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Ricordando Srebrenica, pensando a Fallujah
Ghali Hassan
...Il "massacro" di Srebrenica era solo un colpo di stato propagandistico
per gli Stati Uniti e la NATO contro la repubblica jugoslava. In seguito,
gli Stati Uniti e la NATO usarono il "massacro" per intervenire in nome dei
leader musulmani bosniaci nella guerra contro le forze serbe e per seguire
la loro agenda imperiale. L'obbiettivo era sfasciare la repubblica
yugoslava e colonizzare la Bosnia ed il Kosovo (...) Comunque, qualcosa di
ben peggiore rispetto! al "massacro" di Srebrenica ha avuto luogo a
Fallujah, dove l'operazione è stata descritta dai leader occidentali e dai
loro media accondiscendenti come un "passo necessario per tenere le
elezioni e portare la libertà e la democrazia" in Iraq (...) Per cielo e
per le terra, le forze Usa hanno indiscriminatamente ucciso civili con
bandiere bianche o vestiti bianchi sulle loro teste, assassinato i
combattenti feriti, ucciso prigionieri Iracheni disarmati e distrutto
moschee, ospedali e centri sanitari protetti dal diritto internazionale...

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LA TEORIA DELLA ''BOMBA MAGICA''
MARK FAULK, Comedonchisciotte.org
Questa è una storia di terroristi che scompaiono, borse che non esistono,
indagini raffazzonate, ma soprattutto, questa è una storia di bombe
magiche.E' la puntata pilota di Crime Scene Investigation. E' la legge di
base della fisica. E' così elementare, mio caro Watson, che anche un
ballerino - sconvolto dallo shock di essersi seduto proprio davanti al
sedile in cui una delle bombe fu piazzata due settimane fa, in un treno del
Tube - potrebbe ! capirlo.

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Le bombe di Tony Blair, premier inadatto
JOHN PILGER, il manifesto
... Immaginate, per un momento, di trovarvi nella città irachena di
Fallujah. È uno stato di polizia americano, come un grande ghetto
recintato. Dall'aprile dello scorso anno gli ospedali della città sono
stati sottoposti a una politica americana di punizioni collettive. I
marines Usa hanno attaccato il personale ospedaliero, hanno sparato ai
medici, hanno bloccato i farmaci di pronto soccorso. Ci sono stati casi di
bambini ammazzati davanti alle ! loro famiglie. Ora immaginate tutto questo
imposto agli ospedali londinesi in cui sono affluite le vittime degli
attentati. Quand'è che qualcuno traccerà questo parallelo a una delle
«conferenze stampa» in cui Blair può emozionarsi a beneficio delle
telecamere affermando che «i nostri valori prevarranno sui loro»? Il
silenzio non è giornalismo. A Fallujah «i nostri valori» li conoscono fin
troppo bene...

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l'articolo completo: www.uruknet.info/?ptumorali a Termoli e più in generale nel Basso Molise che ha portato alla
luce il disagio e l'incertezza di vivere nelle nostre città. Un libro non
scientifico, ma che ha tutti i presupposti di una ricerca empirica sul
campo, scritto soprattutto dagli stessi cittadini e quindi di una grande
rilevanza sociale. Crediamo che nessuna seria ricerca scientifica su queste
problematiche possa prescindere da questo lavoro.
Limitandomi alla specificità di Termoli, mi preme sottolineare la caparbia
con cui abbiamo affrontato la realizzazione del nuovo PRG; organizzando due
convegni sull'argomento, la pubblicazione di uno speciale e, infine, la
presentazione di ben 14 osservazioni al PRG di cui due approvate dallo
stesso architetto Perugini estensore del nuovo PRG. Tutto ciò testimonia
una nuova consapevolezza dei luoghi del vivere cittadino e l'individuazione
di beni comuni definiti attraverso dei percorsi ancora sperimentali di
democrazia partecipata. Questo sommovimento ha riguardato varie realtà
municipali ed economiche. E' chiaro che questa nuova prefigurazione, più
consapevole,  di vivere il territorio pone il problema dei diritti.

