ALITALIA - Air France ordina, Alitalia esegue



Ciao,

solo la ripresa della mobilitazione potrà rimettere in discussione lo
smembramento
e la liquidazione dell'Alitalia.

La firma delle 9 sigle potrà essere sconfessata solo con una mobilitazione
determinata dei lavoratori.

La CUB TRASPORTI ha indetto una:

MANIFESTAZIONE DEI LAVORATORI ALITALIA

GIOVEDì 20 MAGGIO 2004

DALLE ORE 15,30

PIAZZALE ANTISTANTE IL NUOVO CENTRO DIREZIONALE ALITALIA (Pal. A)

Alla Manifestazione saranno invitati parlamentari e giornalisti e sarà
annunciata,
in tale occasione, una iniziativa che la CUB TRASPORTI avvierà per
sensibilizzare
le alte cariche istituzionali del Paese affinchè intervengano sulla questione
Alitalia a difesa dei lavoratori e a tutela di un bene pubblico e della
collettività

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Vertenza Alitalia

AIR FRANCE ORDINA AD ALITALIA:
10.000 LAVORATORI IN MENO

ALITALIA ESEGUE!




Non è un caso che il Presidente di Air France, Spinetta (rimasto nel CdA
AZ) avesse definito il Piano di smembramento e liquidazione dell'Alitalia
presentato da Mengozzi come il "miglior piano possibile" per la nostra
Compagnia di Bandiera.

E oggi non sarà diverso il suo giudizio per il Piano Cimoli, le cui linee
confermano la volontà di privatizzare la compagnia e dismetterne il
comparto di terra, espellendo i suoi 10.000 lavoratori!

NESSUNA NOVITÀ: UN PIANO DI ESUBERI E SMEMBRAMENTO
La sostanza, dunque, non cambia: creazione di una società di volo "Alitalia
Fly (o Flight)" formata da assistenti di volo e piloti e nascita di una
miriade di piccole o medie società, più o meno partecipate da AZ, da
immettere sul mercato e che avranno da penare per assicurarsi le commesse
per i servizi della nuova e snella compagnia.

SENZA VERGOGNA, LO CHIAMANO RILANCIO DELL'ALITALIA
La verità è che nell'alleanza con AF-KLM non c'è posto per i lavoratori di
terra di Alitalia i cui servizi già sono svolti dai colleghi francesi ed
olandesi: è la dura legge delle sinergie industriali che, ancora una volta,
però, Governo e sindacati accettano di scaricare sull'Alitalia ed, in
particolare, sul personale di terra della Compagnia di Bandiera. Guarda
caso, cioè, sull'anello più debole dell'Alitalia.

Il Governo, infatti, incapace di arginare il tracollo industriale del
nostro Paese, accettando supinamente il diktat transalpino, forse in cambio
di qualche ricca commessa sull'alta velocità, avvia la privatizzazione
dell'Alitalia (una delle prioritarie, sbalorditive ed inaccettabili
richieste di AF-KLM!) e lo spezzatino necessario per scaricare i lavoratori
di terra!

UNA SCELTA INACCETTABILE  PER I LAVORATORI
Il Governo non può trincerarsi dietro le imposizioni della Commissione
Europea: in cui l'Italia continua a recitare la parte della Cenerentola,
subendo l'iniziativa dei Paesi di serie A dell'Europa.

Ma dov'è finita la Mozione al Senato (n.°1/00216 del 4-12-03) presentata
da esponenti di un larghissimo arco di forze parlamentari (primo firmatario
Sen. E. Pedrini) che denuncia i rischi e i danni di una eventuale
privatizzazione di Alitalia, rappresentando " un'incomprensibile operazione
di smembramento societario e di svendita di un asset strategico per il
Paese?"

NÈ ESUBERI NÈ ELEVATO COSTO DEL LAVORO
Le bugie sull'elevato costo del lavoro del personale di terra dell'Alitalia
non reggono più: è uno dei più bassi delle compagnie di riferimento dei
paesi industrializzati nel mondo.

Tagli salariali, rinunce contrattuali, azioni in cambio di aumenti,
precariato hanno fatto la loro parte e gli aeroporti italiani sono
diventati una giungla senza diritti per chi ci lavora.

