Quanti giorni all'alba? Continua il forte no alla guerra



COMUNICATO STAMPA
Quanti giorni all'alba? Continua il forte no alla guerra
Ufficio stampa: Cristiano Lucchi 339/6675294, Andreina Albano 348/3419402

La guerra infinita va avanti, è nostro dovere sovvertire questa verità
imposta dall'alto. Rinnoviamo il nostro impegno con il digiuno
Astenersi dal cibo, portare una fascia bianca al braccio, inviare messaggi
alla presidenza del consiglio, indire nel giorno del digiuno un momento
pubblico nella propria città, inviare la propria adesione al sito

Dopo gli ultimi eventi: la liberazione di Giuliana e il suo drammatico
epilogo con la morte di Nicola Calipari che mettono ancora più in evidenza
l'assurdità della guerra ("feudo del crimine e della morte" come dice il
vescovo di Caserta Raffaele Nogaro) e dopo un periodo di riflessione, noi
gruppo interreligioso vogliamo rilanciare con forza il digiuno a staffetta
"Quanti giorni all'alba?", iniziato pochi giorni prima della liberazione di
Giuliana.
Non possiamo accettare in silenzio tale logica di morte, non è più
possibile sopportare una profanazione così subdola e pervicace del grande
bene che è la vita. Il nostro Dio è il Dio dei vivi e non dei morti.
Per questo noi "ostinati della pace", ribadiamo con forza la nostra volontà
di proseguire con il digiuno a staffetta fino al ritiro delle nostre truppe
dall'Iraq.
Sono molte le persone, le comunità, le associazioni, i movimenti, le reti
che hanno aderito all'iniziativa "Quanti giorni all'alba?". Attraverso un
digiuno pubblico e comunitario in tanti hanno chiesto la liberazione di
Giuliana e degli altri sequestrati, il ritiro delle truppe del nostro paese
dall'Iraq, la fine dei bombardamenti su Ramadi e l'apertura di un corridoio
umanitario e la fine dell'utilizzo delle bombe a grappolo (cluster bombs).
C'è stata in questo paese una risposta forte e trasversale, soprattutto
interreligiosa (cristiani, musulmani ed ebrei hanno digiunato).
Andiamo avanti allora. Continuiamo il digiuno che rappresenta un grido
sofferto per il popolo iracheno e per tutti i popoli che vivono situazioni
di conflitto.
Il nostro vuol essere un digiuno pubblico e comunitario.
Per questo a tutti coloro che digiunano chiediamo:
a) astenersi dal cibo da mezzanotte a mezzanotte oppure astenersi dal cibo
e dai liquidi dall'alba al tramonto (come praticato dai nostri fratelli
musulmani)
b) portare una fascia bianca al braccio
c) inviare un fax alla presidenza del consiglio (06/67793169) oppure una
e-mail a notizie at governo.it per annunciare la propria adesione al digiuno
d) indire nel giorno del digiuno nella propria città o nel proprio
quartiere un momento pubblico per coscientizzare la gente sul dramma della
guerra in Iraq
e) inviare la propria adesione al sito www.pergiuliana.org (in attesa di
aprire un nuovo sito)
Dato che questo digiuno è un'azione pubblica e politica, tutti i giovedì
dalle ore 17,30 alle 19,30 un gruppo di persone sarà presente a Roma
davanti al Parlamento.
E' necessario mettere a disposizione tutta la creatività, tutto l'impegno
possibile affinché l'Iraq, il nostro paese, l'umanità tutta possano vivere
un futuro di pace.
La guerra infinita va avanti, è nostro dovere sovvertire questa verità
imposta dall'alto. E' importante farlo partendo dal basso al di là delle
singole culture di appartenenza, coinvolgendo tutte le realtà, organizzate
e non, che si oppongono a un sistema di violenza che fa della guerra lo
strumento per mantenere l'oppressione dei popoli.
Con la certezza di essere insieme e tanti e con la speranza di essere
sempre di più, invitiamo tutti ad aderire a questo digiuno e a parteciparvi
secondo le proprie possibilità. A chi per diversi motivi non potesse
digiunare chiediamo comunque di portare la fascetta bianca al braccio e di
inviare un fax o una e-mail di adesione per testimoniare la propria voglia
di pace.
Andiamo avanti con coraggio, digiunando a staffetta fino al ritiro delle
truppe italiane dall'Iraq. Allora quanti giorni all'alba?

Alex Zanotelli, missionario comboniano
Alessandro Santoro, Comunità di base delle Piagge
Izzeddin Elzir, Imam di Firenze
Jeremy Milgrom, rabbino, Rabbini per i Diritti Umani, Gerusalemme
Tavola Valdese
Archimandrita Julio Brunella, Chiesa Melchita
Mons. Luigi Bettazzi, Vescovo emerito di Ivrea
Hamza Piccardo, segretario nazionale Unione ed Organizzazione delle
Comunità Islamiche in Italia (UCOII)
Luigi Ciotti, Gruppo Abele e Libera
Albino Bizzotto, Beati Costruttori di Pace
Tonio Dell'Olio, Coordinatore Pax Christi Italia
Feras Jabarin, Imam di Colle Val d'Elsa
Moschea di Sorgane (FI)
Comunità islamica di Centocelle (Roma)
Casa della Cultura Islamica di Milano
Moschea Alsalam di Torino
Andrea Bigalli, rivista Testimonianze
Aldo Tarquini, padre domenicano parroco di San Domenico di Fiesole
Suore Domenicane Firenze e Livorno
Armando Zappolini, CNCA
Fabio Corazzina, Pax Christi
Dario Bossi, Comboniani
Renato Sacco, Pax Christi
Missionarie Comboniane di Verona
Giovanni Franzoni, Comunità di San Paolo fuori le mura