Tortura - 10 dicembre 2002: "Ci vorranno al massimo sei mesi per il reato di tortura". Impegni non mantenuti dal Parlamento, denuncia un anno dopo Amnesty International



Gent.mi tutti,

   vi trasmettiamo il comunicato stampa di Amnesty International:



   10 dicembre 2002: "Ci vorranno al massimo sei mesi per il reato di
   tortura".
   Impegni non mantenuti dal Parlamento, denuncia un anno dopo Amnesty
   International




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COMUNICATO STAMPA
CS163-2003 

10 DICEMBRE 2002: "CI VORRANNO AL MASSIMO SEI MESI PER IL REATO DI
TORTURA". IMPEGNI NON MANTENUTI DAL PARLAMENTO, DENUNCIA UN ANNO DOPO
AMNESTY INTERNATIONAL

"Da 15 anni siamo in attesa che l'Italia si adegui agli obblighi del
diritto internazionale e introduca nel codice penale il reato di tortura.
Un altro anno è passato invano" - ha dichiarato questa mattina Marco
Bertotto, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International.

Un anno fa, il 10 dicembre 2002, Giornata internazionale dei diritti umani,
Amnesty International aveva presentato alla Camera dei Deputati oltre
trentamila firme a sostegno della richiesta di introdurre il reato di
tortura. In quella occasione, molti parlamentari si erano impegnati a
concludere l'iter di approvazione "al massimo entro sei mesi".

Da allora, la Commissione giustizia della Camera dei Deputati ha di fatto
bloccato la proposta di legge per nove mesi, senza una ragione apparente.
Non ricevendo alcun segnale positivo, nell'ultima settimana di settembre i
soci di Amnesty International hanno inviato centinaia di fax ai Presidenti
Pier Ferdinando Casini e Marcello Pera, chiedendo e ottenendo l'immediata
calendarizzazione del testo contro la tortura. È stata inoltre lanciata, in
collaborazione con la trasmissione radiofonica Zapping, una lettera aperta
al Presidente dell'Unione Europea Silvio Berlusconi, firmata da Antonio
Cassese, Rita Levi Montalcini, dai direttori di numerose testate
giornalistiche e da migliaia di ascoltatori.

Il 2 dicembre i deputati della Commissione giustizia hanno approvato un
nuovo testo unificato, che definisce il reato di tortura secondo quanto
stabilito dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura.
Inspiegabilmente, 24 ore dopo i rappresentanti di diversi gruppi
parlamentari hanno dichiarato di voler proporre ulteriori emendamenti,
dilatando ancora una volta e senza valide motivazioni i tempi dell'iter
parlamentare, a due anni dalla presentazione della prima proposta di legge
e a 10 anni dalla prima sollecitazione di Amnesty International.

"È amaro constatare come una questione che è solo e soltanto di diritti
umani e la necessità di colmare un grave ritardo accumulatosi grazie
all'indifferenza di svariati governi, diventino argomento di schieramento e
di divisione tra le forze politiche. Temiamo si stia manifestando, per
ragioni che non ci risultano chiare, una forma di ostruzionismo bipartisan
che renderà un altro cattivo servizio alla causa dei diritti umani" - ha
commentato Bertotto.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 9 dicembre 2003

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