mi ricorda genova 2001



Questo allarmismo politico e mediatico che va montando mi ricorda 
Genova 2001.
Alle dichiarazioni che, partendo da quella di giuliano 
Amato, cita "Repubblica" aggiungerei, su un altro versante 
problematico, quella di Luciano Violante, che definisce "indecorosa" la 
annunciata - e poi rientrata - partecipazione alla manifestazione a 
Vicenza, il 17 febbraio, di alcuni sottosegretari del governo Prodi.
Effettivamente e' da teatro dell'assurdo pretendere di lisciare - con 
la mano destra - i manifestanti contro la base USA ed insieme - con la 
mano sinistra - schiacciare, con il voto elettronico, il si' alla base 
ed alla guerra in Afghanistan.
Altrettanto "ossimorica" e' 
l'osservazione di Giovanni Russo Spena: mettere la propria firma sul 
si' non significherebbe affatto rinunziare al proprio dissenso. 
Ecco, 
dobbiamo adeguarci a questo bispensiero: votiamo si' ed intendiamo no; 
i si' che significano si' ed i no che significano no lasciamoli agli 
utopici ed astratti seguaci del nazareno...
Già che ci siamo suggeriamo 
ai nostri soldati di fare le guerre appuntandosi al petto le spillette 
pacifiste: sparare ed uccidere non significa per nulla accettare 
l'evento bellico! 
Dove vogliamo arrivare con il contorsionismo verbale 
negatore della verita'? 
La forza della nonviolenza, che Rifondazione 
vorrebbe agire, non si basa forse sulla forza della verita'?

Intanto 
Luca Casarini pontifica e conciona a nome del movimento, assiso sul 
piu' alto podio mediatico, che mani sapienti gli hanno accuratamente 
predisposto. Non a caso l'"Amerikana" Lucia Annunziata ha passato a lui 
il megafono, e non alla casalinga Cinzia Bottene, con cui la gente 
comune puo' facilmente identificarsi. Arrestano dei presunti brigatisti 
e - giustamente - da qualche centro sociale "incazzato" arriva la 
"solidarieta'" verso costoro, dimenticando che i magistrati che hanno 
portato avanti le indagini hanno i nomi di Armando Spataro, Ilda 
Boccassini e Guido Salvini: gente seria, da sempre impegnati nella 
difficile lotta all'eversione soprattutto di colore "nero".
Agli 
"antagonisti" in servizio permanente effettivo, disobbedienti di nome 
ma di fatto obbedientissimi alle loro "cupole militarizzate", non a 
caso affascinati dalle "resistenze armate" tipo Moqtada Al Sadr in 
Iraq, consiglierei di stare attenti a confondersi con i "signorini 
della guerra", perche' questa prossimita' culturale e politica 
sicuramente aiuta le manovre di repressione e criminalizzazione dei 
movimenti che vanno denunciando.
La spirale repressione-violentismo di 
solito riesce ad affossare i movimenti, che si svuotano di 
partecipazione popolare. Mi auguro che questa volta la ciambella, 
preparata dai soliti cuochi, riesca senza buco.

Alfonso Navarra

 


dal sito wwww.repubblica.it

Corteo di sabato, il ministro teme 
"ostilità contro le forze dell'ordine"
"Chi siede in Parlamento deve 
esprimere solidarietà alle divise"
Base Vicenza, l'allarme di Amato
Prodi: "No a tensioni e aggressioni"
Il premier: "Spero sia una 
manifestazione serena, libera e democratica"
Il Prefetto: "Scuole 
chiuse, a rischio l'incolumità degli studenti"

 
Giuliano Amato
ROMA - 
Lo dice mentre parla in Aula dei recenti arresti che hanno sgominato il 
nucleo delle nuove Br. Nel chiudere l'intervento alla Camera, il 
ministro dell'Interno Giuliano Amato fa anche un riferimento alla 
manifestazione di sabato prossimo, a Vicenza, contro la costruzione 
della base americana, ai rischi che si traduca in un'occasione per 
"saldare spezzoni di ostilità nei confronti delle forze dell'ordine". E 
lancia il suo invito: "Tutti coloro che siedono in Parlamento esprimano 
un sentimento opposto a quanti, invece, vorrebbero cogliere l'occasione 
di quella manifestazione per saldare spezzoni di ostilità verso la 
polizia". Da Nuova Delhi l'auspicio di Romano Prodi: "Che sia una 
manifestazione democratica e libera, senza aggressioni né tensioni". 

Prodi: "Manifestare con consapevolezza". "Spero che sia una 
manifestazione serena e mi auguro che sia portata avanti con 
consapevolezza come ogni manifestazione democratica, libera, senza 
aggressioni e tensioni". Romano Prodi, dall'India, auspica che il 
corteo di sabato non produca conflitti, replica all'allarme-sicurezza 
lanciato dalle autorità Usa sottolineando che "la responsabilità 
dell'ordine pubblico è del governo italiano, non di quello americano", 
e insiste: "Sui sottosegretari, quel che ho detto lo ribadisco: non si 
manifesta contro il 
governo, da parte dei membri del governo in 
particolare. Da parte dei cittadini, invece, c'è la democrazia". 

Cento: "Non andrò". "Prendo atto dell'appello di Prodi, non andrò alla 
manifestazione": così il sottosegretario all'Economia, Paolo Cento, 
chiude il "caso" della sua partecipazione al corteo, sabato. Ma ricorda 
che "il governo, al di là della presenza a Vicenza di esponenti di 
governo, deve fare i conti con un'opinione diffusa, contraria 
all'allargamento della base, che è una base di guerra". 

Ulivo: "No 
all'eversione". Che l'attenzione delle forze politiche si stia 
concentrando su quell'appuntamento, si capisce anche dalle parole di 
Anna Finocchiaro, capogruppo diessino al Senato: "Stiamo attenti a non 
trasformare la manifestazione di Vicenza in un luogo potenziale di 
cultura eversiva". Mentre il vicepresidente del Consiglio Francesco 
Rutelli chiede che, in caso di disordini, questi siano repressi "con 
estrema severità". 

Prc e Pdci: "Amato non confonda pace e violenza". 
"Mi sembra che Amato confonda le manifestazioni per la pace con certe 
manifestazioni violente negli stadi. Vicenza sarà una grande 
manifestazione di popolo e per questo pacifista" dice Alfonso Gianni di 
Rifondazione. Per Severino Galante, capogruppo Pdci in Commissione 
Difesa alla Camera, "è pericoloso evocare lo spettro di possibili 
incidenti. Evidentemente si vuole a tutti i costi coprire le giuste 
ragioni dei vicentini". 

A Vicenza scuole chiuse. Sul fronte 
dell'ordine pubblico, il prefetto di Vicenza, Piero Mattei, ha 
annunciato che le scuole di Vicenza rimarranno chiuse sabato mattina. 
Potrebbero crearsi, secondo la Prefettura, ''momenti di altissima 
tensione'', per cui e' da tutelare ''la sicurezza e l'incolumita' dei 
giovani studenti''. 

(14 febbraio 2007)