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Caro Francesco




Caro Francesco,

ho pensato a te in questa notte di vigilia della tua festa. Tu sei anche il 
Patrono d Italia.

Mi sei venuto in mente perché - non offenderti - qui non sappiamo più che 
pesci pigliare, e visto che tu te la sei cavata con gli uccelli e col lupo, 
magari hai qualche suggerimento anche per i pesci&

Sì, perché qui siamo travolti da ondate sempre più forti di violenza, di 
terrorismo e di guerra. Violenza che genera altra violenza. C è la 
sensazione che le parole non dicano più nulla, che la verità sia l ultima 
cosa che interessa, che l ebbrezza di fare la guerra sia più forte di ogni 
altra emozione.

Altro che umiltà, povertà, semplicità e perfetta letizia&

E prende piede un po anche la rassegnazione.

Non sappiamo che pesci pigliare.

Allora mi rivolgo a te che sei ricordato nel mondo come l uomo della pace. 
Anche la tua Assisi è città simbolo di pace: c è stato qualche anno fa un 
grande incontro di rappresentanti religiosi in preghiera per la Pace e tra 
pochi giorni sarà meta di una grande marcia per la Pace.

Certo, il primo cruccio è proprio per la Chiesa, quella che tu hai voluto 
ricostruire&

Siamo in una situazione dove ci vorrebbe, forse, più coraggio evangelico e 
invece prende piede la più realistica prudenza evangelica . Un po di anni 
fa la Chiesa italiana aveva invitato alla scelta preferenziale per gli 
ultimi& Oggi, agli occhi di chi ci guarda, non appare immediato l 
entusiasmo di veder prendere in mano il Vangelo sine glossa .

Tu sei stato un tipo deciso, hai scelto la povertà e i poveri, la libertà 
da ogni potere e sei stato uomo di pace, per la Chiesa e per il mondo. 
Certo, ti hanno preso per matto, per uno fuori di testa. Ma non ti sei 
lasciato condizionare. Tu hai avuto anche qualche problemino col Papa.

Noi oggi abbiamo, a dire il vero, un Papa coraggioso, che sulla guerra non 
si stanca di ripetere che è avventura senza ritorno . che continua a 
richiamare alla pace come unica via. Certo la sua voce è un po fuori dal 
coro, soprattutto in questi giorni in cui soffiano venti di guerra. Anche 
chi gli sta intorno a volte è tentato di correggere un po le sue posizioni& 
come se avesse paura di prendere sul serio la logica nonviolenta del 
Vangelo. Aiutaci a non perdere il coraggio della fede. Anche se oggi nella 
Chiesa se ne sentono un po di tutti i colori: c è chi dice che tu sarai 
anche un bravo santo, ma non sei adatto a fare il Ministro della Difesa, 
come dire che la guerra& quando ci vuole ci vuole. C è chi è preoccupato se 
i cattolici si mescolano con quanti denunciano, come in occasione del G8, 
le ingiustizie di questo mondo, globallzzato solo nel denaro non nella 
solidarietà e nei diritti umani. Come se i cattolici dovessero restare 
delle persone pie, slegate e non inserite nel contesto reale e faticoso 
delle contraddizioni, vivendo nel mondo .

C è chi, peraltro, ricopre anche gradi militari: abbiamo preti e Vescovi 
con le stellette. E di questi giorni anche la proposta di archiviazione del 
caso di Emanuele Scieri, il paracadutista trovato morto il 16 agosto 1999. 
Speriamo che si faccia luce su questa tragedia avvenuta all interno di una 
caserma, per essere più credibili quando si vuole andare a fare luce su 
tragedie a livello internazionale.

Tu, che sei l uomo della semplicità, aiutaci a non accettare le 
semplificazioni pericolose che oggi rischiano di andare per la maggiore, 
come ad es. dire che "la guerra è contro il terrorismo e si colpiranno solo 
i terroristi, in modo chirurgico senza vittime innocenti". Mi sembra una 
grossa bugia!

I recenti conflitti ci ricordano invece che la maggior parte delle vittime 
sono proprio i civili, oltre il 90%.

Anche per noi oggi c è il rischio di essere presi un po per gente fuori di 
testa se diciamo di essere contro la guerra e contro la violenza. Si 
rischia di essere considerati amici del nemico . "Sei contro la guerra, 
allora sei con i terroristi". E faticoso dire il proprio sdegno e la 
propria condanna di fronte a un criminale attentato terroristico e nello 
stesso tempo sostenere che non si può combattere il terrorismo con la guerra.

Martin Luther King, grande testimone del nostro tempo, diceva "L oscurità 
non ci può far uscire dall oscurità, soltanto la luce può farlo". E stato 
ucciso.

Anche un grande Vescovo, amico dei poveri e amante della Pace, è stato 
preso un po per matto: don Tonino Bello, un tuo grande ammiratore. Sulla 
sua tomba non c è scritto né Vescovo, né Presidente di Pax Christi, solo il 
suo nome e "terziario francescano" Un bel riconoscimento alla tua figura. 
Ma cosa non ne ha sentite anche lui, ai tempi della guerra del Golfo. 
Quante critiche dai giornali, dai politici e anche da alcuni uomini di chiesa&

Ha sofferto molto& Gli è venuta l ulcera, poi degenerata in tumore.

Era lui, con la passione che sempre aveva quando raccontava, a ricordarci - 
andando a Sarajevo nel 92 - il tuo incontro con il sultano Melik el Kamil. 
Erano tempi duri, c erano le crociate, e tu hai voluto compiere un gesto 
folle, disarmato e sei stato accolto con molta simpatia (più dal sultano 
che dai crociati) e hai avuto modo di parlare non solo di Gesù Cristo, ma 
anche della assurdità della guerra,

Si, frate Francesco, ci devi proprio dare una mano.

Oggi siamo un po come quei pescatori di Galilea (li avrai certo incontrati 
di persona in paradiso) che dopo una notte di fatica tornavano con le reti 
vuote, anche loro non avevano saputo pigliare pesci; poi però Qualcuno (che 
tu già conoscevi bene sulla terra e ora puoi incontrare faccia a faccia) ha 
ridato loro speranza e, gettando di nuovo le reti, non sapevano più come 
fare perché di pesci ne avevano presi troppi&

Grazie (piccolo) fratello Francesco !

Pace e bene.

Cesara, 4 ottobre 2001

                                                                 don Renato 
Sacco

                             Consigliere Nazionale di Pax Christi

                                         Parroco di Cesara - Vb

don Renato Sacco
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