non si voterà



Lascio anonima, per rispetto della privacy, una risposta al nostro
comunicato sulla crisi di governo.

"Se si preferisce Berlusconi a
Prodi, lo si dica con chiarezza. E' già avvenuto un'altra  volta:
volete che la cosa si ripeta? Non si fa politica (e neppure si
costruisce la pace) con la sola proclamazione dei principi, "accada
quello  che può"; ma soltanto con un faticoso lavoro di mediazione di
fronte alla  complessità della realtà, non dimenticando che siamo in
democrazia, e che  questo implica attenzione a una pluralità di
posizioni presenti nella
società".

Mie osservazioni

Tranquilli, cari
amici, che non stiamo affatto gioendo e brindando alla salute del
ritorno di Berlusconi. Di cui molti di voi danno per certa, non a caso,
la vittoria elettorale.
Ma se il cavaliere e' tornato a brillare nel
cuore di molti italiani, di chi e' la colpa, di grazia?
Non c'entra
nulla il modo di governare di Prodi, D'Alema e oligarchia regnante?
I
"manovratori" che abbiamo lasciato alla guida indisturbati avrebbero
voluto continuare a deragliare senza intoppi. Ma continuando cosi', ci
avrebbero regalato non una vittoria risicata delle destre, ma un loro
trionfo all'80% dei voti (se va bene).

Vediamo di svolgere qualche
ragionamento.

Ipotesi A. Non si andra' alle urne, io credo, anche se
questo quadro politico è confuso e non si può essere certi di nulla.
Ma
poniamo si sia chiamati presto a nuove elezioni.
Quale sarebbe, secondo
voi, il programma ufficiale dell'Unione?
Come ci verrebbero a chiedere
il voto, con il problema di recuperare e acquisire consensi?
Direbbero:
vogliamo la base di Vicenza (70% italiani contro) o prometterebbero di
non costruirla più?
Oppurre: restiamo a combattere in Afghanistan (60%
italiani contro) nelle retrovie oppure ce ne andiamo?
Non c'è bisogno
di essere Einstein per dare la risposta: se vogliono vincere le
elezioni verrebbero stavolta a prometterci il ritiro delle truppe dai
teatri di guerra e la revoca dei permessi per la base USA sul Dal
Molin.
(Analogo discorso può essere fatto sui PACS o su tanti temi
sociali "maggioritari", non minoritari).

Sorgerebbe a questo punto il
dubbio, che mi ha posto telefonicamente Tiziano Tissino.
Ma il popolo
di centro-sinistra voterebbe ancora della gente che si è sputtanata,
che non è più credibile?
Una parte si', una parte no. Qual'e', secondo
voi, la piu' intelligente?
Bisognerebbe, per recuperare tutto il voto,
presentare candidati credibili al posto di questi qui che si sono
"sputtanati".
Cinzia Bottene, per fare un esempio (perdonami, Cinzia se
ti tiro in ballo!), ad occhio e croce risulterbbe credibile per un NO
alla base di Vicenza...
Un fatto e' chiaro. Il gruppo dirigente
dell'Unione - se si torna a votare - avrebbe fallito politicamente.
Quindi dovrebbe passare la mano all'opposizione interna: si fa questo
in ogni democrazia matura...
Dovrebbe valere l'alternanza anche dentro
le forze politiche.

Ipotesi B. La crisi politica che si è aperta viene
risolta con qualche pastrocchio sponsorizzato dai "poteri forti" che
vogliono attuare le "riforme" caldeggiate dal Sole 24 Ore.
UDC e
"Volenterosi", ad es., sostituiscono Rifondazione che resta fuori.
In
questo caso succederebbe che un NO alla base di Vicenza, in Parlamento,
vedrebbe subito almeno i voti di Rifondazione. Attualmente invece
raccoglie voti zero. La speranza, anzi, e' che non si voti nemmeno!
Esprimendo dei contenuti chiari, nero su bianco, alle camere, si
avvierebbe comunque un meccanismo di rincorsa del consenso reale da
parte delle forze politiche.
Si ridurrebbe comunque, con questo
"gioco", lo scarto abissale, surreale, della rappresentanza cosi' come
si configura oggi...
Senza contare che, alla fine, quello che decide è
la determinazione popolare. Se il popolo di Vicenza non molla, ad es.,
e continua a catalizzare la solidarieta' di tutta Italia, la nuova base
non si fara', Prodi e Berlusconi volenti o nolenti.
L'importante e'
manifestare dal basso, mi ricorda il mio amico Mao Valpiana. Si',
questo e' determinante dal punto di vista del "movimentista", che
comunque un po' di attenzione a quello che succede alle istituzioni la
deve sempre prestare.
Altrimenti non si farebbe eleggere in un
consiglio regionale, vero Mao?
Le vere conquiste sociali nascono con
l'unita' popolare dal basso. I diritti che ancora (forse per poco) ci
restano li dobbiamo alle battaglie politiche e sindacali della sinistra
quando era all'opposizione.
Ma ora le oligarchie del centro-sinistra
vorrebbero governare per toglierceli. E pretendono persino di essere
ringraziate, altrimenti torna il Sig. Jones!
Noi dovremmo essere felici
di aiutarle a sfruttarci al posto del Sig. Jones (vedi Orwell, La
fattoria degli animali)...