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Catena di SanLibero 69



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riccardo orioles <ricc@libero.it>
tanto per abbaiare
9 aprile 2001 - n.69
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Un americano a Roma.
"Alberto, scendiiii! La protesta l'hai fatta, qua ci sono i
giornalisti, c'e' la televisione... Ma ora scendi...". "Banditi! Ce lo
dovrete scrivere, che sso' tutti banditiiii!...". "Va bene, ma scendi!
E' da stamattina alle dieci che sei la' in cima al Colosseo!". "Io da
qua nun me movo! Assassini! Tutti ar gabbio, li voglio! Quinnici
mijoni! Vojo parla' con Dipietro! Vojo parla' con Pertini!".
"Giornale radio. Prosegue la drammatica protesta del giovane che
stamattina s'e' arrampicato in cima al Colosseo e non intende scendere
se prima non ha ottenuto un colloquio col senatore Di Pietro e con
altri esponenti di sua fiducia a merito di una truffa che sosterrebbe
di aver subito. Dalle prime notizie sembra che alla radice delle
escandescenze ci sia una perdita di denaro, quindici milioni circa, che
il giovane aveva investito in titoli della new economy basandosi sulle
analisi di alcuni noti giornalisti economici..."
* * *
Gli amici di Alberto S., diplomato all'Istituto Tecnico per Geometri di
Viterbo e principale esperto di new economy del bar Sport di
Garbatella, lo descrivono con un ragazzo "strano". "Romanista non era.
Laziale nemmeno. Lu stava a ffa' er tifo per sta' squadra strana... a
Gigge', come se chiamava quella cosa che diceva sempre l'Arberto?". "Er
Nasdacche!". "Ecco, er Nasdac! Lui diceva che in America ormai vanno
avanti solo co' quello!". "La corpa e' di quei giornalacci che se stava
a suppa', povero fijo! Er Milanoffinanza, er Ventiquattrore... Ci
leggeva li numeri, e subbito se li giocava". "Armeno 'na piotta ar
gorno... Alla fine, quarche quindici testoni". "Tutto quello che aveva,
poveretto...".
* * *
"Ma che te frega se la Lazio pareggia o fa buca? Ancora stai dappresso
alla schedina come tu' nonno, ancora er tredici aspetti? Ma anvedi
questo: ner dumila, te stai a legge la gazzetta de lo sport come ai
tempi de papa Pio... Tse'! Mo' ve faccio vede' io come se diventa
miliardari, altro che schedina! A buriniii!".
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Benetton senza Toscani. Quattro fighetti sorridenti e senza pensieri,
su un manifesto grande come una piazza. Due sono bianchi e due
(moderatamente) neri.
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Ateismo. Il Dio Po non esiste, era solo una battuta, ha detto Brenno a
Famiglia Cristiana. Per una miscredenza cosi', la tradizione dei Celti
prevedeva l'abbustolimento dentro un cavallo di vimini.
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Dusserdolf. Catturata da un gruppo di nazisti e marchiata con una
svastica sul braccio una ragazzina coreana, di quindici anni.
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Kabul. Il cardinale Biffi propone l'ora di religione (cattolica)
obbligatoria per tutti gli immigrati mussulmani, o almeno per i loro
figli.
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Pasoliniana. Roma. Un giovane di diciannove anni ha picchiato e
malmenato, l'altra notte in via Oppio, un lavoratore bengalese che se
ne tornava a casa. "Dammi i soldi, negro!". L'uomo aveva poche migliaia
di lire e gliele ha date. Una pattuglia di ronda e' intervenuta poco
dopo.
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Cronaca. Roma. Audace colpo dei soliti ignoti. svuotata la cassaforte
nella suite del principe Abdul Aziz Bin salman Al Said, viceministro
del petrolio dell'Arabia Saudita, al Grand Hotel St Regis. Bottino di
valore imprecisato.
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Riflettere. "Ma che strano, evidentemente devono vivere davvero un
momento di grazia tutti gli operai italiani. Per le strade delle nostre
citta' non si sentono piu' gli slogan contro i padroni, neppure contro
la Confindustia, nemica giurata della triplice sindacale. Da sette anni
non e' stato piu' proclamato nessuno sciopero generale; probabilmente
gli stipendi attuali soddisfano pienamente i lavoratori... Si', la loro
bustapaga gli permette di soddisfare ampiamente le esigenze dei bilanci
familiari, visto che sono aumentati considerevolmente in rapporto al
costo della vita. O no?
