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l'immoralita' necrotizzata degli ipocriti radicali



CREDIAMO CHE L'IPOCRISIA ABBIETTA PROMULGATA DA ESPONENTI DELLA COSIDDETTA "SINISTRA 
RADICALE" SUL CASO DE GENNARO SIA UNA BAZZECOLA RISPETTO A CIO' CHE QUESTI GUERRAFONDAI 
AMANTI DELLA MORTE E DELLA GUERRA FATTA AGLI INERMI HANNO VOTATO LO SCORSO 12 NOVEMBRE.
CENTINAIA DI MILIONI DI EURO STANZIATI PER LE FREGATE DI ULTIMA GENERAZIONE E I NUOVI 
CACCIABOMBARDIERI...
RIFINANZIAMENTI PER I LAGHER CPT...
E POI GENTAGLIA COME RUSSO SPENA MIGLIORE E ALTRI LOSCHI E CUPI FIGURI SI PRESENTANO ALLE 
MANIFESTAZIONI PACIFISTE..
HANNO VOTATO QUESTI ORRORI INSIEME A STORACE  FINI BERLUSCONI..
MENTRE I METALMECCANICI PER ELEMOSINARE 100 EURO IN PIU' SULLA BUSTA PAGA SON COSTRETTI A 
RECAR DISAGIO AD ALTRI CITTADINI PERCHE' ALTRIMENTI RISULTEREBBERO INVISIBILI..
CERTO VISTO CHE CHI DOVREBBE RAPPRESENTARLI SI PREOCCUPA DI VOTARE ( ENNESIMO ORRORE 
SCANDALOSO..) UNA LEGGE IN PARLAMENTO CHE PROIBIRA' AI GIORNALISTI DI SCIVERE DEI 
PROCESSI PRIMA CHE SIANO PORTATI A TERMINE..
LEGGE FATTA A DOC PER I CRIMINI DELLA FINANZA DELL'INDUSTRIA E DELLA POLITICA..
ALTRA LEGGE CHE IL "COMPAGNO BERTINOTTI" CON LA SUA SPOCCHIA DA INTELLETTUALUCCIO PIENO 
DI PRIVILEGI CHE NON SA' NEANCHE COSA VOGLIA DIR FATICARE HA DETTO AI SUOI DI VOTARE 
INSIEME A STORACE E COMPANY...
LORO CONTINUERANNO A POTERE TUTTO...
E NOI NON LO SAPREMO NEANCHE PIU'..
HANNO VOTATO L'INAMMISSIBILE I "COMPAGNI" DEI FASCISTI







Cari compagni su De Gennaro sono senza parole 
Vittorio Agnoletto 
[13 Gennaio 2008] 
Pubblichiamo la lettera di Vittorio Angoletto, eurodeputato Prc-Se, pubblicata su 
Liberazione del 12 gennaio 

Cari compagni quando mercoledì ho aperto i giornali sono rimasto sbalordito: Gianni De 
Gennaro, l’ex capo della polizia, nominato commissario straordinario per l’emergenza 
rifiuti in Campania, con un convinto sostegno bipartisan. 
Ho immediatamente sfogliato i quotidiani, certo di trovare una dura presa di distanza da 
parte di Rifondazione, e di tutta la Sinistra e l’Arcobaleno.

Ma poi leggo quanto dichiara Gennaro Migliore al Corriere “Noi manteniamo le nostre 
riserve sull’operato del prefetto De Gennaro a Genova…..continueremo a chiedere la 
Commissione d’inchiesta. Ma in questo momento per noi sono più importanti i contenuti 
delle decisioni di Palazzo Chigi”; su la Repubblica gli fa eco Giovanni Russo Spena : 
“Manteniamo il nostro giudizio sulle sue responsabilità al G8, ma questa prova difficile 
a cui é stato chiamato ora può riscattarlo sul piano della professionalità”

Resto senza parole. 
Poi immagino la fatica e anche alla sofferenza interiore che deve aver attraversato 
questi compagni quando hanno rilasciato tali dichiarazioni. Li conosco bene, Giovanni da 
oltre trent’anni, Gennaro da quasi dieci; li penso compressi nel difficile ruolo 
istituzionale che gli è stato affidato, nella responsabilità che sentono pesare sulle 
loro spalle, stretti tra il tentativo di far sopravvivere questo governo e la coerenza 
con la loro storia ed il comune sentire di tutti noi, della nostra gente.

