Comunicato stampa: "Annullamento dell'atto del Presidente della Provincia sul rigassificatore"



Comunicato stampa

All'Assessore alla Trasparenza della Provincia di Taranto
All'Assessore alla Trasparenza della Regione Puglia

e per conoscenza

Al Presidente della Regione Puglia
All'Assessore all'Ambiente della Regione Puglia
Al Ministro dell'Ambiente
Al Presidente della Provincia di Taranto




Abbiamo esaminato la documentazione relativa al processo autorizzativo del rigassificatore messa a disposizione dell'assessore alla Trasparenza della Provincia di Taranto Pietro Giacovelli e richiesta da PeaceLink con apposita istanza dell'11 agosto 2006.

Incrociando le informazioni ricevute con quelle in nostro possesso emerge una gestione non conforme alla lettera e allo spirito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che è stato concepita dal legislatore per favorire la più ampia informazione e partecipazione dei cittadini.

Intendiamo informare con questo comunicato sia gli assessori alla Trasparenza sia la popolazione di quanto è avvenuto alla luce del carteggio a cui abbiamo avuto accesso. E attendiamo un intervento riparatore della Provincia e della Regione per annullare le risultanze di una procedura anomala, caratterizzata da gravi limiti democratici e viziata da evidenti stravolgimenti della Valutazione di Impatto Ambientale.

Tutto inizia il 14 marzo 2006 quando il dottor Luca Limongelli, dirigente del Settore Ecologia della Regione Puglia, invia al Comune e alla Provincia di Taranto una lettera in cui "si invitano codeste Amministrazioni ad esprimere il parere in merito all'intervento proposto", informando che la Gas Natural ha inviato all'assessorato all'ambiente della Regione Puglia gli elaborati concernenti il rigassificatore "al fine di ottenere la pronuncia di compatibilità ambientale".

Il 29 marzo 2006 l'ingegnere Domenico Lovascio, funzionario tecnico del Servizio Ecologia e Ambiente della Provincia di Taranto invia all'attenzione del Comitato Tecnico Provinciale una relazione abbastanza critica sullo studio di Impatto Ambientale.

Il 7 aprile 2006 il Comitato Tecnico Provinciale si riunisce e avanza altre ulteriori critiche e richieste di integrazione. Si punta l'attenzione sulle questioni relative alla sicurezza e alle "problematiche discendenti dalle collisioni" alle navi metaniere. Viene sottolineato che "non è opportunamente affrontato il problema della necessità di interdizioni alla navigazione di aerei nei pressi dell'impianto". E' sollevato il problema della "emissione in atmosfera di notevoli quantità di ossidi, monossidi, anidridi" nonché dell'impatto sull'ecosistema marino di grandi quantità di acqua clorata. Si invita inoltre a riflettere su "l'opportunità della localizzazione dell'impianto in una zona già interessata da notevole numero di stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti ai sensi dell'art. 15 comma 4 del D.Lsg 17/08/99 n. 334 e ricomprese nell'elenco redatto dal Servizio Rischio Industriale del Ministero dell'Ambiente" e si sollevano dubbi su "l'opportunità della localizzazione in un'area definita di grande crisi ambientale".

Il 18 aprile 2006 tutto ciò viene inviato ai vari enti coinvolti nella Valutazione di Impatto ambientale e in particolare all'Assessorato all'Ecologia della Regione Puglia in risposta alla richiesta del 14 marzo 2006.

Il 20 aprile 2006 si svolge in Provincia la "procedura di ascolto e concertazione" relativa al PEAR (Piano Energetico Ambientale della Regione). Alcune associazioni ambientaliste denunciano pubblicamente di non essere state informate circa lo Studio di Impatto Ambientale e di non  disporre del relativo CD-ROM.
Il Presidente della Provincia presenta la posizione della sua Amministrazione come un "sì condizionato" al rigassificatore forzando la relazione del Comitato Tecnico Provinciale, forte del fatto che nessuno la conosceva nel dettaglio. Florido infatti cita il parere del comitato tecnico che - a suo dire - suffragherebbe tale "sì condizionato". In realtà dal Comitato Tecnico Provinciale non giungono dei sì ma, sostanzialmente, dei no espressi nella forma di osservazioni gravemente critiche.

L'8 luglio 2006 il Comitato contro il rigassificatore di Taranto invia a tutti gli enti preposti alla Valutazione di Impatto Ambientale una dettagliata relazione tecnico-giuridica di 17 pagine con precise osservazioni relative allo Studio di Impatto Ambientale presentato dalla Gas Natural. Lo riceve anche il Presidente della Provincia di Taranto, che nel frattempo era in possesso anche del documento di 10 pagine con le osservazioni di Legambiente.