Devo ammettere che mi mancano quelle manifestazioni che dipingevano le
strade di rosso. Quei cortei di sindacalisti e "intellettuali". Bastava
solo l'annuncio di una cassa integrazione per scatenare tutto questo.
Ora invece tutto e' tranquillo. Non importa se dagli ultimi dati Istat
si scopre che la grande industria ha lienziato circa 18mila dipendenti;
se il calo della disoccupazione e' dovuto in gran parte a occupazione a
tempo determinato o alla presa d'atto che se non ci si crea una sorta
di lavoro autonomo l'alternativa e' passare le giornate al bar...".
Questa lettera e' presa dalla Padania, ma sarebbe bene che ne facessimo
un poster e ce lo attaccassimo di fronte alla scrivania. Nel giro d'una
decina d'anni e con una serie di perfette tecniche "leniniste",
l'autore (i milioni di autori) di questa lettera sono stati abilmente
portati a credere che, per difendere i lavoratori dai "padroni",
bisogna mandare al piu' presto al governo il partito della
Confindustria. Questo lo pagheremo tutti. E continueremo a pagarlo
finche' non scenderemo da cavallo e non cominceremo a rispondere
onestamente a questa lettera.
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Jack wrote (veramente me l'ha scritto parecchi anni fa, quand'era
appena salito la prima volta Berlusconi: ma e' interessante ora proprio
per questo. E' un ex figicciotto, Jack, ma di mestiere si occupa di
economia):
<Caro Riccardo, se prima il mondo era diviso, per dirla con una
battuta, tra lavoratori e padroni, da ora in poi rischia di esserlo tra
speculatori e sottoproletari. Per una serie di cause (a me) non del
tutto chiare, oggi gli investimenti a lungo termine nell'industria non
sono piu' l'asse trainante dello sviluppo e delle accumulazioni delle
ricchezze individuali. (Credo che c'entri in qualche modo la Luna:
mancanza di obiettivi a lungo termine/ calo delle prospettive a lungo
termine/ riduzione ricerca e sviluppo/ affermarsi degli investimenti
speculativi a breve ecc.). Comunque il fatto e' che il sistema
industriale quale lo conosciamo rischia di diventare marginale. Si
forma quindi un blocco sociale di speculatori (a partire dal finanziere
arrivando al bottegaio dell'angolo passando per il costruttore abusivo)
legato al suo interno da vari interessi comuni.  Obiettivi: far saltare
i sistemi di controllo fiscale, disinteresse completo per lo Stato (un
capitalismo vecchio stampo, al contrario, aveva interesse ad una
ferrovia efficiente), mancanza completa di ogni tipo di legame sociale
eccetera. Discorso da approfondire, ma in un altro momento.
Pensierini sparsi: a) un capitalista vecchio stampo ha necessita' di un
orizzonte tranquillo per fare i suoi investimenti a lungo termine; uno
speculatore necessita della confusione continua. b) un capitalista
vecchio stampo ha bisogno di regole certe che delimitino la
concorrenza; uno speculatore vive nell'assenza di regole. c) un
capitalista sente la sua appartenenza ad una classe che ha comuni
interessi, se non altro nel fronteggiare comuni avversari; uno
speculatore e', sempre, un lupo solitario.
A questo blocco si puo' unire quello dei sottoproletari (disoccupati)
interessati quanto gli speculatori alla fine di ogni garanzia sociale
dei lavoratori occupati. Interessati ad una mobilita' che espella i
piu' vecchi e garantiti lavoratori dal processo lavorativo, e li
sostituisca con loro stessi, disposti, per questo, anche a sottostare a
condizioni di lavoro piu' precario.
Credo che questi due blocchi siano l'asse portante della nuova destra,
e credo siano stati il serbatoio di Berlusconi. A tutto si puo'
aggiungere Ambra, il Milan e le televisioni eccetera, ma credo in un
secondo momento.
Conclusione: questo blocco ha un interesse oggettivo a: 1)
deregolarizzare il mercato del lavoro; 2) scasinare l'apparato statale
dei controlli; 3) (quindi) a indebolire il sindacato; 4) (in
definitiva) a metterla in quel posto ai lavoratori dipendenti e
inquadrati.
