Fiera del Libro di Torino. Le posizioni degli scrittori palestinesi e del regista Mohammed Bakri




L’Unione Generale degli Scrittori Palestinesi, invita a non ospitare
Israele alla Fiera del Libro di Torino.

Il segretario generale degli scrittori palestinesi, dott. Almotawakel Taha,
ha chiesto, di non ospitare Israele come ospite di onore alla fiera del
libro di Torino .

 Taha in una dichiarazione rilasciata all’agenzia palestinese Wafa, ha
invitato “il governo italiano e gli intellettuali italiani a non onorare
Israele in quanto paese occupante, che pratica ogni giorno se non ogni ora,
le aggressione contro il popolo palestinese, e viola il diritto umanitario
internazionale”. Ed ha aggiunto che “l’Italia il paese della civiltà e
della cultura non può trattare con un stato razzista che costruisce i muri,
e crea 600 posti di blocco in cisgiordania e stringe l’embargo per
strangolare Gaza”.

Taha infine ha invitato,intellettuali, scrittori e pensatori italiani “a
smascherare le brutale pratiche dell’occupazione contro i palestinesi, e di
adoperare per non o onorare Israele che occupa con la forza territori di
altri, tale ospitalità onoraria, incoraggia Israele a continuare la sua
aggressione criminale contro i civili palestinesi.”





Il regista palestinese Mohammed Bakri sulla Fiera del Libro di Torino

 Sono passati sessanta anni, e l’uomo palestinese nei campi profughi
continua a essere privato dei più semplice diritti, privato di identità, di
bandiera, dal pezzo di pane dall’orgoglio. Privato dalla libertà. Era più
decoroso alla Fiera del Libro di Torino di ricordare i dannati del popolo
palestinese anziché celebrare gli occupanti, anche se vengono chiamati
sinistra israeliana. Di questi non ho mai letto un articolo o una poesia
dedicati ai 60anni della Nakba, e sono stati invitati a Torino per
celebrare i 60 anni dello stato di Israele, che continua a violentare i
diritti del mio popolo, e non esita a schiacciare  ogni voce che racconta
la sua tragedia.

Ho fatto un film, intitolato “Jenin – Jenin” che racconta il dramma degli
abitanti del campo di Jenin. Israele ha fatto la guerra contro questo film,
e la censura l’ho vietato per due anni. L’istituzione israeliane, ufficiale
e occulte, hanno fatto un massacro mediatico contro questo film.

E ora devo presentarmi di fronte al tribunale, contro cinque soldati, mai
visti, che chiedono una somma enorme, come risarcimento danno all’onore, in
tutto questo non ho visto uno degli invitati scrittori progressisti alzare
la voce contro questa eclatante  sopraffazione israeliana. Nessuno di
questi ha scritto una sola parola in difesa della libertà di espressione.
Come mai vengono onorati questi silenziosi sudditi allo strapotere del loro
stato che impone il buio su un milione e mezzo di palestinesi a Gaza?



Mohammed Bakri



* Attore protagonista del film “Private” di Saverio Costanzo, regista del
film “Jenin Jenin”