Turi, il disarmo, la solidarieta' 



Carissimi,

E' prevedibile che l'appello il 16 marzo a Den Bosch per il processo di Turi, "demolitore nonviolento di F16", confermi i 6 mesi del primo grado decisi a Breda: il nostro amico verra' di nuovo espulso dall'Olanda e, - mi ha riferito personalmente - ha deciso di circolare un po' per l'Italia, cosi' come ha gia' fatto in questi giorni, toccando Milano, Pisa, Firenze, Genova, Torino.

Ho l'impressione che Turi arrivi da noi giusto in tempo per l'inizio della solita manfrina diplomatica tra USA, ONU, Europa, Russia, eccetera, che portera' alla guerra con l'Iran, voluta fortemente dall'America per i motivi che ormai dovremmo aver compreso e metabolizzato.

Avremo percio', anche grazie al suo gesto, un'alternativa da contrapporre a chi,ipocritamente, intende proporre l'esigenza del disarmo atomico a suon di bombardamenti, forse persino con l'impiego delle nuove micro-armi nucleari di cui tratta il libro di Angelo Baracca.

Il disarmo atomico, al contrario, per noi e' applicazione, anche unilaterale, del Trattato di non proliferazione nucleare: ringraziamo chi - mi riferisco a Turi, e' ovvio - ce l'ha energicamente ricordato con la sua azione diretta nonviolenta.

Abbiamo dunque di che lavorare (purtroppo) "sfruttando" cio' che Turi ha seminato con la
carica positiva del suo sacrificio coraggioso.

Questo al di la' di come si mettera' nell'aula del Tribunale olandese - il rischio e' anche quello di una condanna molto piu' pesante-, e di come occorre autocriticarsi per i ritardi tecnici ed organizzativi accumulati nella gestione legale della solidarieta' (cui ha sicuramente contribuito il mio infortunio, con i due mesi di impedimento fisico) ma che sostanzialmente non cambiano - credo - il quadro delle forze in campo dal punto di vista delle nostre possibilita' di intervento.

Avrei voluto essere all'assemblea di Firenze e, disgraziatamente, non ho potuto: era il logico sbocco di tutto un lavoro compiuto nei mesi scorsi. Magari, contribuendo alla discussione, si sarebbe potuto dare un taglio meno reattivo e difensivo alla mobilitazione del 18 marzo, che, a mio modesto parere, insegue una guerra che sta gia' "afghanizzandosi" e farebbe bene a non limitarsi ad inseguire il prossimo conflitto sulla ribalta mediatica (quello iraniano, per essere espliciti).

Comunque sia, mentre c'e' da meditare ed organizzare strategie di lungo respiro, non resta che dare corpo, ciascuno secondo la sua collocazione e possibilita', nei prossimi giorni, alle giuste ed utili indicazioni tecniche di Lorenzo Porta sui messaggi di solidarieta',, in lingua inglese, di singoli e di gruppi, da far pervenire, urgentissimamente, per posta celere meglio, all'avvocato
Meindert Stelling.

Cito dal suo - di Lorenzo - piu' recente messaggio:

"Ogni dichiarazione di solidarieta' deve essere firmata di proprio pugno e deve comparire la residenza attuale e la data di nascita del firmatario.

Personalmente (scrive Lorenzo) sento di esprimermi cosi':

We send our solidariety to our friend Tury Vaccaro for having putted his body on the line in order to denounce the great danger of proliferation of nuclear weapons by western countries, for the ban of nuclear weapons with whom some dictatorships are equipped in opposition to international control and against their civil societies who has no possibility of any free speeching: Iranian
governement is an exemple.


ADVOCAAT MEINDERT STELLING
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HOLLAND

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meindert.stelling at planet.nl