Re: [pace] [Fwd: IL NOBEL OBAMA ALLA GUERRA!]




L'Abbronzato e il Viso Pallido alleati nella guerra infinita... Aveva ragione chi proponeva il premio nobel per la pace a Berlusconi! Magari ora se lo divideranno un po' ciascuno, in proporzione alle bare rimpatriate.



Il giorno 03/dic/09, alle ore 23:54, Davide Bertok ha scritto:



-------- Messaggio Originale --------
Oggetto: IL NOBEL OBAMA ALLA GUERRA!
Data: Wed, 2 Dec 2009 20:29:07 +0100
Da: Alberto <media.rossa at tiscali.it>
A: <media.rossa at tiscali.it>



IL NOBEL PER LA PACE ANCORA DI PIU' ALLA GUERRA!
di Piero Maestri, portavoce di Sinistra Critica

La decisione del presidente statunitense Barack Obama di aumentare di
30.000 soldati la presenza militare in Afghanistan è una scelta coerente
con le politiche di guerra che Usa e Nato mantengono nel paese
centro-asiatico. Una decisione che nasconde dietro la "necessità di
combattere il terrorismo" di Al Qaeda una situazione afghana (e
pakistana) che ci parla invece di una guerra che continua e delle
difficoltà crescenti che gli eserciti della Nato si trovano ad
affrontare su ogni piano.
Obama e i paesi della Nato, incapaci di vincere sul terreno e di
convincere l'opinione pubblica dei propri paesi della giustezza della
loro "missione", non sono in grado di fare altro che accelerare la
propria escalation militare. e questo non farà che produrre quanto
dichiara il generale statunitense McChrystal: "E' realistico aspettarsi
un aumento delle perdite tra gli afgani e la coalizione".
Il segretario della Nato ha già annunciato un aumento dei sodati
dell'Alleanza e questo comporterà un ulteriore impegno anche
dell'Italia, che certamente il presidente Berlusconi si affretterà ad
acconsentire, dopo aver aumentato il coinvolgimento dell'Italia con
l'invio di altri 70 soldati della Brigata Sassari a Kabul all'inizio di
ottobre.
Una decisione che non vedrà nessuna opposizione in Parlamento e avrà una
approvazione bipartisan, come è avvenuto oggi con il rifinanziamento
delle missioni militari in votazione al Senato.
L'unica "exit strategy" dall'Afghanistan è il ritiro immediato dei
militari italiani e il sostegno ai democratici afgani schiacciati
dall'occupazione Nato e dai fondamentalisti – siano al governo o meno.
il movimento contro la guerra deve rilanciare la sua iniziativa contro
le missioni di guerra italiane/Nato e contro le spese militari.

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