grado di esprimere una qualità alta della politica
stessa e sempre più esposta all'attrazione dei "valori " fino all'esplicita
messa in questione della laicità dello Stato . Ma soprattutto dovremmo
interrogarci sulle spinte che attraversano la società, che vengono
riassunte e semplificate come il ritorno del sacro: sintomo di un profondo
disagio di civiltà, ma anche di una ricerca attiva di senso, tanto più
sentita quanto più si immiserisce la sfera dell'agire collettivo e
dell'impegno civile. Vi invitiamo ad incontrarci per mettere a confronto le
nostre riflessioni sul dopo referendum
Sabato 5 novembre h.11 -15 Casa internazionale delle donne Roma, via della
Lungara 19
Collabora all'organizzazione dell'incontro l'Associazione Generi e Generazioni
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