[cultura] La strage di Brescia del 1974 porta alla Nato: la sentenza lo conferma



Se ne sta parlando poco ma la sentenza sulla strage di Brescia del 1974 porta alla Nato. 
I depistaggi non furono il frutto di servizi segreti "deviati" ma di intelligence "allineata" con un orientamento atlantico che ha usato la strage. 
Poco fa ho messo questo editoriale, basato sulle informazioni che oggi fornisce il Corriere della Sera https://www.peacelink.it/editoriale/a/50655.html
Da diffondere... buona lettura.

Alessandro Marescotti 
a.marescotti at peacelink.org

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Appendice: le rivelazioni emerse dalle indagini sulla strage di Brescia

Le conclusioni emerse dall’indagine giudiziaria sulla strage di Piazza della Loggia non si limitano a identificare esecutori neofascisti, ma tracciano una mappa della responsabilità che coinvolge diversi livelli dello Stato e delle strutture internazionali. 

Le carte processuali – un dossier di oltre 280 mila pagine – restituiscono una ricostruzione articolata e inquietante. A emergere è l’esistenza di un secondo livello, costituito da coperture e depistaggi orchestrati all'interno degli apparati segreti dello Stato italiano, che hanno protetto i responsabili e ostacolato sistematicamente il lavoro degli investigatori e dei magistrati.

Ma il dato forse più clamoroso è quello che riguarda il livello apicale, ossia il piano delle complicità internazionali. Secondo la documentazione acquisita dagli inquirenti, le indagini hanno portato a individuare un nodo chiave nell’FTASE, il Comando delle Forze Terrestri Alleate del Sud Europa della NATO, con sede a Verona. Un luogo che, nella catena di comando, garantiva la copertura e la regia strategica degli apparati italiani impegnati nel mantenimento dell’ordine “a qualsiasi costo” durante la guerra fredda.

Si tratta di affermazioni che non provengono da ambienti complottisti o da giornalisti militanti dell’estrema sinistra, ma da atti giudiziari verificati e documentati. La presenza del comando NATO FTASE come elemento di garanzia e supervisione su una rete di connivenze che andava ben oltre il confine della legalità, ridefinisce il significato stesso della “strategia della tensione”: non come deviazione isolata, ma come progetto politico-militare sistemico, con ramificazioni nazionali e internazionali.

Questo impone una riflessione sulla storia repubblicana e sulla natura delle istituzioni in quegli anni, nonché sulla difficoltà – tuttora attuale – di far luce completa su una stagione di stragi che ha lasciato ferite aperte nella democrazia italiana.


Per altre informazioni e approfondimenti 

La bomba di piazza della Loggia del 28 maggio 1974

Strage di Brescia: "la nuova inchiesta porta al comando Nato di Verona"

https://www.peacelink.it/editoriale/a/49488.html