Il Partito Umanista è per il SI



REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO:
UN VOTO PER LA DEMOCRAZIA

Invitare i cittadini a non andare a votare al prossimo referendum del 12 e 13 giugno per la parziale abolizione della legge sulla procreazione assistita è un atto assolutamente antidemocratico.

È vero che l’astensione è del tutto legittima, ma risulta alquanto contraddittorio che vari esponenti politici, che siedono in Parlamento proprio grazie al voto popolare, invitino a disertare le urne pur di non arrivare al quorum minimo.

In effetti è in atto, ormai da vari anni, un attacco diretto verso gli strumenti di democrazia diretta, anche se sono chiaramente previsti dalla Costituzione italiana. Non sono solo i referendum ad essere in pericolo, ma anche altri strumenti democratici come le proposte di legge di iniziativa popolare. Lo sta a dimostrare, per esempio, la proposta di legge sulla “Responsabilità politica”, sottoscritta da ben 70.000 persone, presentata dal Partito Umanista nel marzo del 1999 e che non è mai stata presa in considerazione dal Parlamento.

Il continuo abbassamento, elezione dopo elezione, della percentuale dei votanti è la dimostrazione più evidente del divario sempre più largo tra i cittadini e le istituzioni. Di questo crescente distacco non possiamo non ritenere responsabili coloro che oggi invitano alla non partecipazione al voto per questo referendum. Cioè tutti quegli esponenti di diversi schieramenti che per meri calcoli, non politici – perché di politica ce n’è veramente poca in giro – ma elettoralistici, rendono il più pubblico possibile il fatto che non andranno a votare, il che sarebbe già alquanto degradante per un politico, e invitano i cittadini a fare lo stesso.
La domanda è: questo atteggiamento è o non è un attacco diretto alla partecipazione popolare, e quindi al cuore della democrazia in questo paese?
Pur di sconfiggere l’avversario politico questi partiti e questi personaggi sono disposti ad abbassare pericolosamente il livello di democrazia.
Che la chiesa cattolica non si interessi della democrazia non ci meraviglia affatto. Il problema nasce quando a disinteressarsene sono numerosi rappresentanti del popolo.

Gli umanisti, quindi, denunciano questo ennesimo attacco alla democrazia in questo paese, attacco portato avanti da tutti i partiti e da tutti gli esponenti politici che stanno invitando alla non partecipazione al voto per il prossimo referendum.

Il Partito Umanista metterà in moto tutte le iniziative possibili per organizzare una decisa risposta popolare a questo attacco alla democrazia. Il nostro auspicio è che i cittadini si organizzino autonomamente in “comitati per la partecipazione” che spingano, al di là della risposta ai quesiti referendari, ad andare a votare.

Il Partito Umanista si è schierato per il SI.
Ma la migliore vittoria per la democrazia in Italia sarebbe, al di là di chi vince, che il 12 e 13 giugno la maggioranza degli italiani andasse a votare.


Roma, 13 maggio 2005