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(Fwd) NO ALLA COGESTIONE DEI CENTRI DI DETENZIONE
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From: fulvassa@tin.it
Subject: NO ALLA COGESTIONE DEI CENTRI DI DETENZIONE
Date sent: Wed, 13 Sep 2000 16:01:48 +0200
NO ALLA COGESTIONE DEI CENTRI DI DETENZIONE PER STRANIERI
La "Carta dei diritti e dei doveri per il trattenimento della
persona ospitata nei centri di permanenza temporanea", emanata
recentemente dal Ministero dell'interno, ribadisce diritti e doveri che erano giā
dallo scorso anno erano previsti nel regolamento di attuazione del Testo
unico sull'immigrazione, ma puntualmente disattesi dalle prassi fortemnente
discrezionali attuate dalle Questure e dalle Prefetture responsabili della
gestione dei centri.
La analiticitā delle previsioni della " Carta ", se confrontata con il
tenore non meno preciso del regolamento di attuazione, costituisce una
ulteriore riprova degli abusi finora commessi all'interno di queste
strutture detentive.
La attivitā delle associazioni che fin qui si sono convenzionate con le
Prefetture č stata sempre di copertura della negazione dei diritti
fondamentali degli stranieri trattenuti, diritti riconosciuti finora - ma
temiamo anche per il futuro -solo sulla carta.
Dalle associazioni convenzionate non č mai venuta la segnalazione di
soprusi su minori , che peraltro non potevano essere trattenuti nei centri,
di trattenimenti durati oltre i trenta giorni previsti dalla legge,di
violenze subite da donne, di pestaggi di immigrati dopo i tentativi di fuga, di
gravi
omissioni nella messa a norma di sicurezza dei centri e nell'assistenza
sanitaria.
L' esempio del centro Vulpitta di Trapani, chiuso per ordine del
magistrato dopo il rogo a causa del quale perirono sei immigrati - e per il
quale il Prefetto di Trapani, ancora al suo posto, č stato incriminato
per omicidio colposo plurimo - e veramente significativo del ruolo di
copertura che le associazioni convenzionate possono svolgere nella
gestione dei
centri.
La cooperativa che curava all'interno del centro il servizio mensa e la
pulizia, in una nota con la quale si rivendicano i posti di
lavoro "perduti" dopo la chiusura del centro , chiede un incontro al
Prefetto di Trapani, per esprimere " disappunto in merito al
provvedimento di sequestro", affermando che "la struttura č in grado di
accogliere gli extracomunitari grazie anche ai numerosi adeguamenti
effettuati dalla Prefettura per migliorare le condizioni di vivibilitā
del Vulpitta".
Queste affermazioni sono in palese contrasto con quanto emerso in diverse
perizie disposte dall'Autoritā Giudiziaria e costituiscono la sponda per
chi intende operare pressioni indebite sull'operato dei giudici chiamati a
decidere il 20 p.v., in sede di riesame, sull'eventuale dissequestro del
centro trapanese.
I coordinamenti per la pace siciliani hanno risposto con una lettera
aperta inviata ai lavoratori della cooperativa come sia inaccettbile che la
riapertura di un luogo come il Vulpitta possa essere proposta come una
opportunitā di occupazione, ricordando gli episodi di abusi ai quali
hanno assistito all'interno del centro e concludendo che la chiusura
definitiva del Vulpitta e degli altri centri di permanenza temporanea č
un atto
dovuto non solo rispetto alle gravissime e tuttora persistenti carenze
strutturali del centro, ma soprattutto nei confronti di " coloro che sono
sopravvissuti al rogo e che non potranno mai dimenticare, di tutti coloro
che sono stati trattenuti al Vulpitta, e verso tutti quelli che provano per
quanto
avvenuto nel centro rabbia ed indignazione.
I coordinamenti siciliani per la pace, ed il Comitato veritā e giustizia
per il Vulpitta proseguiranno incessantemente la loro opera di
monitoraggio e di denuncia delle illegalitā commesse all'interno dei
centri e
respingono con fermezza ogni ipotesi di convenzionamento che nei fatti si
possa tradurre - come avvenuto a Trapani- nella copertura delle
responsabilitā
istituzionali.
Il convenzionamento nei centri di detenzione amministrativa per stranieri
non deve costituire una occasione di lucro o di privatizzazione di
strutture dove si pratica la restrizione della libertā personale, spesso
in
contrasto con i principi fondamentali riconosciuti a tutti gli uomini, e
non
solo ai cittadini italiani, dalla Costituzione.
Palermo 13 settembre 2000
Fulvio Vassallo Paleologo
ASGI Associazione studi giuridici sull'immigrazione -
Palermo
Tel 0348-3363054
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