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festa delle armi, non della Repubblica



From: "Enrico Peyretti" <peyretti@tiscalinet.it>
Onorevole Carlo Azeglio Ciampi
Presidente della Repubblica
Palazzo del Quirinale, 00186 Roma

Signor Presidente,
col diritto e dovere di libera parola di ogni cittadino, Le dico: la parata
militare per la Festa della Repubblica è un perfetto non-senso e un errore
sostanziale.
La Repubblica non nacque con le armi militari che uccidono, ma col voto,
arma nonviolenta dei cittadini. Il 2 giugno è la festa della sovranità
popolare, non assolutamente dell'esercito.
Si potrebbe capire l'esibizione delle armi nella Festa della Liberazione,
perché la Resistenza fu anche lotta armata, oltre che resistenza morale,
civile, esistenziale, nonviolenta (aspetti che la riflessione storica va
scoprendo e valorizzando), e fu l'unica guerra "giusta" (se mai è possibile
una guerra giusta!) della storia italiana.
Festeggiare il 2 giugno con l'esibizionismo militare è come erigere a
simbolo della Patria il fucile invece del lavoro, della costruzione civile,
della cultura, del libero dibattito, dell'urna elettorale, che sono i suoi
veri simboli positivi.
L'identificazione di un popolo libero nell'esercito è vecchia falsità
retorica, degna di uno stato assoluto, non di una democrazia, ed è triste
segnale di povertà civile.
Le armi sono, al massimo, fin quando ci si rassegna a questo livello
primitivo di umanità, una triste necessità, da nascondere, come facciamo
delle nostre più basse necessità, e non da mostrare. Non possono certamente
essere il volto festivo e gioioso della Patria, come invece assurdamente
vuol fare l'esibizione militare.
La prego e La invito, nel mio dovere e diritto di libero cittadino pensante
e responsabile, di riflettere, nella Sua responsabilità di garante della
Costituzione democratica e pacifica, su questo spettacolo gravemente
improprio e triste, oltre che spreco di risorse umane ed economiche, che sta
per compiersi a Roma alla Sua presenza.
Con tenace fiducia e rispetto

       Enrico Peyretti
        peyretti@tiscalinet.it

P. S. - Le ho già scritto su questi temi il 21 febbraio scorso, con risposta
evasiva, non protocollata, a firma illeggibile del Suo Segretario Generale,
in data 31 marzo.