Una targa per Arafat- una manifestazione per la Palestina. Se non ora quando?



Una targa per Arafat. Una manifestazione per la Palestina. Se non ora quando?


Un anno dopo la morte del Presidente Palestinese Yasser Arafat, Abu Ammar
per il suo popolo, si E' voluto segnare con forza il riconoscimento della
storia e del popolo della solidarietà italiano a Yasser Arafat per
contrastare ogni rimozione e demonizzazione di un combattente per la
libertà del popolo palestinese e per una pace giusta in Medio Oriente.
E' stato scelto di ricordare Yasser Arafat all'interno della settimana
internazionale contro il Muro dell'apartheid che il governo israeliano sta
costruendo sui territori palestinesi occupati.
Il tracciato del Muro sta strappando ulteriori quote di terra, di acqua e
terreni agricoli ai palestinesi. L'inclusione della colonia di Male Adumin
all'interno del tracciato del Muro significa l'annessione di fatto di
Gerusalemme a Israele e la divisione della Cisgiordania in due tronconi. In
pratica - come sostiene il consigliere di Sharon, Dow Weinglass - la
prospettiva di uno stato palestinese indipendente E' rinviata
indefinitivamente.
Possono chiamare questo Muro come vogliono ma la sua sostanza E'
drammaticamente evidente.
Alcuni dei suoi sostenitori lo giustificano con la sicurezza, altri - più
esplicitamente - ne dichiarano la necessità per tenere separata la
popolazione palestinese dal territorio israeliano.
Separazione: cosa significa separazione? Significa che il governo
israeliano non teme le incursioni e gli attentati ma teme l'incremento
demografico dei palestinesi dei territori occupati e di quelli all'interno
del territorio israeliano. Significa che teme le conseguenze di una enorme
divaricazione tra le condizioni di vita dei palestinesi e quelle degli
israeliani - il reddito procapite di un israeliano E' diciotto volte
superiore a quello di un palestinese.
Separazione razziale e sociale dunque tra palestinesi e israeliani. A
questo punta il Muro. Ma separazione razziale e sociale in tutto il mondo
viene chiamata "Apartheid". Era così nel Sudafrica o in Rhodesia, ma quel
muro razziale e sociale E' stato abbattuto dalla storia, dai movimenti
popolari e dalla mobilitazione internazionale. Dal crollo dell'apartheid E'
nata la possibilità di eleggere come presidente del Sudafrica Nelson
Mandela. Anche Nelson Mandela era stato definito e imprigionato come
terrorista dal regime razzista sudafricano ma E' diventato il primo
presidente del Sudafrica democratico e multirazziale. E' successa la stessa
cosa a Yasser Arafat, sta succedendo anche con Marwan Bargouti. La prossima
settimana la moglie di Bargouti, Fadua, sarà insieme a noi per costituire
in Italia il Comitato per la Liberazione di Marwan Bargouti e per
incontrare le forze della solidarietà con la Palestina.
Pensiamo infatti che la mobilitazione per riportare al centro dell'agenda
politica la questione dei diritti del popolo palestinese sia più che mai
necessaria. Soprattutto in presenza di manifestazioni reazionarie e
guerrafondaie come quelle organizzate da Giuliano Ferrara e dal Foglio e
nella quale abbiamo trovato ignobile la partecipazione di personalità della
sinistra e del centro-sinistra che dovrebbero rappresentare la politica
estera del prossimo governo italiano. L'Italia del governo Berlusconi ha
demolito l'immagine del nostro paese nel mondo arabo e islamico. Ha
compromesso relazioni storiche. Ha reso l'Italia complice di una guerra
ingiusta e illegale come quella in Iraq. Ha reso l'Italia complice della
politica colonialista e aggressiva di Sharon siglando un accordo di
cooperazione militare con Israele. Vorremmo essere sicuri che il nuovo
governo cambierà radicalmente questa pagina vergognosa e pericolosa della
politica estera italiana.
Continueremo a batterci al fianco del popolo palestinese, per uno Stato
palestinese indipendente, per il riconoscimento del diritto al ritorno dei
profughi palestinesi, per la liberazione dei prigionieri politici
palestinesi. Sono questi i passi concreti che possono portare ad una pace
in Medio Oriente fondata sulla giustizia e non sul colonialismo e le
minacce militari. Su questi punti riteniamo necessario che il popolo della
pace e della solidarietà convochi a breve una grande manifestazione
nazionale nei prossimi mesi al fianco del popolo palestinese.

E' stata affissa oggi una targa al Presidente palestinese Yasser Arafat
perché nessuno si possa dimenticare che in Medio Oriente non può esserci
alcuna pace senza giustizia per il popolo palestinese.

Roma 11 novembre 2005