NUBA: PIOGGE FERMANO COMBATTIMENTI, RISCHIO FAME PER STREMATA POPOLAZIONE



NUBA: PIOGGE FERMANO COMBATTIMENTI, RISCHIO FAME PER STREMATA POPOLAZIONE

Le operazioni militari dell'esercito sudanese nella zona dei monti Nuba
(Sudan centrale, Kordofan meridionale) sono terminate. L'inizio delle
piogge, infatti, ha reso impraticabili le vie di comunicazione, costringendo
Khartoum a bloccare i suoi uomini, circa 5mila effettivi, sulle postazioni
già consolidate. Fonti della MISNA riferiscono che generalmente l'esercito
sudanese preferisce far avanzare le proprie truppe con l'ausilio di mezzi
pesanti o, anche, semplici autoblindi. Con le strade ridotte in fiumi di
fango, però, questa strategia risulta impossibile. Tale situazione potrebbe
durare fino a novembre, quando terminerà la stagione delle piogge.
Sicuramente, comunque, aggiungono le nostre fonti, le precipitazioni non
arresteranno le incursioni aeree dei bombardieri sudanesi. Le piogge,
inoltre, hanno reso particolarmente critica anche l'agibilità delle piste
aeree della zona, utilizzate per il trasporto degli aiuti umanitari. La
sistematica distruzione dei villaggi perpetrata dalle truppe di Khartoum ha
provocato circa 100mila sfollati su una popolazione di quasi 400mila
persone. "Il raccolto dell'anno scorso è già finito - dice alla MISNA padre
Renato Kizito Sesana, missionario comboniano ed ex direttore del mensile
"Nigrizia" - e il prossimo non sarà disponibile prima della fine di ottobre.
Adesso è il momento più drammatico per il rischio fame tra i nuba e faccio
appello a tutte le persone perché diano il loro apporto ad alleviare le
sofferenze di questa martoriata gente". (Per chi volesse aiutare le
popolazioni nuba può farlo attraverso l'organizzazione non governativa
"Amani" - pace in lingua swahili - di cui padre Sesana è presidente. Il ccp
dove versare il proprio contributo è il n.° 37799202, intestato a: ong
"Amani", via Gonin, 8 - 20147 Milano, specificando la causale "monti Nuba".
Per chi volesse ulteriori informazioni sull'ong può collegarsi al sito
www.peacelink.it/amani.html). (GM)