Il sindacato, come abbiamo detto ieri, si trova oggi nella condizione
di poter fare opposizione seria. Penso che l'unica chance che la
sinistra abbia per non essere travolta e', come abbiamo detto un
milione di volte, seguire gli inglesi. 1) Sindacato unico; 2)
Schieramento abbarbicato a questo.
Ieri sei stato un po' ottimista quando hai detto che la sinistra aveva
incassato la sconfitta senza mettersi a litigare. Credo che tra non
molto cominceranno, e se non l'hanno ancora fatto e' perche' la mazzata
e' stata troppo forte. (Inutile dire, p.s., che la mafia in una
situazione generalmente deregolarizzata ci sguazza a meraviglia.).
In conclusione, la partita che si gioca nel futuro e' una partita di
sapore quasi antico, molto, molto economica (al di la' di tutto). Si
tratta di dar voce politica ai lavoratori dipendenti, di mettere in un
calderone il dirigente industriale e l'operaio appena assunto. Si
tratta di capire che sia l'uno che l'altro hanno in comune interessi
molto piu' forti di quanto non si creda. O la sinistra fa questo
(ammesso che abbia la possibilita' ancora di farlo), oppure ci
ritroveremo con molta tranquillita' in un mondo imperiale con schiavi e
sportule.>
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Rete. Siamo gia' largamente al dopo Napster: sara' distribuita in open
source la versione 2.0 di Gnutella, il principale programma alternativo
per lo scambio di roba in rete. Sara' piu' user friendly, piu semplice
da installare e da usare, e non avra' bisogno - a differenza di Napster
- di un server centrale.
Mentre Napster, infatti, permetteva di scaricare file a partire da un
database centralizzato, Gnutella e' un peer-to-peer reale: il suo
lavoro e' semplicemente di mettere in contatto gli utenti fra loro,
senza controlli di nessun tipo, lasciando che ciascuno si gestisca i
contatti come meglio crede.
Sia Napster che Gnutella sono nati e si sono affermati sullo scambio
dei file musicali: toccando interessi grossissimi, che hanno portato al
riassorbimento di Napster nell'ambito dell'oligopolio
dell'enterteinment. Tecnicamente, pero', entrambi i programmi (e i
numerosi altri minori che si sono sviluppati in questi mesi) sono
adatti a condividere *qualunque* tipo di file: l'unico limite e' dato
dalle dimensioni quantitative che rendono ancora abbastanza lento (non
impossibile) per gli home computer attuali lo scambio di multimedia
pesanti come i film. Il concetto, pero', e' che qualunque cosa, purche'
sia in rete, puo' essere condivisa fra un numero ilimitato di persone.
L'avvenire del peer-to-peer quindi non e' affatto limitato alla musica,
ed anzi e' probabile che le azioni legali delle major discografiche,
rallentandone lo sviluppo in questo settore, ne abbiano parallelamente
liberato le potenzialita' in tutti gli altri.
In America, ad esempio, molti medici e ricercatori cominciano a
chiedere il peer-to-peer nell'ambito della ricerca medica. Una formale
petizione e' stata sottoscritta in questo senso da migliaia di
scienziati di piu' di cento paesi, con l'obiettivo di arrivare al piu'
presto a una Public Library - gratuita - di tutte le cognizioni
specialistiche nelel varie branche. Un'iniziativa del genere, se fosse
portata a termine (e non e' detto che non ci riesca: la classe medica
americana, dal punto di vista lobbystico, non e' un soggetto proprio
irrilevante) avrebbe l'effetto di una bomba. Nel campo della ricerca
scientifica (e medica in particolare), infatti, proprio in questo
periodo sta entrando in crisi il tradizionale meccanismo di
condivisione delle cognizioni basato sul filtro da parte delle riviste
specializzate (Lancet, per esempio) e sulla diffusione gratuita di
tutte le nuove conoscenze che possono dare adito ad ulteriori ricerche.
Questo meccanismo funziona da circa duecento anni e ha incontrato
finore l'unico limite del segreto militare (o pseudo-militare: il
complesso militare-industriale di cui parlava Eisenhower da tempo e' il
principale committente della ricerca). Almeno su un piano formale,
questo meccanismo ha finora garantito alla comunita' scientifica una
netta distinzione fra liberta' della scienza e meccanismi finanziari.
