Cosa sta facendo la Regione Puglia sui porti a rischio nucleare?



Al Presidente della Regione e agli assessori in indirizzo

Un anno fa a Taranto abbiamo organizzato molte iniziative sui porti a rischio nucleare a cui vi abbiamo invitato cercando di collaborare per avviare iniziative concrete.

Vi abbiamo fornito tutte le informazioni necessarie per esser efficaci, a partire dalla richiesta dei piani di emergenza nucleare (come da Decreto Legislativo 230/95) e dalla messa in mora di tutte le entità della P.A. che non avessero ottemperato ai loro obblighi di legge.

Avevamo grande speranza nelle novità che emergevano e che potevano creare un tandem fra la Puglia e la Sardegna nel far allontanare i sottomarini nucleari dai nostri mari.

Ad un anno di distanza tutto il movimento eco-pacifista tarantino che avevamo con grande fatica messo in campo è ora schierato in difensiva per scongiurare il rigassificatore che alcuni esponenti della Regione Puglia caldeggiano. Fra poche ore una nostra delegazione parteciperà alla manifestazione sui rigassificatori di fronte a Palazzo Chigi. Ancora aspettiamo una convocazione del Presidente della Regione. Paradossalmente ci è stato più facile intessere un dialogo con la segreteria del Ministro dell'Ambiente che con quella del Presidente della Regione Puglia.

Il forte rapporto di fiducia, l'entusiasmo e il trasporto istintivo di simpatia verso la Regione si è via via allentato.

Spero vi rendiate conto del danno enorme che si è provocato.

Riceverete assieme a questa e-mail anche un messaggio che segnala una attività in corso in altre regioni sulla questione dei porti a rischio nucleare. Precisamente è un messaggio della Tavola della Pace del Friuli Venezia Giulia in cui viene sollevano (anche lì) il problema della sovrapposizione del transito nucleare e di quello delle metaniere collegato al rigassificatore.

Vorrei conoscere cosa ha fatto fino ad ora la Regione Puglia su questo problema che tocca Taranto e Brindisi. Mi interesserebbe anche sapere se avete dato disposizione ai tecnici della Regione di affrontare il problema della compatibilità fra rischio nucleare e rischio rigassificatore nell'ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale da tempo avviata per Taranto.

Cordiali saluti

Alessandro Marescotti
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