17 comuni bresciani ogm free





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Brescia oggi, 11 aprile 2004

17 COMUNI BRESCIANI SONO OGM FREE

Sta facendo proseliti l?appello lanciato dalla Coldiretti: da Malegno a
Ghedi, da Puegnago a Erbusco, da Villanuova a Borno. I comuni mettono al
bando gli OGM da campi e mense scolastiche


Ogm? «No grazie» è stata la risposta di diciassette comuni bresciani, 100
mila abitanti in tutto, che hanno aderito alla proposta di delibera della
Coldiretti inviata in autunno inoltrato a tutte le 206 amministrazioni della
Provincia. Sindaci e giunte garantiranno il rispetto della normativa vigente
(decreto Amato del 2000) che vieta l?ogm per le colture tradizionali.

Ma non solo.
Gli amministratori imporranno alle ditte che forniscono le mense pubbliche
di assicurare cibi «ogm free» e inseriranno una specifica clausola
vincolante
in occasione delle prossime gare d?appalto di ogni mensa pubblica.
Organizzeranno dibattiti ed incontri sul territorio per sensibilizzare la
popolazione sul "principio di precauzione": non aprire agli "ogm" sino a
quando la comunità scientifica internazionale non ne avrà dimostrato la
completa assenza di effetti collaterali. Infine chiederanno al Governo
italiano
l?impegno per un maggiore controllo sulle sementi e a far sì che le
procedure
di autorizzazione per «la sperimentazione in campo aperto di ogm»
necessitino
anche dell?autorizzazione comunale.
Queste sperimentazioni dovranno essere rese di pubblico dominio.
Malegno, Botticino, Erbusco, Ghedi, Lonato, Castegnato, Gambara, Pertica
Alta, Vestone, Puegnago del Garda, Pontoglio, Pian Camuno, Borno, Borgo
San Giacomo, Roè Volciano, Villanuova sul Clisi e Calcinato sono i paesi
«ogm free» della nostra provincia.
«Abbiamo aderito perchè i dubbi sollevati dalla Coldiretti sono legittimi
- spiega Osvaldo Scalvenzi, sindaco di Ghedi -; è giusto che paesi agricoli
come Ghedi, dove si producono migliaia di quintali di mais all?anno,
acquisiscano
maggiore sensibilità ambientale».
Stesse parole anche per Leonardo Lamberti, sindaco di Erbusco, che vuole
tutelare la «tipicità e la qualità agroalimentare della Franciacorta».
Gianfranco
Comincioli, sindaco di Puegnago nonchè titolare di una azienda agricola
non è contrario alla sperimentazione ed alla ricerca, consentita anche
dall?Unione
europea: «quando dimostreranno che gli ogm non provocano danni alla salute
dei cittadini e all?ambiente siamo pronti a ritirare la delibera».
L?importanza
del "principio di precauzione" ha convinto anche Davide Baccinelli,
vicesindaco
di Lonato.

Ma sono tanti altri i pericoli indicati dalla Coldiretti e condivisi dai
17 sindaci: l?uso di sementi transgeniche rischia di portare ad una
crescente
uniformità genetica delle colture, «con una pericolosa dipendenza per tutte
le filiere produttive da pochi detentori di brevetti genetici e chimici».

L?Italia e la nostra provincia vantano un variegatissimo e prezioso
patrimonio
alimentare, caratterizzato da una forte identità territoriale, tradizionale
e culturale della produzione agricola: «non si può consentire la perdita
di queste ricchezze, a causa dell'ingegnerizzazione dei prodotti tipici
e naturali e della commistione di geni di diversa origine, che avrebbero
evidenti ripercussioni negative sulle colture».
La difesa della tipicità dei prodotti è essenziale per la nostra
agricoltura,
per la quale di parla sempre di più di «qualità».

L?impegno dei comuni è anche quello di creare un tavolo di intesa tra
produttori,
industrie di trasformazione e di distribuzione del settore alimentare che
abbia come oggetto la difesa dei consumatori; di richiedere all?Unione
Europea
che la Pac sia caratterizzata da una valorizzazione della qualità dei
prodotti
non modificati geneticamente.
«No» alle «soglie di tolleranza» che permetterebbero piccole percentuale
di ogm negli alimenti destinati all?alimentazione umana ed animale.