Non li invidio. Non voglio sottrarmi a responsabilità che sento collettive,mi sforzo di 
cercare di capire. Ma non posso non domandarmi fino a dove sia lecito spingersi senza 
rischiare di perdere per strada le ragioni stesse del nostro percorso, della nostra 
storia, delle nostre speranze. 
Più volte parlando con alcuni nostri parlamentari ho ascoltato tutta la loro drammatica 
sofferenza quando hanno dovuto votare sull’Afghanistan, quando hanno approvato una 
finanziaria che moltiplica le spese militari, o il recente accordo sul welfare.

Non so se questo sia l’unico modo possibile di stare al governo, non ne ho la certezza. 
Ma se fosse così mi domando quanti rospi dovremo ancora ingerire. Non c’è forse un limite 
invalicabile oltre al quale rischiamo di trasformare noi stessi in qualcosa d’altro senza 
averlo mai deciso, scoprendo all’improvviso di aver perso la connessioni e forse anche il 
linguaggio comune con molta della nostra gente?

Provo a sforzarmi ma non ce la faccio. Non riesco proprio a capire la relazione che 
intercorre tra un ex capo della polizia, affiancato da un militare, il generale di 
divisione Franco Giannini, e la gestione di un disastro sociale come l’attuale situazione 
dei rifiuti a Napoli; la polizia e l’esercito per rispondere alle proteste della 
popolazione esasperata dall’assenza e dalle ambiguità, per non dire peggio, delle 
istituzioni locali negli ultimi anni?

Ma poi, perché proprio De Gennaro? Possibile che in tutta Italia non vi fossero altre 
persone in grado di affrontare una simile difficile situazione? 
La Costituzione sospesa per tre giorni, Carlo ucciso,migliaia di pacifisti pestati a 
sangue, la notte cilena della Diaz, le torture di Bolzaneto e noi…“manteniamo le nostre 
riserve”!?

De Gennaro, accusato di istigazione alla falsa testimonianza perché avrebbe indotto l’ex 
questore di Genova a sistemare le proprie dichiarazioni relative alla mattanza avvenuta 
alla scuola Diaz ,e noi diciamo che ora “puo’ riscattarsi sul piano della 
professionalità”!? 
No,non credo proprio sia utile aspettare per veder come va a finire. Oltretutto vi é 
anche il rischio che, replicando il “modello Genova”, anche in Campania ad essere colpita 
sia la popolazione pacifica di Pianura, che ha deciso di protestare per difendere i suoi 
diritti, e non i provocatori al soldo della camorra.

Cari compagni, caro Giovanni e caro Gennaro, scusatemi, ma proprio non riesco a capire.

Quel tremendo luglio del 2001 eravamo là insieme, sappiamo tutti di cosa stiamo parlando: 
Genova non é stata una parentesi, un errore involontario, ma una scelta voluta e 
consapevole di chi allora era ai vertici della politica e delle forze dell’ordine. E’ 
inaccettabile che chi é accusato di aver tradito la fiducia che lo Stato e il Paese 
avevano riposto in lui come capo della Polizia, sia prima promosso capogabinetto del 
ministero dell’Interno e poi riceva un altro incarico di cosi’ rilevante responsabilità. 
E forse nel governo c’è già chi pensa di ringraziarlo ulteriormente per quanto fatto a 
Genova affidandogli, nel prossimo futuro, il coordinamento dei servizi segreti o la 
presidenza di Finmeccanica. E allora non ci chiederanno di sostenere pure questa nuova 
proposta ?

No, la nostra storia é diversa; su Genova, cosi’ come su Porto Alegre abbiamo insieme 
fondato l’idea che fosse possibile cambiare il mondo e anche il modo di far politica. 
Indipendentemente dalla nostra temporanea collocazione al governo o all’opposizione. Non 
c’è ragione di Stato che mi possa far cambiare idea: il maggior responsabile delle 
violenze di Genova non potrà mai avere la mia fiducia.