Da alcuni mesi a questa parte, pero', si sono moltiplicati i casi di
"pubblicazione condizionata", in cui i risultati degli studi vengono
messi a disposizione solo parzialmente, mentre ingenti somme vengono
richieste per l'accesso ai pattern delle ricerche piu' importanti. Gli
ultimi clamorosi episodi - alcuni parlano di malcostume scientifico,
altri di adeguamento alle leggi di mercato - riguardano proprio il
settore piu' innovativo e trainante, la ricerca genetica applicata.
Tutto cio' ha sollevato un notevole malcontento nella comunita'
scientifica, e - per la prima volta - un sentimento diffuso di
diffidenza verso il meccanismo delle riviste, fin qui considerato a
volte "baronale" ma sostanzialmente onesto. In questo clima - gli
scienziati si rendono lucidamente conto che in gioco non c'e' niente di
meno che l'avvenire della ricerca scientifica - l'"ideologia" del peer-
to-peer ha trovato il terreno pronto.
Da un punto di vista culturale (ma anche, in moltissimi casi,
tecnologico) l'avvento dell'internet ha radici nel mondo accademico,
non in quello industriale. L'industria ha prodotto l'hardware, ma
l'approccio mentale (Unix, le Bbs, lo sharing, Arpanet, l'internet, il
concetto finale di un mondo in rete) e' nato e si e' sviluppato quasi
interamente al di fuori dell'industria ed e' forse l'ultimo dono
dell'Occidente umanistico al mondo. L'internet e' fiorentino, nella sua
essenza, non texano. E man mano che il Texas porta avanti il suo
assedio, sempre piu' pervasivo, all'Accademia, quest'ultima si difende
facendo appello ai suoi valori piu' intimi - la liberta' della scienza,
la comunita' scientifica, la ricerca - e proiettandosi in avanti.
Non credo che leggerete moltissimo, nei prossimi mesi, su questo
argomento. Gli interessi che il peer-to-peer di alto livello mette in
discussione non sono cosi' materiali, nell'immediato, come i profitti
delle major discografiche; destano meno scalpore e si difendono piu'
dietro le quinte che con le campagne di stampa.
Gli interessi di lungo periodo sono tuttavia tanto fondamentali, che
non e' azzadato dire che questa nuova fase del peer-to-peer ha
un'importanza paragonabile, nella complessiva storia degli esseri
umani, a quella dell'avvento dell'internet. Quest'ultimo, anzi, forse
sta cominciando soltanto ora.
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Reti. Accanto a Gnutella 2.0, si sta sviluppando un secondo progetto -
Gnutella Power - che puo' avere conseguenze quasi altrettanto
importanti. Si tratta semplicemente di un plugin che semplifica e rende
possibile a qualunque home computer la distribuzione dei calcoli in
rete. Abbiamo parlato altre volte del progetto Seti@Home, che conta
ormai decine di migliaia di partecipanti e che consiste nell'utilizzo
comune dei "tempi morti" del computer per processare frazioni di
calcoli complessi relativi all'esplorazione spaziale.
Con Gnutella Power, semplicemente, questo meccanismo e' determinabile
dall'utente e allargabile a qualsiasi campo della conoscenza. Ricerca
medica, monitoraggio ecologicco, elaborazione di banche-dati
planetarie: elaborazioni costosissime e complesse, affrontabili fin qui
solo con grossi mainframe e risorse finanziarie sproporzionate, saranno
adesso a disposizione di comunita' internazionali di utenti.
E' facile immaginare che per i primi tempi un meccanismo del genere si
focalizzera' principalmente su obiettivi scientifici e umanitari. Ma
non e'affatto escluso che, col tempo, esso riesca a determinare anche
delle fasce di utenti dai confini molto piu' articolati (tutti coloro
che vogliono organizzare concerti rock; tutti coloro che vogliono
sperimentare nuove forme di tempo libero fra i 16 e i 18 anni; tutti
coloro che vogliono porre un'alternativa all'attuale governo
thailandese; tutti coloro che vogliono porre un'alternativa al motore a
scoppio basato sulla benzina...) e tali da porsi pesantemente in
concorrenza coi meccanismi consolidati e concreti della politica
(forse) e dell'economia (sicuramente).
