Ogm: parla autore "inganno a tavola", attenzione a soia e mais



(ANSA) - ROMA, 20 APR - Attenzione ai derivati di mais, soia
e colza. Pane, biscotti, condimenti per insalata, omogeneizzati,
margarina, patatine, hamburger vegetariani, cioccolata e gelati:
sono alcuni degli alimenti che possono contenere ingredienti
geneticamente modificati. L'elenco dei cibi di cui sospettare se
si sceglie un'alimentazione Ogm-free nel mercato globale e'
contenuto nel libro ''L'inganno a tavola'' di Jeffrey M. Smith,
direttore e fondatore dell'Institute for Responsible Technology,
la cui edizione italiana e' stata presentata oggi nell'ambito di
una conferenza stampa dal titolo ''I cibi Ogm sono sicuri?''.
  Una domanda a cui risponde ''no'' Mario Capanna, presidente
del Consiglio diritti genetici. ''E' un libro straordinario - ha
detto - perche' senza alcun pregiudizio ideologico ma basandosi
su ricerche scientifiche documenta come gli alimenti Ogm creino
conseguenze sulla salute umana e animale. Non e' vero - ha
aggiunto - che gli Ogm non fanno male. E' vero, invece, che i
pochi studi portati avanti da istituzioni e scienziati
indipendenti convergono nel dimostrare la potenzialita' dei
rischi e l'intreccio dei poteri esistente''.
  L'autore, che nel corso del suo intervento ha riferito di
ricerche e risultati a suo dire messi a tacere, ha parlato di
''prove incriminanti'' sui rischi degli Ogm per la salute.
  Ha indicato un ''rischio nutrizionale'' il nutrizionista
Giuseppe Rotilio, spiegando che ''con i cibi Ogm c'e' il
pericolo che si vada incontro ad un cambiamento rapido
nell'alimentazione con conseguenze sulla popolazione, dovute
proprio all'alterazione del regime alimentare e nutrizionale''.
  Per il presidente della Coldiretti, Paolo Bedoni, ''l'unica
certezza e' che esiste un deciso orientamento dei cittadini
verso alimenti fortemente radicati col territorio, senza Ogm,
garantiti dal campo alla tavola come Made in Italy''. Per
questo, ha aggiunto, ''continueremo a garantire l'assenza di
contaminazioni nelle coltivazioni nazionali e a promuovere e
difendere provvedimenti a sostegno di territori Ogm-free''.
  Se per l'autore i derivati di mais e soia sono quelli su cui
si concentrano i maggiori sospetti, anche la papaya hawaiana e
il pomodoro cinese sono a ''rischio'' cosi' come l'aspartame (il
dolcificante dietetico) e' un prodotto dell'ingegneria genetica.
  Anche se in Europa, oggi, a differenza di Usa e Canada,
l'eventuale presenza di Ogm deve essere obbligatoriamente
indicata sulle etichette di alimenti e mangimi, come prevede il
regolamento comunitario entrato in vigore domenica scorsa.
  Un'arma in piu' per difendersi, suggerisce la Coldiretti , e'
inoltre scegliere gli alimenti di provenienza nazionale visto
che in Italia resta il divieto di coltivazione di colza, mais e
soia biotech.
  Il libro di Smith conferma che ''la linea di precauzione e
prudenza sugli Ogm ha un fondamento vero'', ha aggiunto Capanna
sottolineando che l'Italia e' all'avanguardia nell'aver dato
vita ''ad uno schieramento che non ha eguali in Europa. Per il
nostro Paese, che vanta prodotti di eccellenza alimentare - ha
concluso - sposare gli Ogm sarebbe un'operazione non solo
pericolosa ma totalmente perdente e autolesionistica''. E' una
''battaglia di democrazia e civilta' e non ideologica'', ha
concluso Ivan Verga, vicepresidente Verdi ambiente e societa'
(Vas) che insieme a Roberto Conti (vicepresidente Ancc-Coop) e
Stefano Masini, responsabile Ambiente-Territorio Coldiretti, ha
redatto un capitolo dedicato all'Italia, nell'edizione italiana.
(ANSA).

     KSG