VERONA. I MOLTI VOLTI DI UNA CITTA' UMILIATA



VERONA. I MOLTI VOLTI DI UNA CITTA' UMILIATA

[GRILLOnews . 09.12.07] Proseguono senza sosta le allucinanti prese di posizione dell'amministrazione comunale di Verona. Stavolta a finire nell'angolo per la bastonata finale è il Premio annuale «Verona Municipio dei Popoli - Enzo Melegari», che da diversi anni veniva consegnato il 10 dicembre, Giornata mondiale dei diritti umani. Ospitiamo di seguito due interventi su questa e altre tematiche di attualità che riguardano la città scaligera e i potenti di turno.

QUALE VERONA?
di Sergio Paronetto

Tanti discorsi centrati solo sulla sicurezza contro gli stranieri, enfatizzati da trasmissioni televisive dove il nostro sindaco è sempre presente, stanno innalzando il conflitto emotivo tra i cittadini, aprendo o alimentando ferite. La vera sicurezza è quella 'umana', globale, relazionale, fondata non solo sulla giusta repressione dell'illegalità ma su un progetto di convivenza radicato nell'intreccio diritti e doveri, su processi di integrazione e di interazione.
É sempre bene ricordare che la legge è uguale per tutti. Spesso a Verona si 
dimenticano le grosse illegalità che producono vera insicurezza. Ad esempio, 
le diffuse violenze in famiglia contro le donne, provocate da parenti, amici 
e conoscenti. Una recente tesi di laurea, citata dal un quotidiano locale, 
osserva che Verona è al sesto posto in Italia per violenze particolarmente 
crudeli in famiglia.
Poca preoccupazione provoca anche la criminalità. Dopo Tangentopoli ancor 
oggi i meccanismi della corruzione coinvolgono politica, affari, burocrazie, 
gruppi riservati. Nel maggio 2005, sono state emesse 19 ordinanze di 
custodia cautelare nei confronti di personalità influenti per bancarotta 
fraudolenta, falsità in bilancio, falso documentale, abuso d'ufficio e 
altro. Dopo l'allarme della Confesercenti, pochissimi evidenziano la 
navigazione di Verona in «mafiopoli»: il 23 ottobre
abbiamo avuto alcuni arresti riguardanti il riciclaggio del denaro sporco, 
il collegamento con cosche mafiose, con narcotrafficanti e con l''ndrangheta 
(cft. quotidiano L'Arena del 24 ottobre 2007). Il procuratore Papalia 
ricorda da tempo l'infiltrazione di capitali di mafia nel tessuto economico 
della città, gli investimenti sospetti o illegali nei grandi appalti, il 
traffico di stupefacenti, il silenzio o la distrazione delle banche, la 
falsificazione dei bilanci societari, gli abusi d'atti d'ufficio, il 
pagamento del pizzo, l'usura.
Recentemente, ad Assisi, mons. Bregantini ha riproposto l'esperienza 
calabrese delle comunità libere, ha rilanciato «percorsi nonviolenti» di 
lotta alla criminalità. É una tematica decisiva anche per Verona. É in gioco 
la civiltà del diritto. Pena il dominio della logica del più forte, del più 
ricco, del più furbo che ci porterebbe o alla rassegnazione (e al cinismo), 
alla rabbia disperata e impotente o alla creazione di facili capri espiatori 
su cui scaricare le nostre paure e il nostro vuoto di socialità, il nostro 
«razzismo sociale». É forte, infatti, la tendenza a trasformare il povero in 
criminale.
L'ha evidenziato l'ultimo editoriale del giornale diocesano «Verona fedele». 
Chi ostenta la foto di Benedetto XVI dietro la sua scrivania ha letto la 
«Deus caritas est» o la «Spe salvi»? Leggerà il messaggio pontificio per la 
Giornata mondiale della pace del primo gennaio 2008 che avrà come titolo 
«Famiglia umana, comunità di pace»? Ha meditato il documento delle 
parrocchie di Borgo Roma dal titolo «Non c'è sicurezza senza comunità»?
Che città sta nascendo? Verona si è ritirata dal Collegamento degli Enti 
locali per la pace, ha eliminato il «Municipio dei popoli», ha abolito il 
premio Enzo Melegari (presidente del Movimento Laici America latina 
scomparso da pochi anni, in onore del quale sono stati premiati Chiara 
Castellani, don Luigi Adami e mons. Bregantini). Anche questa è Verona che è 
stata sede negli anni Ottanta e Novanta del movimento «Beati i costruttori 
di pace»! Anche queste sono le nostre radici! Anche il nostro patrono, San 
Zeno, esprime una forma di «veronesità»: quella che collega direttamente 
Verona a un contesto universale (cattolico), come faranno poi Nicola Mazza, 
Daniele Comboni e tanti altri grandi veronesi dotati di ampio respiro 
culturale e umano.  Alcuni di essi sono stati ricordati qualche giorno fa 
all'Università, a conclusione del ciclo tematico «Dall'Adige al Nilo: la 
passione scorre ancora».
Sergio Paronetto

