risposta



09/03/1950             l'innocente Timoty Evans è impiccato in Gran Bretagna



Cari Amici,

Quella che leggerete è una lettera cui mi è stato chiesto di rispondere.

Fate un bel respiro profondo e resistete fino alla fine. Poi troverete la
mia risposta.

Intanto però gustatevi questa chicca:

Secondo il Los Angeles Times (6 marzo 2005) ognuna delle 11 esecuzioni
californiane è costata, al contribuente americano, almeno 250 milioni di
dollari!

Claudio Giusti



SI ALLA PENA DI MORTE



Socrate,

Platone,

Aristotele,

Immanuel Kant,

Gottlieb Fichte,

F.W.J Schelling,

Georg Wilhelm Friereich Hegel,

tutti costoro sono assolutamente e inconfutabilmente

favorevoli alla pena di morte.

Ora, siccome io stesso, laureando in filosofia, non mi

considero un ignorante, nè un nazista, ma semplicemente

uno con un altissimo senso della giustizia, e siccome fortuna-

tamente molti la pensano come me, vi chiedo:

è mai possibile che la pena in generale non debba esistere?

Cioè è mai possibile che di fronte ad un crimine orrendo,

una volta preso il delinquente che l'ha commesso, ci si

dimentichi subito del fattaccio commesso e ci si metta  immediatamente e
vergognosamente all'opera per capire le

ragioni che hanno portato al crimine? ( magari ha subito

un torto da piccolo..ecc..)

Ora io credo che gli Stati Uniti pratichino la pena capitale, e badate che
è stata reintrodotta nel 1976, dopo anni di

"stronzate umanitarie" che avevano portato in libertà dei veri mostri di
disumanità - la stessa cosa che avviene nel nostro

benemerito paese - , perchè gli U.S.A sono nati da una Cultura

protestante ( non sono ricchi e scemi come li dipinge Rai 3 ),

calvinista in particolare. Ora proprio questa Cultura ha un

senso sacrale della vita dell'Uomo e l'unico modo per punire

chi l'ha distrutta ( qualsiasi altra punizione NON FA GIUSTIZIA )

è privare il mostro ( chi uccide NON E' PIù UN UOMO ) della vita

e con essa della possibilità di nuocere nuovamente.

Per Kant stesso ( "Metafisica dei Costumi" ) questo era l'unico

modo per recuperare l'umanità perduta nel delitto: dare in cambio

la propria ormai inutile e orrenda vita.

Voi parlate di "silenzio rispettoso" ma provate a mettervi nei panni delle
vittime almeno una volta!! Questo deve fare la giustizia, mentre invece
oggi ci si mette sempre e soltanto dalla parte dei delinquenti!! ( e questa
e la somma ingiustizia!)

Esistono poi innumerevoli altre argomentazioni a favore

della pena di morte; si veda ad esempio quanto detto da Fichte

nello "Scritto sulla Rivoluzione Francese" che non sto ad il-

lustrare perchè so che bollereste come ignobile "legge del taglio-

ne" quello che è invece uno dei più alti ragionamenti del filo-

sofo tedesco. Mentre per voi non è ignobile che assasini, rei

confessi, diano lunghe interviste, quali stars televisive, in

tutti i migliori salotti della politica e della società.

In ogni caso, concludendo, io vi invito solo a fare una cosa:

-  continuate pure la vostra battaglia, per me ignobile e deleteria

   ( dare la possibilità a chi ucciso di uccidere nuovamente è

     il sommo grado dell'ingiustizia e della follia! ), ma ABBIATE

    RISPETTO PER CHI LA PENSA DIVERSAMENTE DA VOI:

    PERCHE' NON TUTTI COLORO CHE SONO ALLINEATI SULLE

    VOSTRE POSIZIONI SONO STUPIDI E INCOLTI!

    Gli stessi nomi che ho citato la dicono lunga.....

    E non si dica la stronzata che allora era naturale pensarla

    così, perchè c'era il solito italiano ( Beccaria ) , i cui ragiona-

    menti sono stati fatti a pezzi da Hegel, che la pensava come

    voi... Chissà se fosse abitato a Cogne oggi...!!!!





Risposta

GIA': CHISSA' COSA AVREBBE DETTO SE FOSSE ABITATO A COGNE.