Il 20 luglio 2006 il Comitato Tecnico Provinciale si riunisce nuovamente cambiando completamente rotta rispetto alla riunione del 7 aprile. I precedenti dubbi e le critiche espresse nella precedente seduta - alla luce della documentazione inviata dalla Medea (ossia dalla Gas Natural) - vengono accantonati e sostituiti da un parere favorevole in cui non si fa alcuna menzione delle osservazioni inviate dalle associazioni ambientaliste.

In nessun verbale si evince che la Provincia abbia ricevuto, letto e discusso ben 27 pagine di osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale inviate dalle associazioni che hanno elaborato osservazioni ai sensi di legge.
I casi sono due: o il Presidente della Provincia non ha comunicato tale documentazione al Comitato Tecnico Provinciale o quest'ultimo non preso in considerazione la documentazione venendo meno ad un suo compito.

Le uniche osservazioni che il Comitato Tecnico Provinciale avanza sono condensate in quattro righe (per un totale di 35 parole) basate su blande prescrizioni cautelative relative ai fanghi da dragare. Se ad aprile il sito per il rigassificatore era posto sotto critica dopo tre mesi invece  - alla luce della marcia indietro del Comitato Tecnico Provinciale - il sito è idoneo. E così non vengono più avanzate neppure le altre precedenti riserve. La Gas Natural è così convincente nella sua azione persuasiva che Taranto non è più menzionata - come era avvenuto a marzo - quale città a forte rischio di crisi ambientale, sebbene così sia ufficialmente definita per legge.

Per inciso: sappiamo che all'ultima riunione del Comitato Tecnico Provinciale tre componenti su sette erano assenti. Ciò la dice lunga.

Il 21 luglio 2006 il Presidente della Provincia Gianni Florido e il dirigente del Settore Ecologia Luigi Romandini, forti di questa conversione ad U del Comitato Tecnico Provinciale, inviano alla Medea (ossia alla Gas Natural) e a tutti gli enti coinvolti nella Valutazione di Impatto Ambientale il parere favorevole della Provincia di Taranto in merito al rigassificatore.

Il 25 luglio 2006 il Presidente della Provincia, dimentico di aver dato già parere favorevole, pubblicamente garantiva il coinvolgimento della cittadinanza e delle associazioni nella procedura relativa al rigassificatore.
In quella data lo stesso Commissario Prefettizio del Comune di Taranto, Tommaso Blonda, ha espresso la volontà di aprire un dibattito tra la cittadinanza e l'ente comune prima di assumere decisioni in merito

Vale la pena ricordare che il 28 maggio 2002 il consiglio comunale si espresse all’unanimità contro il  progetto di rigassificatore (presentato dall’Enel) e che la Provincia (giunta Florido), il 30 settembre 2004, aveva espresso nell'unica riunione della Conferenza dei servizi sino ad ora tenutasi presso il Ministero della Attività Produttive, parere negativo rispetto al progetto di rigassificatore della Gas Natural.
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Tornando al parere favorevole al rigassificatore espresso dal Presidente della Provincia in data 21 luglio 2006, si nota che  delle più radicali critiche espresse dal Comitato Tecnico Provinciale del 7 aprile 2006 non rimane traccia. Ad esempio sparisce la prescrizione del divieto di sorvolo da parte di aerei nell'area del rigassificatore. Che possa cadere un aereo civile o militare sul rigassificatore o su una metaniera è questione che la Provincia non ritiene più degna di considerazione.
Il parere favorevole si basa sul "dispositivo autorizzatorio della Direzione Interregionale dei Vigili del Fuoco del 24.8.2005 relativo alla sicurezza dell'impianto ai sensi della Direttiva "Seveso II" (D.Lgs 334/99), condiviso in termini di contenuti e conclusioni prescrittive". Va osservato che la Seveso II prevede la massima pubblicità della procedura di individuazione e gestione del rischio di incidenti rilevanti, nonché della partecipazione della cittadinanza a tale procedura. Invece che accade? Il "dispositivo autorizzatorio" citato dal Presidente della Provincia non è assolutamente noto alla cittadinanza, non è sul sito Internet della Provincia o della Regione. Chi lo conosce?
Il parere favorevole della Provincia di Taranto poggia inoltre su documentazione da noi non conosciuta e fornita dalla Gas Natural per il tramite della Medea. Lì ci sono i chiarimenti e le precisazioni che producono il portentoso effetto di far cambiare idea al Comitato Tecnico e alla Provincia.
Che cosa ci sia scritto è un vero mistero.
Il fatto che non siano prese in considerazione le osservazioni formulate dalle associazioni e da un sindacato come la Uil nell'ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale solleva un grave problema: rivelano che le informazioni inviate dalla Gas Natural vengono esaminate e quelle dei cittadini e delle loro organizzazioni no. Tutto questo è anomalo in quanto ha posto la multinazionale del rigassificatore in condizioni di indebito vantaggio rispetto a chi invece aveva segnalato - ai sensi della legge sulla Valutazione di Impatto Ambientale - osservazioni critiche da esaminare. Se si esamina solo la documentazione della Gas Natural e non quella dei cittadini che ne criticano il progetto si compie una violazione delle più elementari regole procedurali.
L'unico interlocutore della Provincia è la Medea - Gas Natural.
Questo privilegio concesso alla Gas Natural ha cancellato ogni equidistanza della Provincia che si è rivelata a priori dalla parte del progetto presentato dalla Gas Natural. Ciò è sufficiente per annullare la decisione del Presidente della Provincia per un grave vizio procedurale ed evidenzia l'assoluta necessità di sottoporre la procedura ad una pluralità di soggetti che ne garantiscano la correttezza.