L'internet di domani, in altre parole (domani qui vuol dire: entro due
anni) sara' un internet molto piu' condividente e molto piu' attivo
dell'internet attuale. Continueranno a esistere i giocarelli piu' o
meno parassitari delle corporation, ma dovranno fare i conti con un
robusto strato di utenti maturi, collegati fra loro e in grado
tecnologicamente di imporre molti dei loro contenuti. Contenuti degli
Human Beings, non delle dot com.
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Ragazzi. Indifferenti alla politica, ma non ai problemi del mondo.
Ottantotto adolescenti su cento, secondo un sondaggio svolto in Francia
dall'Ipsos su un campione di cinquecento ragazzi ai tredici ai
diciassette anni, sono "seriamente preoccupati" dalla diffusione
dell'Aids.
Seguono, tra i soggetti di attenzione degli adolescenti francesi, la
miseria degli emarginati (86 per cento), la fame nel mondo (85 per
cento), l'insicurezza urbana (81 per cento), la droga 81 per cento), la
disoccupazione (79 per cento) e la difesa dell'ambiente (79 per cento).
Meno coinvolgenti altri argomenti, probabilmente piu' "montati" dai
media, come i pericoli dell'immigrazione (solo meta' dei ragazzi la
considera un problema importante) e la costruzione dell'Europa (che
interessa solo un ragazzo su tre).
Tutti questi fuochi d'interesse hanno tuttavia un aspetto in comune:
nessuno di essi, secondo il modo di pensare dei ragazzi interpellati,
ha molto a che vedere con la politica come si pratica in Francia. A
diciassette anni, la politica istituzionale e' "molto importante" per
un ragazzo su dieci, e' "abbastanza importante" per altri tre ed e'
pochissimo o per niente importante per sei ragazzi su dieci.
Alla luce di questi dati, acquista una sua logica il panorama emerso
dalle ultime elezioni, col loro strano mix di "maturita'" istituzionale
(disponibilita' al cambiamento nelle grandi citta', emarginazione dei
razzisti, sostegno alla rassicurante destra "provinciale") e di
astensionismo di massa. A Parigi, un sindaco gay e socialista. A
Tolosa, successo di francesi e algerini che a partire da un gruppo rap
(gli Zebda) fonda il movimento politico piu' innovativo del paese, i
Motiv-e-es. Ma, nel complesso della Francia, il trentanove per cento di
astenuti: in gran parte ragazzi.
Quest'ultimo dato, probabilmente, e' ormai da attribuirsi a una cultura
generazionale, e modifica sensibilmente le prospettive profonde della
sinistra francese. Per la quale non si tratta piu', infatti, di
riportare al voto un elettorato politicizzato ma "deluso" ma di
portarci per la prima volta un elettorato culturalmente maturo ma
completamente privo di ogni precedente esperienza di proiezione
politica del proprio stile di vita.
Implicitamente, questo significa che l'obiettivo della sinistra (o
comunque si voglia definire la frazione "progressista" del mondo
istituzionale) non e' piu' tanto quello di promuovere "una" politica,
quanto quello di promuovere "la" politica in generale, fidando sul
fatto che, per le nuove generazioni, i contenuti culturali che
andrebbero a riempirla sono gia' largamente progressisti in se stessi.
In Italia, le ultime rilevazioni Istat danno un tasso di disaffezione
alla politica, fra gli studenti, del sessantacinque per cento: una
cifra sorprendentemente simile a quella francese. E problemi di fondo
analoghi, probabilmente, nonostante le drammatiche differenze nel gioco
della politica "ufficiale".
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Classifica. Le cinquanta parole piu' cercate su Lycos in Italia a
marzo. 1) Sesso; 2) Foto; 3) Gratis; 4) Suonerie; 5) Gay; 6) Mp3;
7) Chat; 8) Dragon Ball; 9) Download; 10) Video; 11) Nokia; 12) Roma;
13) Lavoro; 14) Milano; 15) Giochi; 16) Hotel; 17) Loghi; 18) Annunci;
19) Software; 20) Racconti; 21) Auto; 22) Legge; 23) Italia; 24) CD;
25) Testi; 26) 2001; 27) SMS; 28) Cellulari; 29) Hentai; 30) Mappe;
31) Storia; 32) Musica; 33) Acquisti; 34) Canzoni; 35) Carnevale;
36) Manga; 37) Calcio; 38) Amore; 39) Internet; 40) Driver; 41) Piedi;
42) Midi; 43) Cartoline; 44) Incontri; 45) Casa; 46) Web Cam;
47) Gazzetta; 48) Corsi; 49) Moto; 50) Scuola.