Il nostro giovane e disinformato forcaiolo non ci ha dato altro che un
elenco di nomi.  Tutti noi sappiamo che, nei secoli scorsi, molte persone
si sono guadagnate lo stipendio dando una giustificazione alle uccisioni a
sangue freddo commesse dello Stato, ma oggi abbiamo ben altri strumenti di
conoscenza dei fatti, e non è per caso che la lista del nostro aspirante
filosofo si fermi a 200 anni fa. In ogni modo ci saremmo divertiti di più
se avesse messo in bell'ordine un po' di dotte citazioni, con le loro brave
note bibliografiche. Non avrebbe guastato anche un po' di chiarezza
nell'esposizione delle sue tesi che sembrano ridursi al solo "Ammazza!
Ammazza!". La pochezza del suo pensiero è nascosta dietro parecchi insulti
e molto polverone. Sembra che il nostro giovane virgulto voglia uccidere
chiunque commetta un omicidio e che prenda a modello gli Stati Uniti
d'America: ma tanta fiducia nella coerente ferocia della giustizia
americana è mal riposta, come lo è la sua fede nel "senso sacrale della
vita" della cultura made in Usa. Credo gli difettino letture e meditazioni
e abbia una conoscenza superficiale prodotta da letture di terza mano. Se
si fosse documentato avrebbe scoperto che la sentenza Furman (1972) mise in
libertà solo chi risultò innocente o non colpevole di un reato capitale
(come è successo giorni fa a Wilbert Rideau), mentre gli altri ex
condannati a morte ebbero lo stesso trattamento riservato alle decine di
migliaia che, già allora, non venivano mandati sulla forca.



Rammento che:

Dal 1948 esiste una Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, cui
sono seguiti innumerevoli trattati, convenzioni, dichiarazioni e
risoluzioni. I pensatori elencati dal Nostro non si preoccupavano di
diritti umani, ma da allora abbiamo fatto passi avanti.



Secondo Amnesty International 83 paesi sono abolizionisti totali. Se a
questi aggiungiamo gli abolizionisti di fatto e quelli parziali, vediamo
che la maggioranza del mondo (118) non usa la pena di morte. Dall'altra
parte 78 paesi continuano ad assassinare a sangue freddo i loro cittadini.
In Europa la pena capitale è vietata.



Gli Stati Uniti sono l'ultimo e unico paese occidentale ad avere la pena di
morte. Sono anche stati gli ultimi ad abolire la schiavitù e, fino a non
molto tempo fa, avevano l'apartheid in casa.



Negli USA la pena di morte viene applicata in maniera limitata e casuale.
In Maryland, secondo un recente studio, su 1.311 omicidi passibili di pena
di morte (per i quali si è iniziata un'azione giudiziaria) questa è stata
effettivamente chiesta in 353 casi, portata avanti in 180 processi ed
ottenuta in 76 sentenze riguardanti 58 individui. Di questi 9 restano nel
braccio della morte e 4 sono stati uccisi, mentre gli altri hanno avuto le
condanne annullate e commutate. Nel resto del paese la situazione non
cambia. Se gli Usa avessero applicato, con un minimo di coerenza, le loro
leggi le esecuzioni degli ultimi 30 anni sarebbero state 100.000 e non il
migliaio cui abbiamo assistito. In definitiva non esiste alcuna coerenza
nell'imposizione della pena capitale: per lo stesso delitto si può essere
uccisi o condannati a una pena detentiva a volte molto lieve.



Il primo marzo del 1847 il Michigan ha abolito la pena di morte. Con lui
altre 12 giurisdizioni americane dimostrano che persino negli USA è
possibile vivere senza ammazzare la gente.



Claudio Giusti



Può darsi che qualcuno di voi sia finito per sbaglio nella mia rubrica.
Some of you can receive my letter by mistake.
PASS IT ON!

FATE CIRCOLARE QUESTO MESSAGGIO!

Non dimenticate mai che la lotta per i diritti umani e contro la pena di
morte è la stessa in tutto il mondo

Never forget that the fight for human rights and against the death penalty
is the same in all the world

COMITATO "3 LUGLIO 1849"
Per i diritti umani, contro la pena di morte
Membro fondatore della World Coalition Against Death Penalty
COMMITTEE "3rd JULY 1849"
For human rights, against the death penalty
Founding member of the World Coalition Against Death Penalty
c/o
DOTT. CLAUDIO GIUSTI

VIA DON MINZONI 40, 47100 FORLI'. ITALIA
TEL.  39/0543/401562     39/340/4872522
e-mail  <mailto:giusticlaudio at aliceposta.it>giusticlaudio at aliceposta.it 
La Repubblica Romana fu il primo stato sovrano a scrivere nella propria
costituzione l'abolizione totale della pena di morte, il 3 luglio 1849. Il
Comitato, ispirandosi alla tradizione libertaria ed abolizionista del
nostro Paese, si batte contro la pena di morte e per il rispetto dei
diritti  umani indicati agli articoli  2 - 21 della Dichiarazione
Universale.
The Roman Republic was the first state to write in its constitution the
total abolition of the death penalty, on 3rd July 1849. This Committee
follows this tradition fighting against the death penalty and for the human
rights listed in the articles 2-21 of the Universal Declaration of 10th
December 1948.