Ciò è aggravato dal fatto che non è stato rispettato lo stesso Statuto della Provincia di Taranto nel quale (art.1 comma 2) si sancisce: "La Provincia promuove la partecipazione dei cittadini, delle organizzazioni sociali e di volontariato alle scelte fondamentali dell'Ente e assicura la possibilità di accesso all'informazione e ai procedimenti amministrativi secondo le norme dello Statuto e dei regolamenti".
Infine il Presidente della Provincia ha agito senza coinvolgere nella decisione la Giunta Provinciale e senza sottoporre la questione a dibattito nell'ambito del Consiglio Provinciale. Non si è  proceduto ad alcuna deliberazione di Consiglio e neppure di Giunta.
Il parere favorevole espresso è stato dato unicamente dal Presidente della Provincia. Eppure l'articolo 1 della Costituzione Italiana stabilisce che "la sovranità appartiene al popolo" e la Convezione di Aarhus, recepita dall'Italia con la legge 108/2001, stabilisce la consultazione del "pubblico" (definito come "le associazioni, le organizzazioni o i gruppi di tali persone") nelle scelte di carattere ambientale fin dalla fase preliminare.
Per queste ragioni chiediamo l'annullamento dell'atto del Presidente della Provincia per grave irregolarità.

Infine, dato che l'invio del parere di compatibilità ambientale è stato effettuato dal Presidente della Provincia ai sensi della Legge Regionale sulla Valutazione di Impatto Ambientale invitiamo l'Assessore alla Trasparenza della Regione Puglia a verificare la correttezza nonché la trasparenza della procedura in corso in considerazione del fatto che non sono state applicate la Convenzione di Aarhus e le norme europee ad essa afferenti e implementate nelle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Ciò costituisce non solo una violazione dei diritti dei cittadini (che la Regione dichiara di voler tutelare con una politica di "cittadinanza attiva") ma una violazione di norme europee che comportano una procedura di infrazione delle direttive europee.

Non vorremmo che la Regione Puglia, che chiede l'avvio in sede europea di una procedura di infrazione per mancata applicazione della VIA relativamente al rigassificatore di Brindisi, si rendesse responsabile per il rigassificatore di Taranto di una speculare infrazione per mancato rispetto delle direttive europee connesse alla Convenzione di Aarhus. Il che equivarrebbe a predicare bene per Brindisi e razzolare male per Taranto.
A questo proposito informiamo che è in corso la stesura di un dossier legale su tutte le norme fino ad ora violate nella Valutazione di Impatto Ambientale del rigassificatore di Taranto.
Riteniamo che la Regione Puglia, per dissociarsi da ogni copertura di un progetto che cancella i diritti dei cittadini, abbia il dovere politico, morale e legale di bloccare l'intera procedura autorizzativa relativa al rigassificatore di Taranto e di comunicare al governo la sua decisione di riaprire l'intero iter alla luce del pieno rispetto della legalità e della massima garanzia della sua trasparenza.


Per il Comitato contro il rigassificatore di Taranto

Alessandra Battista
Francesco Calcante
Leo Corvace
Giuseppe D'Aloia
Salvatore De Rosa
Giuseppe Fonzino
Peppe Mannara
Francesco Maresca
Alessandro Marescotti
Fabrizio Musetti
Giancarlo Petruzzi
Emiliano Ponzio
Gabriele Pugliese
Francesco Sorrentino

Al Comitato contro il rigassificatore di Taranto aderiscono le seguenti realtà locali: Lipu, Wwf, Italia Nostra, PeaceLink, Uil, Il Cormorano, Conf. Cobas, TarantoViva, Taranto Sociale, Assemblea Permanente Ambiente e Sicurezza, Comitato di quartiere Città Vecchia, Rifondazione Comunista, Verdi, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Fgci, vari cittadini a titolo personale.


Per il Circolo di Taranto di Legambiente

Lunetta Franco
Franco Zerruso