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Differenza fra Veneto e Nordest. Il Veneto andava in Argentina, il
Nordest a Singapore.
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Una donna di silicone, utilizzabile sessualmente, costa da due a venti
milioni completa di biancheria intima, di rosa di plastica (per il
corteggiamento) e di accessori vari. E' l'erede della vecchia bambola
gonfiabile, che pero' aveva l'inconveniente di non poter essere
torturata (a scopo erotico) con la sigaretta.
(Credo che una ragazzina a Tijiuana o Bagkook, pero', costi meno di
venti milioni. Interessanti interrogativi sulle leggi economiche che
regolano il mercato delle donne, vere o di plastica, il cui ruolo nel
mondo - al di fuori di pochi luoghi privilegiati - tende sempre di piu'
ad amalgamarsi).
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Lettera ai giornali. "Ho saputo che il Centro territoriale permanente
di Torino ha proposto di iniziare una fattiva collaborazione fra
carceri e scuola. In pratica, gli alunni delle scuole superiori della
citta' si incontreranno con squadre di detenuti, in un torneo di
calcio, presso il carcere delle Vallette. Cosi' i nostri ragazzi
potranno apprendere le tecniche e il modo di comportarsi di coloro che,
dopo erssersi comportati da delinquenti, vivono gratis in quel grande
albergo che e' il carcere delle Vallette" (lettera firmata).
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Bossi, 10 gennaio 1995: "Questo partito e' messo in piedi da una banda
di persone che lo controllano nascosti dietro paraventi, non rispettano
le regole della Costituzione, chiamano golpista il Presidente della
Repubblica, svuotano di potere il Parlamento e vogliono fare un
esecutivo senza nessun controllo superiore. Inoltre usano le
televisioni, che sono strumenti politici messi insieme da Berlusconi
quando era nella P2, secondo il progetto di Gelli".
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Bambini 1. Sono circa duecentocinquanta milioni i bambini-lavoratori
fra i cinque e i quattordici anni. Circa un quarto di loro lo fa in
condizioni insalubri o pericolose che mettono significativamente a
rischio le loro vite
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Bambini 2. Secondo i rapporti di Telefono Azzurro, Cgil ed Eurispes,
l'Italia e' il paese industrializzato con la piu' alta percentuale di
lavoro minorile. Il fenomeno e' particolarmente notevole nel Nord-est e
al Sud, dove quasi un terzo dei bambini fra i dieci e i quattordici
anni svolge atttivita' lavorative rimunerate.
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Bambini 3. La somma dei patrimoni delle duecento persone piu' ricche
del mondo ammontava alla fine del 1999 a mille miliardi di dollari.
Alla stessa data, il reddito complessivo della popolazione dei
quarantatre' paesi meno sviluppati era di centoquarantasei miliardi di
dollari. Due miliardi di persone non hanno accesso a cure sanitarie di
alcun genere. Nel 2010 la mortalita' infantile sotto i cinque anni
aumentera' dunque, secondo il trend attuale, del settantacinque per
cento in quasi tutti i paesi del Terzo mondo.
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Siccome non possono assolutamente permettersi che la gente continui a
occuparsi di politica, allora hanno fatto in modo di rendere la
politica una cosa pallosa e poco attraente.
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Riepilogo I

A vent'anni credevo in molte cose
e avevo molti amici.
E quando hanno alzato le barricate
per le strade e all'universita'
anch'io ho aiutato a costruirle
ed ho lottato per un giorno intero
a colpi di selciato, il fazzoletto
premuto in bocca contro i lacrimogeni.
Poi sono stato dentro per un mese
ma non mi hanno fatto niente
e quando sono uscito mi hanno detto.
di comportarmi bene in avvenire.
Dopo, ho studiato, ho dato molti esami,
son diventato adulto
la macchina la casa la televisione
la gente che ti chiama ingegnere.
  * * *
Io sono un uomo solido, quadrato,
eppure una volta ho fatto la rivoluzione
(molto tempo fa).
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Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente
per liberarsene, basta scrivere a ricc@libero.it -- Fa' girare.
"A che serve vivere, se non c'e' il coraggio di lottare?" (Giuseppe
Fava)
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