Anni di accordi e accordicchi per "assicurare la competitività
dell'azienda" non hanno garantito nulla e nessuno, spianando la strada solo
a chi dovrà comprarci, mettendo le mani sull'affare del Trasporto Aereo
italiano. Ma ai soliti sindacalisti non è bastato avallare tale scempio dei
nostri diritti e dei nostri salari.
9 SIGLE HANNO FIRMATO A PALAZZO CHIGI
LA PRIVATIZZAZIONE E LO SMEMBRAMENTO DELL'ALITALIA
CONTRO IL MANDATO DEI LAVORATORI

Azienda unica e pubblica avevano votato i lavoratori a migliaia nelle
assemblee.
Privatizzata e smembrata prevede l'accordo Governo-9 sigle!
Il pericolo di fallimento evitato? Tremonti, il principale azionista
dell'Alitalia, dopo la firma dell'accordo del 6-5-04 ha dichiarato che le 9
sigle avevano accettato il nuovo assetto organizzativo e societario della
Compagnia ma che Š per Alitalia "non è mai stata considerata l'ipotesi
della liquidazione, dell'insolvenza, del commissariamento: tutto un
armamentario neppure concepibile" (vedi conferenza stampa dell'On. Fini e
del Min. Tremonti su www.governo.it)

LE 9 SIGLE FINGONO DI VERSARE LACRIME DI COCCODRILLO
Ora però le 9 sigle, svelata la volontà di Cimoli di smembrare,
ridimensionare e liquidare la Compagnia di Bandiera, sembrano versare
lacrime di coccodrillo: una messa in scena ridicola e beffarda dopo la
firma di Palazzo Chigi. Una trovata necessaria solo per far fronte alla
enorme contrarietà espressa dai lavoratori anche all'indomani dell'accordo
sulla privatizzazione e sullo smembramento dell'Alitalia.
Se così non fosse, non dovrebbero far altro che, verificato l'errore
compiuto, riprendere la mobilitazione per respingere tale Piano che non
lascia scampo ai lavoratori di terra.

HOLDING O SCATOLE CINESI:
NON È QUESTO IL MANDATO DELLA CATEGORIA
La falsa disputa che ora le 9 sigle inscenano riguarderebbe l'attuazione
del piano di smembramento che Cimoli vuole attuare attraverso la
costituzione di diverse società, una dentro l'altra come scatole cinesi,
invece di dar corso alla proposta delle suddette sigle, (Šmai avallata dai
lavoratori!): dar vita ad una holding, con la nascita di Alitalia Fly e di
Alitalia Service a sua volta formata da numerose società.

UNA DISPUTA TRA BUROCRAZIE SINDACALI CHE IGNORA L'UNICA SCELTA PERCORRIBILE
A SOSTEGNO DELLA QUALE I LAVORATORI SI SONO MOBILITATI:
UNA COMPAGNIA DI BANDIERA UNICA E PUBBLICA!

UN ALTRO PIANO È POSSIBILE
La CUB TRASPORTI ritiene necessario l'attuazione di un vero piano di
rilancio dell'Alitalia a tutela dei lavoratori e di un bene pubblico e di
un servizio della collettività: una scelta che anche la Roland Berger,
autorevole analista del settore, non esclude e non avversa.

Lo smembramento e la creazione di numerose società è una scelta suicida che
non trova alcun riscontro nel modello societario e organizzativo delle
principali compagnie dei paesi europei.

LA MOBILITAZIONE NON DEVE ARRESTARSI
A sostegno di tale progetto la CUB TRASPORTI invita la categoria a non
abbassare la guardia e a partecipare compatta a tutte le mobilitazione che
saranno indette a sostegno della piattaforma votata dai lavoratori nelle
assemblee.

In attesa di annunciare la nuova data dello sciopero, dopo l'intervento
della Commissione di Garanzia che ha vietato quello indetto per tutto il
Trasporto Aereo il 17-5-2004, la CUB TRASPORTI indice in concomitanza con
la riunione del CdA della Compagnia:
UNA MANIFESTAZIONE DEI LAVORATORI ALITALIA
DAVANTI AL NUOVO CENTRO DIREZIONALE AZ (PAL. A)
GIOVEDÌ 20 MAGGIO 2004
In tale occasione sarà annunciata ai lavoratori e ai giornalisti l'avvio di
una iniziativa per coinvolgere le alte cariche istituzionali del nostro
Paese e per sollecitarne un intervento a difesa dell'Alitalia e del futuro
di migliaia di lavoratori.
18-5-2004
		CUB TRASPORTI