ILVA: le istituzioni tarantine tutelino la salute della gente - rettifica



Il presente, sostituisce il precedente comunicato erroneamente inviato.

Basta polemiche: le istituzioni
tarantine tutelino la salute della gente
invece di attribuirsi meriti che non ci sono

“Uno sforzo congiunto tra Comune e Provincia di Taranto nello studiarsi il piano industriale dell’Ilva e quindi verificare cosa produrrebbe di concreto l’ipotizzato miglioramento delle condizione ambientali. Il tutto mettendo da parte le polemiche e smettendo la corsa a meriti che non esistono, per il semplice fatto che se qualcosa è cambiato negli ultimi anni, sono cambiamenti in negativo”. Il segretario generale della Uil Puglia, Aldo Pugliese “bacchetta” le istituzioni tarantine, che su temi di capitale importanza come la salvaguardia dell’ambiente e la tutela della salute pubblica polemizzano in maniera sterile invece di puntare ad atti (e fatti) concreti.
“Abbiamo già detto con estrema chiarezza  attacca Pugliese  che l’incontro in Regione col vicepresidente della Giunta, Frisullo, è stato un punto di ripartenza, una presa d’atto dell’esistente per cancellare anni di immobilismo. Abbiamo discusso dei 56 milioni di euro per l’Intesa sull’Ilva, ma va precisato che la questione è stata avviata nel 2002 e che subito si doveva portare alla realizzazione di un Accordo di programma sull’Ambiente, con due parti in causa che avrebbero dovuto dare contenuti: l’Ilva da una parte e le Istituzioni, Regione compresa, dall’altro. Di fatto nessun passo avanti è stato fatto finora e neanche un centesimo è stato finora utilizzato. Tanto più che l’Accordo avrebbe dovuto trovare ulteriori risorse a livello di governo centrale. Dunque, per chiamare le cose per nome, quell’intesa è servita solo ad una cosa: a far ritirare la costituzione di pare civile contro l’Ilva da parte del Ministero dell’Ambiente, della Regione, della Provincia e dei Comuni di Taranto e di Statte. Per il resto, tutto è rimasto immutato. Dove sono, perciò, i meriti?”.
Non solo: l’inconcludenza delle istituzioni, secondo la Uil fa il paio con il mancato e sistematico rispetto degli impegni assunti da parte dell’Ilva: “Il Siderurgico non ha fatto nulla per la questione ambientale, tant’è che nel rapporto con l’Ilva la Regione Puglia non ha fatto alcun passo in avanti e non ha mai avviato confronto nel merito del problemi. Del resto, il piano di sviluppo industriale dell’aprile 2003 non è stato mai oggetto di confronto, né sinora per il nuovo piano industriale che l’Ilva ha presentato l’8 luglio scorso si è fatto qualcosa. Compreso lo scorso 22 luglio. La Regione oltre a dover entrare nel merito per dovere e responsabilità istituzionale, è obbligata a verificare le problematiche ambientali e le ricadute del nuovo piano.
Ma finora non ha mosso un dito e non vorremmo che passasse la logica del silenzio-assenso, che in questa materia ha trovato spesso terreno fertile. Senza questo passaggio, non può esserci Accordo di programma. Comune e Provincia che allo stesso modo non sono mai entrati nel merito, dovrebbero dunque spiegare come ci si arriva. Sarebbe poca cosa se attraverso la delibera Cipe lo Stato risarcisse i danni per riqualificare una parte del territorio.(Tamburi, Paolo VI, Statte), per poi lasciare tutto così come è oggi. Se hanno a cuore la qualità della vita oltre a tracciare le opportunità di sviluppo e occupazione e soluzione tese a salvaguardare la salute dovrebbero cercare di mettere da parte le polemiche e darsi da fare”.

                                                                                                    UIL PUGLIA
                                                                        Il Segretario generale
                                                                             Aldo Pugliese)