Verona, 7 dicembre 2007




10 DICEMBRE, TOSI SENZA MEMORIA SUI DIRITTI UMANI

Con nota 967 del 12 novembre 2007, il Sindaco Flavio Tosi ha comunicato che «la Giunta Comunale (seduta dell'8 agosto 2007) ha stabilito di non dare prosecuzione al Premio annuale "Verona Municipio dei Popoli - Enzo Melegari" collegato alla Giornata dei Diritti Umani in occasione del 10 dicembre, anniversario della Dichiarazione ONU». Il premio «Enzo Melegari» veniva consegnato ogni anno il 10 dicembre, con una iniziativa pubblica dell'Amministrazione comunale che coinvolgeva anche le scuole, alla Gran Guardia.
Poche scarne righe, senza motivazione, che mettono la pietra tombale su un'iniziativa 
avviata nel 2003 per ricordare il nostro concittadino Enzo Melegari, 
prematuramente scomparso nel 2002 a 54 anni: primo obiettore di coscienza 
cattolico veronese, volontario nei paesi in via di sviluppo, presidente del 
MLAL (Movimento Laici America Latina), persona di grande spessore umano e 
culturale. Nel 1992 fu lui stesso a ricevere il Premio per la Pace della 
Regione Veneto.
Per tre anni il premio «Enzo Melegari» è stato assegnato a personalità 
veronesi che si sono contraddistinte, non solo a livello cittadino a 
nazionale, per il loro agire nel campo dei diritti umani e della pace: nel 
2004 a Chiara Castellani, volontaria internazionale in Congo e medico 
chirurgo di guerra; nel 2005 a Don Luigi Adami, parroco di San Zeno di 
Colognola ai Colli, impegnato nell'ecumenismo; nel 2006 a Mons. Giancarlo 
Bregantini, vescovo veronese di Locri in prima fila contro la
mafia.

Il Sindaco Tosi ha deciso di chiudere un'esperienza che coinvolgeva le associazioni del volontariato e molti giovani attenti alle tematiche della solidarietà, senza fornire alcuna spiegazione. Non sappiamo se la scelta è stata motivata da criteri economici, per far risparmiare al Comune i 5000 euro del Premio, oppure se la volontà è quella di occultare la memoria di una persona amica della nonviolenza, mite e pacata, ma determinata nelle scelte anche scomode. Nella sua ultima intervista Enzo Melegari diceva che «la salvezza, oggi, non può prescindere dagli esclusi, dalla pietra scartata che diventa angolare». Aveva scelto di favorire il protagonismo degli «esclusi» contro ingiustizie sociali e guerre. É questo che disturba il Sindaco?

Movimento Nonviolento
Pax Christi
Arci di Verona
Rete Radiè Resch
Associazione per la pace
Il Germoglio - Fiori di pace
Collegamento Comunità Cristiane di base
Coordinamento provinciale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani

Verona, 8 dicembre 2007