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Lettera aperta al Ministro degli Esteri Giulio Terzi sull'attentato al giornalista dell'ANSA Claudio Accogli



Lettera aperta al Ministro degli Esteri Giulio Terzi

E per conoscenza all'Ansa

Oggetto: attentato al giornalista dell'ANSA Claudio Accogli
 
Signor Ministro,
siamo rimasti colpiti come lei dalla notizia dell'attentato in Siria all'inviato 
dell'ANSA Claudio Accogli.

L'auto sulla quale viaggiava è stata oggetto di quello che lei giustamente definisce un 
"vile attentato".
In quell'attentato, nel quale miracolosamente l'inviato dell'Ansa è rimasto illeso, è 
stato ucciso un poliziotto siriano, mentre altri tre sono rimasti feriti. A uno sono 
state amputate le gambe.

Questo episodio ci sembra la evidente dimostrazione che non è vera la descrizione di una 
guerra civile in cui ad attaccare siano solo le forze del regime e che gli insorti usino 
le armi unicamente per proteggere la popolazione.

Questo attentato ha messo a rischio di vita un nostro connazionale e ci attendevamo una 
ferma protesta contro i responsabili.

Il Corriere della Sera specifica che a Daraa, lì dove è transitata l'auto dell'inviato 
dell'Ansa, "la situazione è di alta tensione, con alcune strade presidiate dalle forze 
militari siriane nelle quali non è possibile transitare perchè sotto il tiro dei cecchini 
ribelli". (1)
Invece apprendiamo che Lei "ha chiesto che venga subito attivata la delegazione 
dell'Unione Europea a Damasco, per una ferma protesta presso le Autorità siriane, cui 
spetta la responsabilità di garantire la piena sicurezza ed incolumità anche dei 
giornalisti presenti nel Paese". (2) 

La Sua dichiarazione rischia di apparire paradossale considerato che  le forze di 
sicurezza siriane, per proteggere il giornalista hanno sacrificato i poliziotti della 
scorta. Quali altre misure possono essere prese quando vengono piazzati ordigni ai bordi 
delle strade con lo scopo di provocare stragi?

Crediamo che questi attentati gettino una fosca luce su chi li compie e che il governo 
italiano dovrebbe prendere le distanze da quegli insorti armati che mettono a repentaglio 
la vita dei  giornalisti e acuiscono tensioni e violenze in una nazione che invece 
avrebbe bisogno di ridurre la violenza e di tutelare la vita e l'incolumità di tutti.

Le chiediamo pertanto - così come ha espresso una netta condanna delle violazioni dei 
diritti umani compiute dal regime - di esprimere una inequivocabile condanna presso 
quell'opposizione siriana che sostiene la lotta armata.  

Auspichiamo certamente che, anche con la collaborazione del Suo Ministero, la 
magistratura italiana  indaghi e faccia la massima chiarezza su mandanti ed esecutori di 
questo vile attentato contro un nostro connazionale.

Ma soprattutto auspichiamo che la politica del Governo Italiano punti a valorizzare e 
sostenere quella parte della società civile siriana che sta  cercando soluzioni pacifiche 
al conflitto, per una riconciliazione dal basso (come il movimento nonviolento 
Mussalaha), convinti che il nostro paese non possa far mancare il suo importante 
contributo per agevolare soluzioni pacifiche e diplomatiche.

 
(1) 
http://www.corriere.it/esteri/12_giugno_20/siria-attentato-giornalista-ansa_a7ec659a-bac3-11e1-9945-4e6ccb7afcb5.shtml
(2) 
http://www.esteri.it/MAE/IT/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Approfondimenti/2012/06/20120620_AttentatoANSA.htm
e anche 
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2012/06/10/Siria-osservatori-83-civili-uccisi-ieri-forze-sicurezza-_7011327.html
 
Per l'Associazione PeaceLink

Alessandro Marescotti
Presidente
http://www.peacelink.it

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