DIRITTI E DEMOCRAZIA PARTECIPATA
I diritti sul proprio territorio non sono dovuti una volta per tutte, ma
vanno continuamente ripatteggiati. Le continue trasformazioni che avvengono
in esso impongono un'attenzione che travalica i singoli interessi
personali. Il Mare, il porto, l'aria che respiriamo, la bellezza del
paesaggio e dell'abitare, ecc., nel loro mutare ci persuadono ad una
maggiore consapevolezza di cittadinanza. Questi diritti definiti e
rielaborati nel corso del tempo, devono trovare luoghi di fattiva
partecipazione. Luoghi tutti da inventare, procedure decisionali da
sperimentare, un processo che in Molise E' già in atto e che pone agli
"attori" di tale movimento delle domande ormai ineludibili . Questo nuovo
pratagonismo regionale non attiene solo alle realtà civiche ma anche a
consistenti settori produttivi come ad esempio l'agricoltura. Si scopre il
Tartufo, tubero fino a qualche anno fa a noi sconosciuto, si valorizzano
produzioni autoctone, si E' sempre più consapevoli che le particolarità
locali sono una parte cospicua della nostra ricchezza. Il Turismo viene
percepito come una delle possibili peculiarità del nostro territorio.
L'industrialismo senza un progetto di sviluppo locale viene visto con
diffidenza e preoccupazione. Sono in atto nel nostro tessuto produttivo e
sociale cambiamenti  epocali. La nostra classe politica istituzionale
vivacchia tra una fiera di "assaggino" e elargizione a pioggia di fondi
dovuti ai nostri guai. Le scelte fondamentali della nostra regione
diventano mistero, vedi ad esempio il piano energetico regionale e la sua
non approvazione. Altre sfacciate, come i 25 milioni di euro messi nel
bilancio regionale per la creazione di un inceneritore. Tutti ma proprio
tutti sono d'accordo sulla Termoli- San Vittore, tutti auspicano
l'interporto di Termoli e l'annesso porto industriale. Tutti sono d'accordo
sulla riqualificazione turistica di Rio Vivo-Marinelle, tutti auspicano
investimenti esogeni senza controlli sul territorio. E tutti glorificano la
nostra particolarità di luogo ancora vergine e incontaminato. Tutto questo
sa di imbroglio nella migliore delle ipotesi, ma  forse più miseramente E'
dovuta ad incompetenza ed ad una visione asfittica del bene pubblico.
Progetti contrastanti tra di loro concordati chi sa dove, vengono spacciati
come risolutori dei nostri problemi.
L'unica novità nella nostra regione E' dovuta a questo nuovo protagonismo
sociale ed economico, che non ancora si esprime a livelli istituzionali.
Valorizzandolo ogni realtà municipale potrebbe trovare il suo percorso
personale e originale per creare "luoghi" di democrazia partecipata ed una
nuova percezione dello spazio pubblico. Altro discorso E' l'ipotesi di
primarie per la scelta del candidato al governo della regione. Un ipotesi
che, se accettata, che può dare impulso a questo processo di partecipazione
dal basso in atto nel nostro territorio. Il centro-sinistra riformista e la
sinistra cosiddetta radicale - ma non radicata - sono autoreferenziali e
decidono tutto nel chiuso di gruppi dirigenti che guardano alla base solo
come bacino di utenza elettorale. Paradossalmente Ruta,  Massa e Natalini
concordano nella chiusura alle realtà sociali. La realtà politica
regionale, se non E' codarda, dovrebbe accettare la sfida delle primarie
proprio per fugare questi giudizi. Non solo, avrebbe l'occasione di aprire
uno spazio realmente democratico, volano di un inizio di partecipazione
attiva e di definizione di un programma di governo realmente condiviso .

Luigino Vitulli

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L'autoritarismo ha bisogno
di obbedienza,
la democrazia di
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